Indice del diario di viaggio
Guarda anche il diario di viaggio in Laos -PARTE II-
Informazioni utili
Percorso: Bangkok – Nong Khai – Bueng Kan – Vientiane – Luang Prabang – Vang Vieng – Nong Khai – Bangkok
Durata: 16 giorni (25 giugno – 10 luglio, voli compresi): 3 notti a Bueng Kan nel nord-est della Thailandia (Isan), 7 notti in Laos e due tappe a Bangkok all’andata e al ritorno
Clima fine giugno-luglio: caldo umido e sole asfissiante a Bangkok; sole alternato a nuvole a Bueng Kan, Vientiane e Luang Prabang, con qualche pioggia notturna o mattutina; cielo grigio con brevi e frequenti piovaschi pomeridiani a Vang Vieng. La stagione dei monsoni non ha mai bloccato il programma, ma rende fangosi e scivolosi i sentieri (cascate di Kuang Si, Nam Xay Viewpoint, Tham None Park).
Compagnia aerea: Turkish Airlines, Napoli – Istanbul – Bangkok andata e ritorno.
Treni: treno notturno Bangkok (Krung Thep Aphiwat Central Terminal) – Nong Khai all’andata e al ritorno, con cuccette di seconda classe prenotate da casa (comode, sicure, aria condizionata molto fredda). In Laos la nuova Laos–China Railway: Vientiane – Luang Prabang (circa 330 km in 2 ore, panorami spettacolari tra rilievi carsici e gallerie) e Luang Prabang – Vang Vieng. Attenzione: sulla linea cinese alcuni prodotti, come il whisky di riso, possono essere confiscati.
Frontiera Thailandia–Laos: attraversata via terra al Nong Khai Border Checkpoint, sul Primo Ponte dell’Amicizia Thai-Laos (biglietto per l’attraversamento 20.000 kip), con visto d’uscita thailandese e visto d’ingresso laotiano direttamente in frontiera. Per rientrare in Thailandia occorre compilare online, per ogni membro della famiglia, la TDAC sul sito ufficiale: meglio farlo in anticipo per ridurre i tempi.
Moneta: baht thailandese in Thailandia, kip laotiano in Laos (euro cambiati alla frontiera). Ingressi ai templi laotiani in genere tra 10.000 e 30.000 kip; Kuang Si e Buddha Park 60.000 kip.
Spostamenti: taxi e tuk-tuk a Bangkok e Vientiane (prezzo da concordare prima e, nelle zone isolate, meglio fissare anche il ritorno); autista privato per le escursioni da Bueng Kan (Hin Sam Wan, Wat Phu Tok, Naga Cave); scooter a noleggio a Luang Prabang e Vang Vieng (circa 200.000 kip al giorno, circa 8 euro), ideali per muoversi in libertà anche nei dintorni.
Alloggi: Ramada Plaza by Wyndham Bangkok Menam (1 notte, 100 euro con colazione), The One Hotel Bueng Kan (3 notti, 120 euro in totale con colazione), Green Park Boutique Hotel a Vientiane (2 notti, 150 euro con colazione), Maison Daluaba a Luang Prabang (3 notti, 240 euro con colazione), Riverside Boutique Resort a Vang Vieng (2 notti), Excel Hotel Bangkok per l’ultima giornata.
Templi: si entra in silenzio, senza scarpe, con spalle e gambe coperte; a Luang Prabang all’ingresso sono disponibili coperture a noleggio.
Da non perdere: il tak bat all’alba a Luang Prabang, le cascate di Kuang Si, le Pak Ou Caves sul Mekong, il Wat Phu Tok e la Naga Cave nell’Isan, il Pha That Luang e il Buddha Park a Vientiane, la Blue Lagoon e i panorami carsici di Vang Vieng.
1°-2° giorno: Le luci di Bangkok: l’arrivo nella capitale tra l’energia di Khao San Road e la quiete di Rambuttri Alley
Partenza con volo Turkish Airlines Napoli-Instanbul-Bangkok da Capodichino ore 20.45. Dopo volo decisamente tranquillo, senza particolari turbolenze e con cibo di discreta qualità, arriviamo a Bangkok alle ore 15.30 del 26.06. Dopo il visto, recuperiamo le valigie e con taxi (400bath, 30km) in circa 50minuti, raggiungiamo il Ramada Plaza by Wyndham Bangkok Menam (1n con colazione: 100euro) . Il Ramada Plaza by Wyndham Bangkok Menam Riverside si distingue come un’eccellente soluzione di soggiorno grazie alla sua privilegiata posizione sulla riva orientale del fiume Chao Phraya, nel distretto di Bang Kho Laem. La struttura vanta un meraviglioso affaccio privato sul waterfront, regalando dalle camere e dalle suite una vista panoramica esclusiva sul fiume, sulla piscina e sullo skyline della capitale thailandese. Tra i servizi di punta spicca la scenografica piscina all’aperto (7-22), incorniciata da un rigoglioso giardino tropicale con annessa area solarium, e un moderno centro benessere completo di spa, sauna, bagno turco e jacuzzi. L’offerta gastronomica è guidata dal rinomato ristorante Terrace@72, celebre per la sua terrazza sul fiume dove viene servita la colazione ed eleganti cene a buffet. L’hotel inoltre offre un servizio navetta gratuito in barca dal proprio pontile privato verso lo snodo della stazione BTS Skytrain di Saphan Taksin, oltre a collegamenti rapidi in tuk-tuk verso il vicino distretto commerciale e notturno di Asiatique The Riverfront. Dopo il check-in ci fiondiamo in piscina. In serata con tuk-tuk (150bath) raggiungiamo Khaosan Rd e Ram Buttry Alley, cenando al Frog Pond (8AM-2PM), ottimo ristorante disposto su più livelli con ambiente ricco di decorazioni, statue, vegetazione, con laghetto e una piccola cascata/fontana. La cucina sia thailandese che internazionale è molto buona, con ottimo rapporto qualità/prezzo. Dopo cena ritorniamo con tuk-tuk in hotel (200bath).
3° giorno: La Bangkok dell’acqua: tra i segreti dei khlong di Thonburi e il gigante d’oro del Wat Paknam
Giornata di sole asfissiante. Dopo ottima colazione in hotel, dedichiamo la mattinata all’esplorazione della zona storica di Thonburi con visita del Wat Paknam Phasi Charoen, dell’area residenziale e dei canali circostanti e del Khlong Bang Luang Floating Market. Con tuk-tuk (150bath) raggiungiamo il Wat Paknam Phasi Charoen (8-18, ingresso gratuito), un esteso e storico tempio buddista immerso nella zona dei khlong, i canali di Thonburi, nella parte occidentale di Bangkok. Il tempio fu fondato nel 1610 durante il periodo di Ayutthaya e fonde strutture classiche dedicate alla vita monastica ed elementi monumentali moderni. Le strutture principali che compongono il complesso includono: 1) il grande Buddha dorato (Phra Buddha Dhammakaya Thepmongkhon): una monumentale statua bronzea del Buddha, seduto in posizione meditativa, di circa 69 metri di altezza (paragonabile a un edificio di 23 piani), ricoperta da una tonalità dorata luccicante sotto i raggi del sole. Il Buddha domina completamente il paesaggio di Thonburi e dei suoi canali, ergendosi imponente in un’area piuttosto circoscritta. Man mano che ci si avvicina il Buddha emerge sopra gli alberi, le case, i tetti divenendo impressionante ai suoi piedi; 2) 1l Grande Stupa Maharatchamongkol, un imponente pagoda bianca, alta 80 metri, caratterizzata da una struttura a cinque piani e costruita per custodire le reliquie del venerato abate Luang Pu Sodh. I livelli inferiori contengono oggetti, immagini e collezioni legate alla storia del tempio e alla tradizione buddhista. Il quinto livello, imperdibile, corrisponde alla sala dello stupa di vetro. Al centro della sala si erge uno stupa di vetro verde smeraldo, alto circa 8 metri, attorno e sopra al quale, vi è un enorme decorazione cosmica con colori intensi, motivi circolari e una rappresentazione dell’universo secondo l’immaginario buddhista. Ci sediamo per qualche minuto meravigliati dalla bellezza, dall’armonia e dall’aspetto surreale del luogo. Da qui si può raggiungere anche un’ampia terrazza panoramica; 3) l’ Ubosot o Sala delle Ordinazioni è una delle sezioni più antiche del complesso, risalente proprio all’epoca di Ayutthaya. Il suo interno custodisce l’immagine sacra principale del Buddha, circondata da affreschi tradizionali e intagli intricati che mostrano lo stile classico dell’architettura sacra thailandese; 4) alloggi Monastici (Kuti) e Strutture Comunitarie. Nell’area si incontrano monaci, Mae Chi (monache buddiste vestite di bianco). fedeli, persone che pregano e spazi di vita quotidiana che rendono autentico questo angolo di Bangkok, lontano anni luce dall’area dei grattacieli. Durante la visita partecipiamo anche al rituale della fusione della cera presso appositi calderoni e stampi installati nel tempio. Le grandi candele cerimoniali ottenute dal processo, vengono decorate e accese per garantire ai monaci “la luce necessaria” per studiare i testi sacri durante il ritiro. Offrire cera da fondere per il tempio è considerato un potentissimo modo per ottenere chiarezza mentale e saggezza nella vita futura. Dopo la visita ( 2ore circa) ci incamminiamo verso il piccolo ponte Wat Khun Chan, un luogo di passaggio quotidiano, che attraversa il canale Khlong Dan e che collega Wat Paknam a Wat Khun Chan. Prima del ponte attraversiamo il piccolo tempio di quartiere Wat Absonsawan Worawihan con secolare ficus contiguo. Il ponticello, pur essendo molto semplice, è indovato in un angolo molto scenografico di Thonburi e offre spunti fotografici notevoli. È un luogo piacevole dove si respira l’atmosfera di un villaggio locale, con barche che solcano il canale e case che si affacciano sulla riva. Dopo pochi metri raggiungiamo il Wat Khun Chan, un tempio pittoresco e stravagante, ricco di statue giganti e rappresentazioni di divinità e demoni (come il demone Rahu che inghiotte la luna).Il tempio è molto colorato e mostra una combinazione di elementi thai, birmani e cinesi. Il monumento più spettacolare è quello che raffigura il Rahu nero sormontato da tre elefanti (che rappresentano l’elefante sacro Erawan) con al di sopra il Buddha che appare quasi sospeso sopra il mondo terreno. Raggiungiamo un punto lungo il canale noto come Photo spot for the Big Buddha at Paknam, dal cui bar-ristorante si apre una splendida vista sul Buddha dorato posto sull’altra sponda del fiume e dove è stato allestito un piccolo molo per escursioni in barca. Optiamo per un breve giro in barca di circa 30minuti al costo di 200bath. Durante il rapido tour fluviale vediamo: case di legno a palafitta sospese sull’acqua, vegetazione tropicale, piccoli templi e santuari, pesci gatto e varani, scene di vita quotidiana, piccoli giardini, ecc… Indi ci fermiamo al bar ristorante del molo per mangiare qualcosa. Dopo ci dirigiamo verso il Khlong Bang Luang Floating Market incontrando lungo le stradine locali, piccoli soi residenziali, case in legno, ponticelli, canali, piccoli negozi e templi di quartiere. Il percorso tra Wat Paknam e Khlong Bang Luang è uno dei modi migliori per capire cosa fosse la Bangkok dei khlong, quando l’acqua era ancora una delle principali vie di comunicazione. All’ingresso del sito si attraversa un antico tempio noto come Wat Kamphaeng Bangchak, ricco di statue ed affreschi. Il Khlong Bang Luang Floating Market (9-18, sab-dom 9-19, ingresso gratuito) è un piccolo mercato/comunità lungo un khlong storico di Thonburi, molto diverso dai mercati galleggianti turistici fuori Bangkok. In realtà, il nome “floating market” è un po’ fuorviante: infatti si tratta prettamente di una passerella lungo il canale, con vecchie case in legno, piccoli negozi, caffè, bancarelle e qualche barca. È proprio questo il suo fascino: non si va tanto per comprare quanto per assaporare l’atmosfera della vecchia Bangkok dei canali. Camminando lungo l’acqua si trovano case di legno costruite direttamente sul canale, piccoli ponti, bancarelle di cibo e bevande, negozi di artigianato, persone del quartiere, barche che passano lentamente, enormi pesci gatto e tanti giovani turisti. L’atmosfera è lenta, umida, tropicale e un po’ decadente. Al centro dell’esperienza c’è Ban Silapin, conosciuta anche come Artist House ossia una vecchia casa di legno sul canale trasformata in spazio artistico, galleria e piccolo caffè. L’ingresso è gratuito. Ci fermiamo in qualche negozio e per bere degli smoothies seduti sul bordo del canale. Questa è una delle poche zone di Bangkok dove si ha la sensazione di essere entrato in un villaggio rimasto incastrato dentro una metropoli. Torniamo in hotel con tuk tuk (150bath) e ci rilassiamo in piscina fino alle 18.30. Poi taxi (<30minuti) per la stazione ferroviaria Krung Thep Amphiwat Central Terminal per il treno notturno delle ore 20.15 per Nong Khai. Le uniche cuccette disponibili prenotate da casa, in classe seconda IC, si rivelano abbastanza comode, sicure e forse eccessivamente fredde. Ordiniamo buoni piatti di riso direttamente dal servizio interno dei treni.
4° giorno: Direzione Bueng Kan: il nostro trasferimento e l’incredibile Hin Sam Wan Forest Park
Arriviamo puntali alle ore 7 alla minuta stazione ferroviaria di Nong Khai, piccola città della regione nord-orientale della Thailandia posta sul confine col Laos. All’uscita dalla stazione, le strade appaiono deserte ed illuminate da un tenue sole. Ci accordiamo, per 2000bath, con un simpatico maturo tassista di nome Punzhap Phanakhon, per il trasferimento nella cittadina di Bueng Khan con successiva escursione all’ Hin Sam Wan Forest Park (165km, 2,5h). Nonostante nessuno dei thailandesi presenti parlasse inglese, riusciamo comunque a capirci avvalendoci di google traslate. Costeggiamo quasi per tutto il tempo il decorso del fiume Mekong che separa la Thailandia dal Laos, e lungo la strada facciamo colazione al buon Amazon Cafè. Arriviamo alle 10 circa all’hotel The One Hotel Bueng Khan ove resteremo per 3 notti (totale 120 euro con colaz). Il gentile staff ci consente un check-in anticipato gratuito ed approfittiamo per una rapida rinfrescata. Dopo una breve pausa, ripartiamo in direzione sud, verso il Hin Sam Wan Forest Park (26km,32min). Il Parco Forestale Hin Sam Wan (5-17, 100 bath a persona + 500 bath per pickup/jeep 4×4) è un’ampia riserva naturale costituita da montagne di arenaria con scarpate, grotte, terrazze rocciose e formazioni modellate dall’erosione. Le attrazioni principali non sono vicine tra loro e l’ingresso non è consentito ad auto private. Pertanto i vari punti di interesse possono essre visitati attraverso un tour privato con pickup 4×4. Il pickup percorre una strada forestale stretta, in alcuni tratti ripida, addentrandosi nella foresta tropicale. La prima tappa è il Lan Tham Phu Sing, un massiccio roccioso rossastro che custodisce la statua del Buddha Luangpho Phra Sing in una una sorta di scenografica parete naturale. Tale area è considerata dai monaci e dalla popolazione, un luogo di culto adatto alla preghiera ed alle cerimonie religiose La roccia e il tempietto formano un insieme armonioso, nel quale l’architettura religiosa appare quasi inglobata nel paesaggio naturale. Questa tappa è molto interessante perché rappresenta l’inizio spirituale della visita: prima delle grandi rocce a forma di balena, il visitatore incontra Buddha, tempio, roccia e foresta nello stesso spazio. Successivamente la jeep raggiunge la Phu Sing Stone Wall, una parete naturale di arenaria con stratificazioni, fratture e disegni naturali prodotti dall’erosione. Riprendiamo il pickup per un breve tratto al fine di visitare la tappa principale: Hin Sam Wan o Rocce delle Tre Balene. Si tratta di una spettacolare formazione risalente a circa 75 milioni di anni fa, caratterizzata da tre enormi dorsali di arenaria bruno-rossastra che sporgono dal fianco della montagna. Viste dall’alto o da determinate angolazioni, le tre masse rocciose ricordano una famiglia di balene che nuota sopra un mare verde di foresta: vengono infatti chiamate balena padre, balena madre e balena cucciolo. Arrivati all’area delle Three Whale Rocks, il percorso diventa prettamente pedonale. Una volta arrivati alle strutture rocciose, si cammina sulla superficie delle due formazioni accessibili, sul “dorso” lungo e stretto della balena, che in alcuni punti si interrompe bruscamente, generando una forte sensazione di esposizione in assenza di parapetti. Le rocce sono allungate, arrotondate e molto levigate e le loro estremità si protendono verso il vuoto, creando spettacolari punti panoramici sulla lussureggiante foresta e le montagne rocciose circostanti. In lontananza, nelle giornate limpide si possono vedere sullo sfondo il Mekong e le montagne del Laos. Dall’estremità si gode un vastissimo panorama, nel quale la roccia, la vegetazione e il cielo si fondono in un unico paesaggio. La guida è particolarmente esperta nel fare foto e video spettacolari, nonchè riprese con drone. Dopo una lenta visita, anche dell’altrettanto spettacolare area rocciosa panoramica contigua, risaliamo sulla jeep. Raggiungiamo dopo pochi minuti Hin Hua Chang o Roccia dell’Elefante, una grande roccia di arenaria che ha una forma sorprendentemente simile alla testa di un elefante e che rappresenta una delle rocce figurative più riconoscibili del parco. Segue il Phu Sing Gate, una formazione composta da due grandi masse rocciose verticali che delimitano una specie di passaggio naturale. Le rocce formano una sorta di porta o strettoia, attraverso la quale si apre la vista sulla foresta sottostante. È un punto molto scenografico perché sembra quasi un ingresso naturale alla montagna. L’ultima tappa è chiamata Sang Roi Bor, una delle formazioni geologiche più curiose. Consiste in una estesa roccia arenaria rossastra, estremamente panoramica, la cui superficie è ricoperta da multiple cavità e depressioni, alcune delle quali possono raccogliere acqua durante la stagione delle piogge. Dopo circa 2,5ore di visita, torniamo alla base di partenza e quindi al nostro taxi. Durante il ritorno, Punzhap si propone di accompagnarci per i successivi 3 giorni, a prezzi molto buoni e noi accettiamo entusiasti. Nonostante la mancanza di qualsiasi comunicazione in inglese, Punzhap si rivelerà una guida formidabile, sempre pronto ad assecondare ogni nostra richiesta. La sera ci accompagnerà volentieri alla scoperta dei mercati locali o dei piccoli ristoranti della cittadina e, solo dopo molte insistenze, accetterà di sedersi a tavola per mangiare qualcosa insieme a noi. Dopo aver mangiato discretamente in uno dei ristoranti cinesi del piccolo centro commerciale Tesco Lotus, contiguo all’hotel, torniamo in camera e trascorriamo lentamente il tardo pomeriggio in piscina. Di sera ci lasciamo catturare dall’atmosfera del piccolo mercato serale (night market 17-21.30). È l’occasione perfetta per tuffarsi nel cibo di strada locale: tra i banchi assaggiamo spiedini di carne alla brace, pannocchie arrostite, dolci tipici e freschissimi frullati di frutta. Per mangiare ci appoggiamo ai tavoli disposti sui prati lungo il fiume: un momento di pura semplicità e relax, cullati dallo scorrere dell’acqua.”
5° giorno: Dalle passerelle nel vuoto alle piscine di roccia rossa
La giornata si apre all’insegna di un cielo alternato tra sole e nuvole per poi cedere alla pioggia nel corso della notte. Dopo sufficiente colazione in Hotel, con preparazione di panini a sacco per il pranzo, alle ore 8 circa, partiamo con il nostro driver in direzione sud, per il Wat Phu Tok, distante 47km e meno di 1 ora d’auto. La strada si snoda lungo immense foreste, campagne, rilievi montuosi e villaggi. Dedichiamo la mattina al Wat Phu Tok (06:30–17:00, gratuito) il grande tempio-montagna di Bueng Kan, uno dei luoghi più spettacolari mai visitati. Il Wat Phu Tok è un complesso monastico costruito lungo le pareti di un imponente rilievo roccioso di arenaria rossastra che emerge isolato dalla pianura circostante. Il percorso sale progressivamente attraverso 7 livelli, collegati da passerelle, scale e camminamenti ricavati lungo la parete rocciosa. Nella filosofia buddista, la salita attraverso i sette livelli di passerelle, rappresenta un simbolico “percorso di virtù” attraverso sette livelli di illuminazione spirituale. Alla base del Wat Phu Tok, si estende una splendida area immersa nel verde ove si trovano una pagoda rossa con punta dorata, dalla forma slanciata e simmetrica (Atthaborikhan Museum Chedi Phra Ajarn Juan Kulchetto), un incantevole laghetto dal colore verde smeraldo ed una struttura color sabbia simile ad un chedi (Wat Chetiya Kiri Wihan (Phu Thok). a tre livelli con multiple aperture e stalattiti, che sembra galleggiare sull’acqua. Al suo interno, “cavernoso”, sono visibili stalattiti e statue scure di monaci e di Buddha. Dopo aver fatto scorta di acqua ci prepariamo alla visita del tempio vero e proprio e accediamo al 1° livello. Il 1° livello corrisponde alla zona inferiore della montagna e del complesso monastico. Il tempio è costruito direttamente sulla montagna, quindi già dall’ingresso, il percorso è in salita. Lungo il primo tratto, immerso nella natura, si incontrano strutture religiose, piccoli santuari e l’ambiente della comunità monastica. Al 2° livello, il percorso comincia a svilupparsi nella foresta tra alberi e pareti di roccia, con scale prevalentemente in legno. Al 3° livello, le scale diventano più ripide e il percorso si avvicina alla parete. Le passerelle e le scale, immerse nella vegetazione, non sono semplicemente davanti alla roccia, ma sono appoggiate, fissate e sviluppate lungo il suo profilo. Fino a questo livello procediamo abbastanza spediti. Al 4° livello, compaiono le famose passerelle di legno sospese sulla parete e si incontrano strutture religiose tra cui un chedi. Dalla sensazione faticosa della salita, si passa a quella “spaventosa” di camminare nel vuoto, lateralmente alla parete verticale. I panorami sono già notevoli. Il 5° livello è il cuore del percorso, il livello più caratteristico. Qui si trovano piccoli templi, luoghi di meditazione e una grotta, oltre alle famose passerelle sospese nel vuoto costruite lungo il profilo della parete. Il contrasto tra le passerelle di legno, la roccia rossastra, la foresta e i piccoli luoghi di culto è meraviglioso. Il quinto livello culmina con il Yod Phu Thok, uno sperone roccioso isolato nel vuoto, raggiungibile mediante un breve ponticello di legno sospeso tra due picchi rocciosi. Adeso allo sperone, è stato costruito un terrazzo di legno coperto, che custodisce statue del Buddha, da cui si apre una meravigliosa vista panoramica sull’infinita foresta circostante. Il suono delle campanelle sospese thailandesi (chiamate Phra Krading), mosse dal vento, rompe il silenzio, evocando un’ atmosfera mistica. Riusciamo a percorrere insieme interamente tale livello. Il 6° livello è il piu’ spettacolare e adrenalinico. Il percorso prosegue lungo passerelle di legno sospese, fissate alla parete rocciosa. Le passerelle sono strette, spesso molto esposte, a volte ostacolate da profili rocciosi protrudenti dal lato o dall’alto, che costringono ad abbassarsi o strisciare sulla roccia. La protezione esterna appare bassa ed insufficiente. Il panorama sul paesaggio naturale circostante, diviene impressionante e progressivamente più ampio. La paura di guardare le assi di legno diviene palpabile, il sudore raddoppia così come i battiti ed il respiro. Camminando lungo il fianco della montagna, con la parete di arenaria da un lato e il vuoto dall’altro, si avverte una sensazione di sospensione e di vertigine. La paura dell’altezza si mescola però con una scarica adrenalica estremamente piacevole. Il 7° livello è la parte più alta, si sviluppa su scale di pietra e sentiero tra gli alberi, in un ambiente più aperto, con rocce, vegetazione e punti panoramici. Qui si trovano aree legate alla meditazione e alla pratica monastica. Procedo fino all’inizio del 7° livello, il resto della famiglia fino all’inizio del 6° livello. Nella discesa si attraversa un suggestivo anfratto roccioso che accoglie statue scure di monaci buddisti, noto come Phu Thok Noi. Ci ritroviamo tutti alla base del tempio vicino il laghetto ove ci rilassiamo scambiando qualche parola con alcuni sorridenti monaci. Di pomeriggio raggiungiamo le vicine cascate di Tham Phra (8-17, ingresso 200 bath adulto, 100bath bambino + 50bath adulto e 30 bath bambino per trasporto con barca A/R), situate all’interno della bellissima riserva naturale di Phu Wua. Per raggiungere la cascata di Tham Phra si parte dall’area di accesso e si attraversa in barca un tratto d’acqua che conduce sulla sponda ove si sviluppa la cascata. La breve navigazione costituisce già una parte suggestiva dell’escursione dal momento che la barca avanza circondata da una foresta incontaminata con pareti rocciose. Una volta sbarcati, si prosegue a piedi per circa 300metri attraverso la vegetazione fino a raggiungere la cascata e le grandi superfici di arenaria rossastra levigate dall’acqua. Durante la stagione delle pioggie la cascata appare molto suggestiva con ampie pozze, rapidi canali e spettacolari salti. La cascata di Tham Phra è formata da tre livelli. Il salto principale della cascata si sviluppa su un’ampia parete di arenaria, alta circa 50 metri e larga quasi 100. L’acqua non precipita in un unico getto, ma si distribuisce sulla superficie rocciosa formando numerosi rivoli che seguono i gradini e le irregolarità della parete. Alla base si forma una grande conca naturale, nella quale l’acqua si raccoglie prima di proseguire verso i livelli inferiori. Qui è’ possibile bagnarsi, scivolare lungo le superfici levigate, divertirsi sotto la potenza e il fragore dell’acqua in caduta. Al secondo livello della cascata, a ridosso della parete rocciosa, si ammira una statua del Buddha, collocata su un piccolo anfratto di roccia sopra il corso dell’acqua. La figura sacra appare conglobata nell’ambiente naturale: alle sue spalle si innalza la parete di arenaria, mentre ai suoi piedi l’acqua scorre tra le cavità e le pozze della cascata. Nelle vicinanze della cascata possono essere raggiunti piccoli luoghi di culto e meditazione come il Wat Tham Phra. Dopo un paio d’ore divertenti e rinfrescanti, torniamo indietro, riprendiamo la barca, poi il taxi per raggiungere il nostro hotel. Lungo la strada ci fermiamo a visitare il Wat Pa Muang Hueng, un antico tempio buddhista situato a ridosso del confine naturale col Laos segnato dal fiume Mekong. Questo luogo sacro unisce un profondo fascino storico a intense credenze spirituali legate al culto dei Naga, i mitici serpenti d’acqua della tradizione buddhista. Il complesso risale al periodo dell’antico Impero Khmer e sorge lungo il fiume in un’area ombreggiata e ricca di alberi che favorisce la meditazione e la pace interiore. Il tempio ospita una splendida cappella finemente cesellata completamente dorata, realizzata grazie a una combinazione di vernice color oro e migliaia di piccole tessere di specchio dorate che riflettono la luce del sole. Anche le sculture dei Naga lungo la scalinata d’ingresso e le pareti sono dorate. L’interno custodisce Buddha dorati suggestivamente contrastanti con lo sfondo nero delle pareti. L’effetto finale è quello di un piccolo santuario d’oro, luccicante in mezzo al verde della foresta e lungo le acque ocra del Mekong. Tornati in hotel ci concediamo un pò di relax in piscina nel tardo pomeriggio. In serata torniamo al Night Market locale (17-21.30). Dopo aver acquistato dei piatti tipici, ci sediamo su stuoie di paglia attorno a tavolini allestiti sui prati lungo la sponda del fiume Mekong, cenando all’aria aperta in un’atmosfera autentica e rilassante.
6° giorno: Sulle Tracce del Naga: una giornata di scalate e misticismo a Phu Langka
Dopo colazione in hotel e dopo aver preparato panini a sacco per il pranzo, preciso come un orologio svizzero, il nostro autista ci avverte della sua presenza in reception. Alle 7.30 circa partiamo in direzione sud-est per Naga Cave, distante 90km e 1,5h dall’hotel.
La visita della Naga Cave (6-14 con obbligo di rientro entro le 18:00, 30 bath a persona + 500 bath per la guida obbligatoria, durata visita >5ore), situato nel Parco Nazionale di Phu Langka, è un’esperienza incredibile in grado di sprigionare bellezza, mistero e spiritualità come pochi siti al Mondo. Dopo aver acquistato i biglietti procediamo su un breve sentiero sterrato attraversando il Wat Tad Wiman Thip, piccolo tempio buddista dai colori bianco, verde e oro, contraddistinto dalla statua di un gigantesco serpente mitologico Naga. All’inizio del percorso veniamo assegnati ad una guida, che munito di simpatia, pazienza, bibite e ventagli, cercherà in ogni modo di rendere la salita meno faticosa. Veniamo accompagnati anche dal nostro premuroso tassista che, spontaneamente, decide di accompagnarci, chiudendo la fila da dietro. Il primo tratto segue il percorso della cascata Tad Wiman Thip. Si cammina su un sentiero naturale, terroso, circondato dalla foresta. Nel percorso verso la Naga Cave, la cascata costituisce una sorta di passaggio tra la zona del tempio e l’inizio della vera salita. Dopo l’area della cascata, infatti cominciamo a salire e ci accorgiamo di colpo che non si tratta di una passeggiata, ma di un vero e proprio trekking nella natura. Il percorso non è semplice e si sviluppa nell’umidità di una fitta foresta tropicale, attraverso decine di scalinate in ferro, spesso ripide, alternate a tratti sterrati piani o con irregolari gradoni naturali di pietra, spesso con ponticelli e radici di alberi affioranti. Facendo tante piccole pause e idratandosi sovente, è un’ impegno fisico comunque fattibile anche per persone poco allenate. Incollata alla guida, nostra figlia di dieci anni affronterà la salita con una grazia e una leggerezza a noi sconosciuta. I corrimano e le corde aiutano tantissimo nella spinta e nell’equilibrio. Lungo il percorso si incontrano formazioni rocciose bizzarre che ricordano una tartaruga (la Turtle Gate), una prua di una barca (Boat Head Rock), una prima testa di serpente (Naga Head 3). Arriviamo nella zona superiore caratterizzata da piccoli canyon e caverne create da fratture di enormi rocce di arenaria rossastra. La roccia presenta una superficie coperta da un reticolo poligonale del tutto simile alla pelle squamata dei serpenti. Tale peculiarità ha generato infinite leggende e reso “sacra” l’area, cosicché oggi, tanti pellegrini (buddisti/induisti) raggiungono il sito per fede, per venerare il serpente mitologico Naga. Dopo aver attraversato un breve (60metri) e stretto canyon delimitato da pareti rocciose squamate (corpo del Naga), si raggiunge, mediante diverse grotte, la testa del Naga, una grande formazione rocciosa di arenaria rossastra, dalla forma arrotondata e dalla superficie squamata, che ha sembianze impressionanti con la testa di un gigantesco serpente. Dopo aver superato la testa del Naga, il sentiero prosegue verso la parte sommitale della montagna o Pha Naka ( scogliera / rupe) caratterizzata da una maestosa muraglia di arenaria assimilabile ad un gigantesco serpente che striscia lungo il fianco della montagna. Gli affioramenti di arenaria rossastra diventano predominanti e formano una superficie rocciosa irregolare. Su tale altipiano di arenaria sono disseminati piccoli santuari e chedi, con altari e statue buddiste, che creano un forte contrasto con il paesaggio naturale. Tra questi visitiamo il Chedi Luang Pu Wang ed il Chedi Luang Pu Sao.
Il Chedi Luang Pu Wang sorge su un promontorio roccioso che si protende a picco nel vuoto, nella parte alta della montagna. La struttura comprende un chedi dorato con 4 chedi minori e due grandi statue del Buddha in posizione Mara Vijay, una bianca e una dorata. La posizione sospesa nel vuoto conferisce al chedi un carattere suggestivo e spirituale, soprattutto per l’altezza e per il meraviglioso panorama sull’imponente paesaggio naturale sottostante.
Il Chedi Luang Pu Sao è situato nel punto più alto dell’ altipiano di arenaria e vi si accede tramite una lunga scalinata delimitata dagli onnipresenti naga. La struttura, caratterizzata da un chedi principale e quattro piccoli chedi agli angoli, è anch’essa incantevole con il suo colore dorato che contrasta con il rossastro delle rocce e il verde della vegetazione, e per il paesaggio circostante surreale ed incontaminato. Dopo una pausa rigenerante, iniziamo la discesa, meno faticosa ma più instabile e pertanto da percorrere con cautela. Verso la base del percorso, deviamo verso la cascata Tad Wiman Thip, ultima tappa dell’escursione. Si tratta di una cascata naturale immersa nella natura, circondata da foresta tropicale e rocce, particolarmente suggestiva durante la stagione delle piogge, quando fluisce con salti e pozze di maggiore portata. Alla base e lungo i diversi livelli della cascata, sulla superficie della roccia ove scorre l’acqua, si notano buchi circolari e conche di diverse dimensioni, note come marmitte di erosione, scavate nei secoli dall’acqua e utilizzate dai visitatori per bagnarsi o immergersi. Dopo una pausa rinfrescante, torniamo a scendere per terminare l’escursione dopo almeno 6ore (2,5ore per salire, 1ora sulla cima, 1,5ore per scendere, 1 ora per rinfrescarsi alla cascata). Ai piedi della montagna, a meno di 2km dall’ingresso del percorso per Naga Cave, si trova il Wat Tham Chai Mongkol Phu Langka, un particolarissimo tempio buddhista, da visitare nonostante la stanchezza. Immerso nella foresta di alberi, rocce e vegetazione del Phu Langka e avvolto da un’atmosfera mistica e spirituale, il tempio è strettamente legato alla tradizione del Naga. Il complesso si contraddistingue infatti per la presenza di elaborate statue del serpente sacro, tra cui due impressionanti Naga (uno nero, l’altro bianco) e costituisce una tappa di preghiera per i pellegrini diretti alla Naga Cave. Dopo la visita torniamo in hotel e ci concediamo una lunga pausa gioco in piscina. Lasciamo il nostro tassista dandoci appuntamento per la serata. Ceniamo insieme al buon ristorante The Pizza Company (9-21), una scelta molto popolare in zona se si ha voglia di pizza in stile occidentale, pollo al barbecue e dessert. Si trova lungo la strada principale Thanon Bueng Kan-Phang Khon ed è molto apprezzato per il suo ambiente moderno, pulito e dotato di aria condizionata. È opportuno non arrivare a ridosso dell’orario di chiusura (ad esempio dopo le 20:30), poiché lo staff tende a presentare il conto molto rapidamente per poter chiudere puntuale.
7° giorno: Arrivo a Vientiane: I primi passi tra la storia del Wat Si Saket e l’oro del Pha That Luang
Giornata soleggiata. Alle ore 7.00 ci trasferiamo col taxi di Punzhap al Nong Khai Border Checkpoint (1000 bath, 2h 140km) e procediamo al visto di uscita nell’ufficio immigrazione thailandese. Il momento del congedo dal nostro autista è sempre carico di commozione, grati non solo per la sua guida, ma per aver condiviso con noi un pezzo indimenticabile del viaggio. Con la navetta (30nath a persona) attraversiamo il Primo Ponte dell’Amicizia Thai-Lao fino all’ufficio immigrazione laotiano. Dopo aver conseguito il visto di entrata per il Laos ed aver cambiato gli euro in kip. prendiamo un taxi per Vientiane (27km, 30min, 200kip). Alloggiamo per due notti (totale 150 euro con colaz) al Green Park Boutique Hotel, rinominato per la sua architettura laotiana combinata con elementi in stile coloniale francese. La struttura sorge in un’oasi di pace immersa in giardini tropicali, pur trovandosi a breve distanza dal distretto commerciale della capitale. L’hotel accoglie gli ospiti in un’atmosfera intima e rilassante, circondata da laghetti di loto ricchi di ninfee, alberi di frangipani e cortili verdeggianti curati nei minimi dettagli. Contigua con i laghetti, al centro del complesso, si sviluppa una grande piscina all’aperto dotata di lettini prendisole. Gli alloggi sono spaziosi ed arredati elegantemente, dotati di ogni comfort. L’hotel offre anche una Spa, un centro fitness attrezzato e un incantevole ristorante con terrazza all’aperto vista laghetti, con cucina sia locale che internazionale. Pranziamo in maniera eccellente in hotel: la qualità del cibo è altissima e giustifica i prezzi, che risultano superiori alla media della zona. Dopo pranzo, in solitaria, procedo all’esplorazione dei templi Wat Si Muang, Ho Pha Keo ,Wat Sisaket e della Chiesa Sacro Cuore. Il Wat Si Muang (6-18, gratuito, durata 45minuti) è considerato il tempio protettore della città e uno dei più venerati templi buddisti di Vientiane. Il tempio si distingue per i colori vivaci, intensi e per le decorazioni molto elaborate, tipiche dell’architettura religiosa laotiana. I colori prevalenti sono l’arancione delle pareti, l’oro delle decorazioni, delle statue del Buddha e degli elementi ornamentali, il rosso del soffitto e di alcune pareti, il verde e il blu di diverse decorazioni ed ornamenti, il bianco di alcune parti della struttura e di alcune statue. La Sala Principale presenta tetti sovrapposti, decorazioni dorate, statue, stupa e strutture secondarie. L’interno, riccamente decorato ed affrescato con colori vivaci, contiene un antico pilastro della città (Lak Mueang), associato alla fondazione di Vientiane. Il Ho Pha Keo (8-16, 30000kip, durata visita 30minuti) è un antico edificio religioso attualmente utilizzato come piccolo museo di arte buddhista. La struttura, elegante e monumentale, è in tipico stile tradizionale laotiano, con tetto bruno sovrapposto a più livelli con bordi dorati decorati, facciata rossa riccamente ornamentata in oro, scalinata d’ingresso delimitata da naga, colonne dorate scalanate, ecc . L’edificio è circondato da un giardino con alberi tropicali e altre strutture decorative. All’interno sono esposte numerose opere di arte buddhista laotiana, come statue del Buddha in diverse posizioni e materiali, oggetti religiosi, sculture e reperti antichi, elementi decorativi provenienti da diversi periodi della storia del Laos. Il Wat Sisaket (8-17, 30000kip a persona, durata visita <1h) è uno dei templi più antichi di Vientiane con un’architettura unica influenzata dallo stile siamese. Il complesso è organizzato intorno a un cortile quadrangolare, circondato da un chiostro le cui pareti presentano innumerevoli nicchie e mensole contenenti migliaia di statue del Buddha (circa 6.840), alcune molto antiche, realizzate in diversi materiali (legno, bronzo, pietra, terracotta), di dimensioni e stili differenti. Il tempio posto al centro del cortile, presenta un tetto bruno spiovente a più livelli con bordi dorati, una facciata riccamente decorata rosso-dorata, colonne e pareti color giallo-crema, ampie finestre scolpite e portali di ingresso. Le scale e alcune parti del complesso sono decorate con i tradizionali serpenti naga, protettori dei luoghi sacri. All’interno sono presenti immagini auree del Buddha, un soffitto rosso decorato, una parete superiore con fessure triangolari contenenti piccoli Buddha (similmente alle pareti del chiostro), una parete inferiore affrescata fino al pavimento. All’esterno delle pareti del chiostro si apre un ampio cortile contenente altre strutture religiose come la biblioteca (Ho Trai), un affascinante edificio in legno con decorazioni e tetto in stile birmano, dove storicamente venivano conservati i manoscritti buddisti, la Torre del Tamburo, diversi stupa protettivi, tombe, alberi e vegetazione tropicale. Wat Sisaket è sicuramente il tempio più antico ed affascinante di Vientiane, capace di trasportare il visitatore in un’epoca lontana. Sulla via del ritorno in hotel visito la Cattedrale del Sacro Cuore, in fase di ristrutturazione, ricca di elementi architettonici coloniali francesi. Nel pomeriggio, insieme al resto della famiglia che intanto si era riposato in hotel, visitiamo il Patuxai ed il complesso Pha That Luang, distante 5km e 15minuti di tuk tuk (100kip). Il Patuxai (Porta della Vittoria, 8-17, 30000kip a persona) situato di fronte ad un grande parco con fontane e giardini, è un arco monumentale dedicato alla memoria dei caduti nella guerra d’indipendenza del Laos. La sua caratteristica più interessante è la combinazione tra architettura occidentale e tradizione lao. La struttura presenta quattro grandi aperture, una per ciascun lato e superfici decorate con figure buddhiste, divinità, elefanti, naga e motivi floreali. La parte superiore comprende cinque torri, che richiamano simbolicamente i principi buddhisti. E’ possibile salire all’interno del monumento (8-17, 30000kip) fino alla terrazza panoramica. La durata della visita e’ generalmente <1h. Con tuk tuk (60000kip) raggiungiamo il Pha That Luang (8-17, 30000kip a persona, chiuso il lunedi). il monumento più importante del Laos e il simbolo di Vientiane. Si tratta di un grande stupa dorato, risalente al XVI° secolo, alto circa 45 metri, di forma piramidale che termina con una sorta di bocciolo di loto allungato. La struttura è organizzata su tre livelli, ricchi di significati simbolici buddhisti. Il 1° livello rappresenta il mondo terreno e la base del percorso spirituale. Il 2° livello è circondato da 30 piccoli stupa, collegati simbolicamente alle 30 perfezioni buddhiste. Il 3° livello conduce verso la parte superiore dello stupa, simbolo dell’elevazione spirituale e dell’illuminazione. Il colore predominante è naturalmente il dorato, che rende la struttura spettacolare quando viene colpita dalla luce del sole. Il complesso comprende oltre al grande stupa dorato centrale, il chiostro che lo circonda, diversi altri piccoli stupa, statue e decorazioni buddhiste, la statua del re Setthathirath (il sovrano che fece costruire il monumento nel XVI° secolo) e templi minori (Wat That Luang Tai, Wat That Luang Neua, Wat Nong Bone, Wat Sok Pa Luang). Tra questi i più interessanti sono il Wat That Luang Tai e il Wat That Luang Neua, gli unici due templi originari sopravvissuti (sui quattro edificati nel XVI secolo) che racchiudono e proteggono i lati del . Il Wat That Luang Tai (8-17, gratuito), situato sul lato meridionale dello stupa, è l’edificio visivamente più impattante e frequentato grazie ad alcune spettacolari opere d’arte. La celebrità di questo tempio è dovuta all’enorme e maestosa statua dorata del Buddha disteso all’aperto. La Sala Principale è una struttura aperta sormontata da un tetto a tre spioventi sovrapposti al cui interno racchiude un’esplosione di colori: i soffitti e le pareti sono interamente ricoperti da murali ricchi di dettagli e decorazioni in lacca rossa e oro che narrano visivamente le tappe della vita e degli insegnamenti del Buddha. Il Wat That Luang Neua (8-17, gratuito), situato sul lato settentrionale del complesso, è un tempio che emana un’atmosfera molto più solenne, formale e spiritualmente silenziosa. La Sede del Patriarca Supremo non è solo un tempio monumentale, ma il cuore pulsante dove i monaci risiedono stabilmente, studiano e svolgono le quotidiane cerimonie sacre. L’edificio fiancheggiato da alberi di frangipane, segue i canoni architettonici laotiani tradizionali più rigorosi. L’interno è sobrio, con ampio dipinto dell’albero della vita e soffitto riccamente decorato con colori intensi. Per esplorare l’intera area senza fretta, è bene calcolare almeno 1,5-2 ore di visita. Terminato il giro, saliamo a bordo di un tipico tuk-tuk che, per circa 80.000 Kip, ci riaccompagna in hotel per goderci un po’ di meritato relax e qualche tuffo in piscina. In serata ci spostiamo nuovamente in tuk-tuk (50000kip) verso Quai Fa Ngum, una vivace area lungo il fiume Mekong, nota per la sua animata successione di locali e ristoranti. Per la cena scegliamo il ristorante Le Khem Khong (11.30-22), un’ottima soluzione che mette d’accordo tutti grazie a un menu che spazia dalle specialità locali ai piatti della cucina internazionale. Torniamo in hotel con tuk tuk (50000kip).
8° giorno: I mille volti di Vientiane: tra la memoria del COPE, l’arte dei templi, le sculture del Buddha Park e la tradizione culinaria laotiana
Giornata piovigginosa di primo mattino, poi sole alternato a nuvole. Passeggiata alle 6, in solitaria. Con tuk tuk e a piedi esploro alcuni angoli meno turistici di Vientiane: il That Dam Stupa, un antico stupa buddista del XV° secolo, un tempo interamente ricoperto d’oro; il vicino Ho Chillico Cafè (8-17), un vecchio palazzo coloniale francese adibito a bar, dall’atmosfera vintage, circondato da un gradevole giardino alberato e da particolari ambienti interni; il Wat That Khao (8-17, ingresso gratuito), un tempio buddhista con un’atmosfera rustica e autentica, con giardini e spazi verdi ove si trovano liberi cani e galline. Dalla porta d’ingresso decorata e dipinta d’oro si giunge ad una cappella decorata con un grande Buddha seduto in meditazione. Dietro di essa si erge la Sala Principale caratterizzata dalla tipica architettura religiosa lao, con tetti spioventi sovrapposti e decorazioni dorate con ai lati della scalinata figure di Naga. All’interno si trovano immagini del Buddha e pitture murali dai colori vivaci. La vera attrazione si trova all’aperto nell’area posteriore del complesso ove si erge una splendida ed imponente statua dorata del Buddha sdraiato; il Wat Phiawat (6-18, gratuito) è un tipico tempio buddhista laotiano, tuttora attivo, che conserva u’atmosfera intima, tradizionale e orientata alla vita comunitaria dei monaci residenti. La Sala di Ordinazione è l’edificio principale del tempio, caratterizzato dal classico tetto multilivello e spiovente, decorato con finiture dorate e intagli geometrici. Il cortile del tempio è ombreggiato da maestosi alberi di frangipane, ornato da piante tropicali, altari minori, statue del Buddha, piccole torri campanarie e tamburi tradizionali; il Vientiane City Pillar (Hor Lak Muang) (6-18, gratuito) o Santuario del Pilastro della Città, uno splendido edificio destinato ad ospitare gli antichi pilastri della città dove la gente del posto viene a pregare per ottenere protezione e buona fortuna. Dopo la visita ritorno in hotel per la colazione in famiglia. La colazione è di alta qualità con possibilità di ordinare piatti espressi caldi cucinati al momento (Menu À la Carte) con opzioni sia occidentali che asiatiche e laotiani. L’Angolo Buffet comprende alimenti fatti in casa come frutta fresca tropicale, succhi di frutta, yogurt, cereali, formaggi, affettati e una selezione di panetteria che richiama l’influenza francese in Laos, tra cui baguette e croissant. Dopo colazione visitiamo a piedi il vicinissimo Cope Visitor Center (8.30-17, gratuito con donazione), posto praticamente in una traversa di fronte al nostro hotel. Il Cope Visitor Centre è un piccolo centro dedicato alla storia e alle conseguenze dei bombardamenti e degli ordigni inesplosi rimasti in Laos dalla guerra del Vietnam. Cope è un organizzazione che sostiene le persone con disabilità. Tra il 1964 e il 1973, gli USA sganciarono sul pacifico Laos oltre 2 milioni di tonnellate di ordigni, rendendo il Paese come il più pesantemente bombardato pro capite nella storia. Tanti ordigni rimangono ancora oggi inesplosi creando un interminabile numero di invalidi e mutilati. La visita è emotivamente intensa, forse troppo forte per una bambina, e forse anche per noi adulti, ma necessaria per capire quante menzogne e dimenticanze nasconde la cosiddetta “storia ufficiale”. Nelle piccole sale oltre alle commoventi testimonianze e alle storie personali delle vittime o dei loro parenti, sono esposte protesi realmente utilizzate, di qualsiasi tipo e dimensione, aree di case dell’epoca, ordigni di diverso tipo, tra cui bombe a grappolo sospese. Dopo circa 1ora e un’opportuna congrua donazione, usciamo con gli occhi lucidi da quella voce di aiuto. Con tuk-tuk (50kip) raggiungiamo il vicino Morning Market, conosciuto come Talat Sao, uno dei principali mercati di Vientiane. Si tratta di un mercato coperto ove acquistare prodotti tradizionali laotiani, soprattutto tessuti, oggetti artigianali, gioielli, souvenir, ma anche abbigliamento ed elettronica, a prezzi generalmente più bassi rispetto ai vari Market di Vientiane, di Luang Prabang e di Vang Vieng. Dopo circa 1 ora di visita, tra acquisti e contrattazioni, prendiamo un buon tuk-tuk (250000kip) per raggiungere il Buddha Park o Xieng Khouane (8-17, 60000kip a persona), situato 25km a sud-est di Vientiane (<1ora). Il Buddha Park è un parco scultoreo immerso nel verde, con oltre 200 statue buddhiste e induiste, spesso di dimensioni monumentali e dalle forme molto elaborate. Oltre a Buddha sono rappresenti Shiva, Vishnu, Brahma. Indra, Naga, animali mitologici, demoni, ecc. La figura più famosa è il gigantesco Buddha sdraiato, lungo circa 40 metri. Molto particolare è una grande struttura a forma di zucca con l’accesso corrispondente alla bocca di un demone. All’interno si possono attraversare, mediante scale anguste, tre livelli che rappresentano simbolicamente inferno, terra e paradiso. Al livello più basso (inferno) corrispondono scene di sofferenza, demoni e creature inquietanti; a quello intermedio (Terra) corrisponde il mondo degli esseri umani; al livello superiore si osservano le divinità del mondo celeste. Dalla parte superiore si può uscire all’esterno ed avere una vista panoramica sul Buddha Park, sulla vegetazione circostante e verso il Mekong. Il paesaggio è caratterizzato da un vegetazione rigogliosa, con grandi alberi tropicali che fanno da sfondo alle maestose statue grigie. Si incontrano palme, ficus, bambù, banani, arbusti, piante ornamentali con fiori ed un numero infinito di farfalle selvagge variopinte. Il parco comprende anche un’area più tranquilla ed ombrosa che si estende fino alla sponda del fiume Mekong e ove è presente un piccolo ristorante/caffè, oltre ad alcuni negozietti di souvenir. La durata di una visita completa è di circa 2h. ll rientro in tuk-tuk si trasforma in un piccolo itinerario fotografico lungo la strada, tra risaie, templi, processioni e scorci sul fiume Mekong. La sosta più bella è quella al Wat Pho Sa Wan, tempio autentico animato da tanti bambini, con l’incantevole Sala Principale, con i suoi tetti spioventi e i dettagli dorati, la splendida Torre del Tamburo, finemente decorata e usata per scandire i ritmi della vita monastica, gli altri edifici religiosi, le palme, gli enormi ficus sacri, le statue dorate del Buddha. Tornati a Vientiane ci fermiamo al ristorante Le Padaek (11-22) specializzato in cucina tradizionale laotiana di alta qualita. Il ristorante, si sviluppa attorno ad un laghetto con piante di riso e palme, comprende una struttura principale terrazzata ed alcune cabanas a palafitta sull’acqua, interamente in legno di bambù, abbellite da sedie in rattan e lampade intrecciate colorate. L’atmosfera è calda e molto suggestiva. Si possono gustare piatti tipici come Miang di lingua di manzo, insalate di papaya, salsiccia di Luang Prabang, pesce del Mekong, pollo avvolto in foglie di banana, riso appiccicoso, gelato al riso glutinoso e cocco, preparazioni a base di erbe e spezie locali. I prezzi sono più alti della media. Dopo mangiato, prendiamo tuk-tuk e ci dirigiamo, al Lao Relax Massage (10-12), una struttura in legno, accogliente e pulita, con uno staff altamente professionale, situata a soli 2,4km dal ristorante Le Padaek. Ci concediamo un buon massaggio body con olio di 1 ora (200000 kip a persona) che ci ha rilassato e rigenerato. Rientriamo quindi in hotel con l’ultimo autista di tuk-tuk con cui ci eravamo accordati; una precauzione fondamentale, visto che la zona è pochissimo frequentata da taxi e mezzi pubblici.” Dopo gioco-relax in piscina, in serata raggiungiamo a piedi, a 700 metri dal nostro alloggio, Il Tavolo (11-22), un ristorante-pizzeria confortevole e rustico, con buona cucina italiana.
9° giorno: Lungo le rive del tempo: il nostro arrivo a Luang Prabang tra misticismo e profumi del Mekong
Dopo colazione, procediamo con taxi per la stazione ferroviaria di Vientiane, distante 16km e 35min dal centro (200.000kip). Alle 8 in punto, ci trasferiamo col treno da Vientiane a Luang Prabang. La ferrovia inaugurata nel 2021 fa parte della Laos–China Railway (LCR) ed è stata realizzata nell’ambito di un grande progetto infrastrutturale cinese. La linea presenta stazioni moderne, treni ad alta velocità, controlli di sicurezza e infrastruttura molto sofisticata. Il percorso è di circa 330 km e il treno impiega generalmente circa 2 ore, a seconda del servizio. Man mano che ci si allontana da Vientiane, la pianura lascia progressivamente spazio a un paesaggio molto più selvaggio caratterizzato da risaie, villaggi rurali, vegetazione tropicale e montagne. Il tratto più spettacolare è quello verso Vang Vieng e Luang Prabang, dove la ferrovia attraversa una zona montuosa caratterizzata da rilievi carsici verticali, gole profonde, foreste, corsi d’acqua, e numerose gallerie. È un Laos molto diverso dalla capitale: meno urbanizzato e decisamente più scenografico. All’arrivo prendiamo un taxi per l’hotel in centro città (13km, 25min, 150.000kip). Alloggiamo per tre notti alla Maison Daluaba Hotel (totale 240euro con colaz), una splendida boutique immersa nel verde, situata in una buona posizione per visitare Luang Prabang. La struttura, prevalentemente in legno, è caratterizzata da giardini molto curati con laghetti di ninfee e di loto, da case e camere con architettura tradizionale laotiana, da una splendida piscina con comodi lettini, da una accogliente Spa e da un’atmosfera tranquilla e rilassata. Fa parte della struttura anche il Manda de Laos, un incantevole ristorante di cucina laotiana, affacciato sugli stessi laghetti di loto, considerato uno dei piu’ raffinati e suggestivi di Luang Prabang. Depositiamo le valigie e noleggiamo due scooter per tre giorni, nel negozio situato pochi metri sulla destra dell’ingresso dell’hotel (1 scooter a 200000kip al giorno (8euro), 2 sooter per tre giorni 1200000kip, circa 48euro). Procediamo quindi, all’esplorazione della penisola storica di Luang Prabang, che si sviluppa tra i fiumi Mekong e Nam Khan, laddove buddhismo, architettura laotiana, eredità coloniale francese convivono. Lungo le strade della città vecchia si susseguono infatti, templi buddisti, case tradizionali laotiane con tetti spioventi, strutture lignee, cortili interni e decorazioni e abitazioni con architettura tipicamente coloniale, con facciate, portoni, persiane e piccoli giardini in stile francese. La spiritualità del luogo è palpabile e nei giorni impareremo come Luang Prabang sia un luogo fuori dal tempo se si guarda oltre le comodità moderne. Raggiungiamo con gli scooter il Wat Xieng Thong (08:00–17:00, 30.000 kip per gli stranieri), il capolavoro architettonico di Luang Prabang e uno dei monumenti spirituali più affascinanti del Laos. Costruito nel 1560 all’estremità della penisola storica, è uno dei pochi grandi templi di Luang Prabang ad aver subito pochi cambiamenti, conservando quindi un aspetto molto vicino a quello originario. Per entrare, è necessario togliere le scarpe e tenere gambe e spalle coperte; se ci si dimentica, all’ingresso sono disponibili gonne/coperture a noleggio. La nostra visita al Wat Xieng Thong avviene sotto un sole implacabile, che rende faticoso restare all’aperto e ci spinge a cercare rifugio nell’ombra accogliente dei padiglioni e degli edifici sacri. Questa luce così intensa, tuttavia, si rivela un dono per la fotografia, regalando scatti splendidi dai colori vividi e dai contrasti netti. Visitiamo per prima la Sala Principale, un capolavoro di armonia, caratterizzato da tetti multilivello spioventi che sfiorano quasi il terreno, mosaici vibranti e intagli dorati. Sulla sommità si trova il dok so fa, l’ornamento verticale dorato che identifica molti templi laotiani. Le pareti esterne presentano raffinati intarsi di legno con ricche ed elaborate decorazioni in foglia d’oro su lacca nera. Varcando la soglia della sala principale, veniamo avvolti da un’atmosfera raccolta e sospesa nel tempo. Qui l’oscurità è interrotta solo dalla lucentezza dell’oro zecchino: le pareti, le colonne, le travi, il soffitto sono interamente rivestite da intricate decorazioni floreali in foglia d’oro su lacca lucida rosso scuro. In fondo alla navata, sull’altare piramidale si erge la statua dorata del Buddha principale che accoglie i visitatori con uno sguardo di assoluta benevolenza. Lasciandoci alle spalle la sala principale, ci troviamo di fronte alla sua parete posteriore, dominata dal celebre e ipnotico mosaico dell’Albero della Vita. Realizzato in tessere di vetro colorato su uno sfondo rosso scuro, raffigura un maestoso albero della vita circondato da animali e figure umane. Di fronte al mosaico, a specchiarsi in quelle tessere di vetro rosso e dorato, si erge la Biblioteca dei Manoscritti (Ho Tai), un piccolo edificio rialzato, tradizionalmente adibito alla conservazione dei testi sacri scritti su foglie di palma. La struttura presenta pareti rosa rivestite da mosaici di vetro, finestre, porte e facciate di legno intarsiato e dorato. Adiacente alla biblioteca, in una zona leggermente più defilata e protetta dall’ombra degli alberi, si estendono i Kuti, le sobrie residenze dove i monaci e i giovani novizi trascorrono le loro giornate. Lateralmente alla Sala Principale si trova un altro gioiello del tempio: la piccola e bellissima Cappella del Buddha Rosso (Hor Tay Pha Sai-nyat), cosiddetta per le pareti esterne interamente rivestite da intricati mosaici in vetro rosa e rosso, che illustrano scene di vita rurale laotiana. Il tetto è bruno a tre livelli, la facciata anteriore presenta sculture intricate di legno dipinte in oro. Al suo interno è custodito un rarissimo e antico Buddha sdraiato in bronzo, risalente alla fondazione del tempio. Sparsi nell’area si riconoscono alcuni monumenti funerari a forma di guglia come lo Stupa del Re Setthathirath e lo Stupa della Regina, che contengono reliquie sacre o ceneri di membri della famiglia reale. Nel cortile si possono ammirare ancora: il Padiglione del Carro Funebre Reale, un edificio cerimoniale che colpisce per l’altissima facciata dorata intagliata nel legno al cui interno sono custoditi il maestoso carro funebre del re Sisavang Vong, urne cinerarie della famiglia reale e preziosi busti di Buddha; la Torre del Tamburo che ospita un grande tamburo cerimoniale e un gong; la Cappella del Buddha In Piedi; maestosi alberi. Nonostante sia l’attrazione principale della città, il Wat Xieng Thong conserva un silenzio quasi intatto. Il fruscio delle vesti arancioni dei giovani monaci che attraversano i cortili e il suono lontano del fiume Mekong creano una colonna sonora ipnotica, capace di regalare una profonda serenità e un totale distacco dalla frenesia moderna. Di fronte al tempio Wat Xieng Thong, sempre in Sakkaline Rd, facciamo delle foto allo splendido Wat Souvannakhiri ( che visitero’ meglio nel pomeriggio), riposandoci un po’ all’ombra dei suoi maestosi alberi. Ritornando lungo la centralissima Sisavangvong Road (prosecuzione della Sakkaline Rd), proprio accanto al Museo del Palazzo Reale, di fronte alla collina di Phousi e a pochi passi dal mercato notturno. visitiamo il Wat Mai Souvannapoumaram (8-17, 10.000kip), il tempio buddista più grande e sontuoso di Luang Prabang, Fondato nel 1796 dal re Anurat, questo splendido monastero rappresenta un gioiello dell’architettura religiosa laotiana e un luogo di culto tuttora attivo ove incontrare monaci e fedeli. L’elemento più spettacolare del tempio è la Sala Principale che presenta un maestoso tetto ligneo rosso a 5 livelli spioventi, una facciata della veranda anteriore rivestita da straordinari pannelli intarsiati in altorilievo dorato incorniciati da colonne nere con decorazioni in foglia d’oro, una parete posteriore con un grande bassorilievo dorato. Il suo interno custodisce un grande Buddha ed altre immagini votive, tutte ricoperte da sottile lamina d’oro, avvolte da pareti e colonne nere e rosse con ricche decorazioni in foglia d’oro. Passeggiando per i cortili del tempio, è possibile osservare altre strutture come la Biblioteca dei Sacri Testi (Tipitaka Hall), lo Stupa, la Torre del Tamburo, il capanno delle imbarcazioni, due piccole Cappelle in pietra e i Kuti (gli alloggi dei monaci come il Kuti Thammayana o Residenza del Supremo Patriarca). Dopo la visita al tempio (durata <1ora), ci spostiamo per il pranzo verso il 3 Thep Restaurant & Bar. Questo locale si trova lungo la pittoresca Khem Khong (Kamkong) Road, affacciato direttamente sulle acque del fiume Mekong e situato a soli 200 metri dal tempio Wat Xieng Thong. La vera gemma del ristorante è l’ampia terrazza coperta: uno spazio pulito, accogliente e vivacemente colorato che regala una splendida vista panoramica sul fiume. La maestosità del Mekong e lo scorrere lento delle sue acque donano al pranzo un’atmosfera incredibilmente calma e rilassata. La proposta culinaria spazia dalle specialità del Sud-est asiatico fino a una selezione di piatti occidentali, mettendo d’accordo ogni palato. Ogni portata si rivela deliziosa ed è supportata da un ottimo rapporto qualità-prezzo. Dopo aver assaporato il pranzo e l’incantevole panorama, è il momento di fare ritorno in hotel e di concedersi un meritato pomeriggio di relax e gioco a bordo piscina. In solitaria preferisco esplorare con lo scooter altri angoli e templi della città. Il Wat Wisunarat (8-17, 20000kip) è il tempio buddista attivo più antico di Luang Prabang. Fondato nel 1512-1513, il tempio sorge in una zona tranquilla di Luang Prabang, ai piedi di . La struttura più celebre e fotografata dell’intero complesso è senza dubbio il suo monumentale stupa bianco esterno, noto come That Pathum, con la sua tipica architettura in stile classico cingalese. Molto bella è la Sala Principale che custodisce un’inestimabile collezione di immagini del Buddha in legno e bronzo, salvate da altri templi distrutti o abbandonati della regione, tra cui le iconiche statue della pioggia. Il Wat Wisunarat sorge proprio accanto al Wat Aham. Il Wat Aham (8-17, 20.000 Kip) è un piccolo tempio fondato nel 1527, storicamente considerato il vero ponte tra il Buddismo e l’Animismo a Luang Prabang. Nel tempio spiccano le statue guardiane dell’ingresso. i sacri alberi di banyan, il cortile, la Sala Principale con pareti interne interamente ricoperte da vividi e coloratissimi affreschi. Segue la visita del Wat Sensoukharam (8-17, 20.000kip), uno dei templi più affascinanti e fotogenici di Luang Prabang. Fondato nel 1714, sorge in posizione centrale su Sakkaline Rd. A differenza di altri templi della città, il Wat Sensoukharam si distingue per la sua facciata di un profondo rosso rubino, interamente ricoperta da sontuosi e abbaglianti decorazioni in foglia d’oro. I motivi dorati raffigurano figure mitologiche, uccelli sacri, motivi floreali e geometrici che brillano intensamente quando riflettono la luce solare. L’interno del santuario custodisce una maestosa figura dorata del Buddha in piedi, alta diversi metri, che domina solennemente la sala d’ordinazione tra pareti decorate e colonne nere e oro. Nel cortile, sul retro, si trova una lunga struttura in legno che custodisce le barche da corsa tradizionali del tempio. Infine il Wat Souvannakhiri (8-15.30, gratuito), un piccolo, sereno e affascinante tempio situato alla fine della penisola storica lungo Sakkaline Rd, di fronte al celebre Wat Xieng Thong. Il tempio è composto da strutture architettoniche molto particolari che testimoniano l’incontro tra la tradizione laotiana e l’influenza coloniale: La Sala principale presenta una faccia anteriore e pareti rossastre con intarsi lignei dorati e porte finemente intagliate con motivi floreali tradizionali e guardiani mitologici. La Residenza Coloniale è una struttura a due piani, interamente bianca, che combina archi e persiane in stile coloniale con un tetto a spioventi laotiano. Si possono ammirare ancora la Torre Campanaria, lo Stupa Funerario, le residenze dei monaci. Nel tardo pomeriggio, ci dirigiamo verso la riva del fiume per goderci uno dei momenti più magici della giornata. Scegliamo Ship’s Wheel, un piccolo bar strategico con terrazzino in legno situato proprio lungo la sponda del maestoso Mekong, su Khem Kong Rd. Sedersi qui all’ora del tramonto è un’esperienza indimenticabile: il sole scende lentamente dietro le montagne circostanti, dipingendo il cielo di intense sfumature dorate e rosate che si riflettono sull’acqua. Mentre ammiriamo questo spettacolo naturale in un’atmosfera serena e ventilata, ci rinfreschiamo con i loro ottimi smoothies, preparati al momento con frutta esotica freschissima. Per tornare passiamo per l’area del mercato mattutino con ancora diverse bancarelle attive, al cui caotico interno si erge il Wat Phonxay Xayxana SongKham (8-17, gratuito), situato proprio alle spalle dell’ Ufficio del Turismo della città e a pochi passi dal fiume Mekong. Il complesso, è un gioiello di architettura tradizionale laotiana (stile Lan Xang) che si scopre quasi causalmente esplorando la zona brulicante di vita del Morning Market. La Sala Principale mostra tetto a tre livelli con punte dorate, facciata lignea scolpita con decorazioni dorate su fondo rosso, portali intagliati e ricoperti di foglia d’oro, pareti esterne ed interne completamente coperte da pitture murali e affreschi dettagliati e una spettacolare parete posteriore, spoglia di finestre o porte, dipinta in una tonalità intensa rosso rubino contrastante con le decorazioni in foglia d’oro. Su tale facciata l’area triangolare sotto il tetto (timpano) ospita un rilievo dorato del Buddha seduto in meditazione, mentre intorno si sviluppano intricati motivi dorati (chiamati Lai Lao), alternati a piccole icone lucenti del Buddha disposte simmetricamente. Al tramonto, quando l’abbiamo ammirata, la parete rosso rubino sul retro del Wat Phonxay Xayxana SongKham si accende di un’intensità quasi magnetica. Mentre il sole scende sul fiume Mekong, i caldi raggi dorati e arancioni colpiscono direttamente la muratura e gli spioventi del tetto. Questo gioco di luce trasforma il rubino/porpora scuro in un rosso vivo e brillante, facendo risaltare ancora di più le finiture dorate e i profili in stile Lan Xang. È in assoluto il momento più fotografato e suggestivo per osservare il tempio, lontano dal caos del mattino. Il tempio è circondato da un cortile alberato molto curato. Sul retro e ai lati sorgono le strutture in legno dove risiedono, dormono e studiano i giovani. Dopo pausa piscina e doccia in hotel ritorniamo in scooter, parcheggiamo e passeggiamo lungo il Night Market, il mercato notturno più famoso del Laos, allestito ogni sera dalle 17:00 alle 23:00 lungo la centrale Sisavangvong Road, che per l’occasione viene chiusa al traffico. Il Mercato Notturno richiama centinaia di venditori delle minoranze etniche (soprattutto Hmong) che espongono sui loro teli colorati, tessuti in seta come scialli, sciarpe, runner, abiti ricamati a mano, artigianato locale, oggetti in legno bambù, souvenir in carta di gelso, oggetti in metallo, dipinti, stampe, abbigliamento, borse, accessori, tè e caffè laotiani, spezie ed alcolici, il tipico whisky di riso locale, ecc… Nelle stradine laterali e all’inizio del mercato si trova la celebre area dello street food, dove si possono gustare specialità laotiane a prezzi modici. A differenza di altri caotici mercati asiatici, qui l’atmosfera è incredibilmente silenziosa e rilassata. I venditori non sono insistenti e la contrattazione avviene sempre con il sorriso. Superato il mercato raggiungiamo, sulla stessa strada, un’area ricca di ristoranti illuminata da luci colorate. Ci fermiamo all’ottimo Khmu Garden Restaurant, un accogliente ristorante di cucina laotiana e thailandese, con alcuni scelte continentali specie per i bambini. Dopo mangiato torniamo in hotel con gli scooter.
