Diario di viaggio con bimba in Messico (fai da te) dal 26 giugno al 11 luglio 2017

Viaggio -fai da te- on the road studiato per mesi e nei minimi dettagli con percorso articolato in tre Stati: Yucatan, Campeche e Quintana Roo.
Siamo una famiglia di tre persone: Silvio, Anna e la nostra Bimba di solo 1 anno.

Informazioni utili per il Messico

Volo: prenotazione Air Europe on line (Roma-Havana-Cancun; Cancun-Havana- Roma) (durata 12 ore – costo: 1400 euro).

Auto: noleggio alla Hertz in loco nelle vicinanze dell’aereoporto, indispensabile carta di credito e patente di guida (non è richiesta la patente internazionale).
Abbiamo utilizzato una Chevrolet Aveo non particolarmente bella ma efficiente, non appariscente e con costi contenuti.

Hotel prenotati on line prevalentemente su Booking.

Assicurazione sanitaria: è indispensabile farla per poter usufruire, in caso di esigenza, di cliniche private che altrimenti sarebbero molto costose. Ce ne sono diverse: europa-assistance, allianz-assistance, ecc…(costo 250 euro per 16gg).

Visto: non necessario.

Vaccinazioni: non necessarie (secondo il mio parere da medico), abbiamo spesso utilizzato repellenti per le presenza di numerose zanzare, specie ad Holbox, Tulum e nelle zone archeologiche.

Cambio: da fare all’areoporto o ai tanti exchange senza commissioni (22 pesos messicani =1 euro).

Operatore telefonico: scheda SIM da comprare in aereoporto, a basso costo, da far montare dal venditore ( Telcel, Movistar, Unefon). Noi avevamo Telcel e prendeva praticamente ovunque.

Cibo per la bimba: non abbiamo trovato problemi, ovunque abbiamo trovato pastina, carne, pollo, pesce fresco, verdura, frutta gentilmente frullata. Acqua naturalmente sigillata. Il latte è solo in polvere. Non abbiamo mai trovato ciucci.

Farmaci da portare: quale medico, in qualsiasi viaggio esotico, almeno per bimbi, consiglio di portare alcuni farmaci di primo approccio: un antibiotico (tipo Zimox o Cefixoral), un antipiretico (tipo Tachipirina e Nurofen), un cortisonico (bentelan fl e a cp), cerotti e garza, un antidiarroico (Diosmectal), probiotici (Diclofor), oltre che naturalmente i farmaci di eventuali patologie di cui si soffre.

Lingua: spagnolo quasi sempre comprensibile.

Il Diario di viaggio con bimba in Messico giorno per giorno


26 giugno 2017: La partenza per Cancun 

volo da Roma (ore 18) con Air Europe, compagnia molto spartana, abbastanza puntuale, lievemente più economica, con sufficiente spazio, intrattenimento e pasti, scelta per volo diretto. All’andata scalo tecnico all’Havana di circa 2 ore ed arrivo a Cancun alle 2 di notte. Ritorno da Cancun (ore 24) ed arrivo a Roma (ore 8 circa).
Imbarco facile sia all’andata che al ritorno con posti delle file anteriori assegnati al check in per la possibilità di poter usufruire dei cestelli riservati ai neonati per il riposo della nostra bimba. Passeggino leggero lasciato all’imbarco e consegnato con le valigie all’arrivo. Abbiamo portato in aereo senza problemi latte liquido ed omogenizzati che ci sarebbero bastati per più della durata del viaggio. Fuso orario superato senza problemi all’andata, un po’ più problematico a ritorno con 2-3 giorni di assestamento. Viaggio tranquillo soprattutto per la bimba che ha dormito per molte ore.

27/28/29 giugno 2017: Prima tappa verso Chiquila-  Holbox- Yucatan

Una volta all’aereoporto di Cancun (ore 2) ci facciamo subito accompagnare all’hotel Comfort Inn a circa 15 minuti di taxi dove restiamo una notte.
L’indomani dopo una buona colazione, col taxi raggiungiamo la Hertz dell’areoporto , noleggiamo auto con GPS, carichiamo bagagli e passeggino e partiamo in direzione Chiquila nel nord dello Yucatan (Cancun-Chiquila 140 Km -2 h) dove partono i piccoli traghetti per l’isola di Holbox. Lasciamo l’auto in uno dei tanti parcheggi custoditi del minuscolo porto, carichiamo le valigie su triciclo del posteggiatore che ci accompagna al traghetto per piccola mancia. La traversata dura circa 30 minuti, costa pochi euro e i biglietti possono essere fatti in loco per la frequenza delle partenze (ogni mezz’ora).
Holbox è una piccola isola ancora in gran parte incontaminata, con strade in sabbia battuta percorse solo da pedoni, bici e golf car, priva di movida notturna, con sabbia bianca e un mare limpido dal fondale basso per decine di metri, che simula un’infinità piscina dalle mille tonalità di azzurro e verde, ideale anche per i bimbi. Presenti aree e siti naturalistici selvaggi e di estrema bellezza come Punta Cocos, Punta Mosquito e l’area protetta di Yum Balam. Ci si sposta noleggiando golf-car o con le bici.
Trascorriamo tre giorni di sole favolosi all’Hotel villas Margheritas (ottimo rapporto qualità-prezzo), visitando l’isola a un po’ a piedi, un po’ con la golf-car, facendo attenzione, nei momenti di pioggia, a proteggersi con oli antizanzara vendibili in loco. Visitiamo più volte Punta Cocos, Punta Mosquitos, le aree protette di riproduzione delle tartarughe, la piazza El Parque, i murales delle case, ammirando una fauna ricca di uccelli (cormorani, fregate, aironi, pellicani, gabbiani, fenicotteri, ecc…) di iguane e di pesci tropicali.
Tra i vari ristoranti frequentati consigliamo sicuramente di giorno quelli sulla spiaggia: Mariscos Holbox, Barquito Mawindi Beach, Raices Beach Club e Marina, Mandarina Seaside by Casa Las Tortugas, e Viva Zapata e Los Peleones, più interni, di sera.
Ci sarebbero tante altre cose da fare come escursioni con gli squali balena o escursioni nelle immacolate isolette vicine di Pajaros e della Pasion, che per mancanza di tempo non abbiamo visto.

30 giugno 2017: Spostamento a Valladolid

E’ una giornata di sole, di mattina dopo colazione ritorniamo al molo, ci imbarchiamo e dopo 30 minuti di traghetto raggiungiamo Chiquila ove riprendiamo l’auto in direzione Valladolid (Chiquila-Valladolid 160 km-2 h) dove  restiamo due giorni al coloniale El Meson del Marques Hotel Restaurant, situato di fronte alla piazza centrale. Valladolid è un piccolo gioiello coloniale, lontano dal turismo di massa, da assaporare con calma. Visitiamo la piazza e il parco Francisco Canton, la Chiesa di San Servasio, la Chiesa de La Candelaria, le stradine caratteristiche dei pueblos messicani come la Calzada de Los Frailes, il porticato antico centrale dove ci sono tante bancarelle con donne maya vestite in abiti tradizionali che vendono artigianato locale come tessuti, abiti ricamati ed amache fatte a mano, il Cenote Zaci (purtroppo trovato chiuso dopo le 17) e la Casa-Museo de los Venados. Ceniamo nell’antico porticato del ristorante El Meson del Marques per poi rilassarci sullo splendido terrazzo che affaccia direttamente sulla piazza.

01 luglio: Escursione al sito Maya di Chichen Itza e cenotes

giornata di sole, riprendiamo l’auto per l’escursione a Chichen Itza (valladolid-Chichen Itza 41 km- 40 min), imperdibile sito archeologico Maya, patrimonio dell’umanità, da fare in prima mattinata per evitare le ore più calde e la folla di turisti, da visitare con le dovute pause in circa 3-4 ore.
Noi abbiamo visitato il sito senza guida, addentrandoci col passeggino ovunque, nonostante il sole e l’umidità fossero davvero pesanti. Il sito aperto da mar-dom, dalle 8-17, con prezzo di 57 pesos, dà inoltre spazio al colorato artigianato locale, che noi abbiamo trovato interessante e a buon prezzo. A
l ritorno ci dirigiamo ai cenotes di Dzitnup (Samula e X’Keken), sicuramente tra i più belli del Messico. Si raggiungono attraversando un parco pieno di negozi di artigianato e di frutta, scendendo delle scale che portano a cenotes sotterranei illuminati artificialmente e ricchi di stalattiti e stalagmiti dove, a turno, facciamo un bagno freddo rigenerante. La bimba si è mostrata divertita nonostante il buio e l’umidità. Lungo la strada ci fermiamo in diversi pueblos, dove notiamo, anche in quelli sperduti e di pochi abitanti, la presenza costante dei topes (dossi molto alti) per rallentare e un’area centrale con giostrine riservata ai piccoli. In tardo pomeriggio andiamo a visitare il Convento di San Bernardino da Siena, un imponente complesso religioso francescano del XVI° secolo, in stile coloniale, affacciato sulla Piazza Sisal, un’ampia zona verde con alberi e residenze antiche dove è molto piacevole passeggiare. Dopo doccia e un po’ di riposo in albergo, ceniamo al centrale e consigliatissimo Ristorante, Las Campanas con musica messicana rilassante dal vivo.

02 luglio 2017: Spostamento a Merida

E’ una giornata nuvolosa, lasciamo Valladolid in direzione Merida (160 km- 2 h circa). A pochi km da Valladolid ci fermiamo alla distilleria tradizionale dell’agave “Mayapan”, consigliabile per l’atmosfera coloniale, la piantagione di agave da cui si estrae la tequila messicana e naturalmente gli ottimi liquori. A 15 km da Valladolid facciamo un’altra deviazione a Uayama per ammirare e fotografare il bellissimo Ex-Convento di Santiago Domingo, particolare per i suoi caratteristici dipinti interni ed esterni, per il suo chiostro e giardino annesso.
Pranziamo sulla strada all’Hacienda San Ildefonso Teya, una fattoria restaurata del 17° secolo, semplicemente meravigliosa da un punto di vista sia architettonico che culinario.
A Merida alloggiamo per una notte all’ottimo e centrale Hotel Luz en Yucatan. Merida è una cittadina coloniale meno affascinante di Valladolid, con un bel centro storico visitabile in giornata dove spiccano la Plaza Major, la Cattedrale di San Ildelfonso, il Palazzo Municipale, il mercato di Lucas Galvez. E’ un pomeriggio capriccioso con piogge frequenti, così verso sera decidiamo di riprendere l’auto per raggiungere il pueblo di Progreso sul Golfo del Messico, distante circa 40 minuti, dove facciamo una passeggiata sul bel lungomare e ceniamo in ristorante di pesce vista mare. La bimba è stata sempre accolta con gioia, con ampia varietà di cibi frullati a scelta (abbiamo sovente preferito pescado del giorno frullato con qualche verdura). Passeggiata dopo cena in centro storico di Merida che con le luci notturne appare molto più affascinante.

 

03 luglio 2017: Spostamento a San Francisco di Campeche

Dopo colazione in bar centrale, facciamo una visita a piedi al colorato mercato cittadino. Successivamente prendiamo l’auto in direzione San Francisco di Campeche (Merida-San Francisco di Campeche 184 km, 2h 10 min). Lungo il tragitto ci fermiamo al pueblo di Becal, famoso per i cappelli di paglia panama, che compriamo in un negozio che ci fa vedere anche la grotta (cueva) indispensabile per una fase della lavorazione, spendendo tuttavia non poco. Appena arrivati a San Francisco di Campeche o semplicemente Campeche, pranziamo sul “Malecon” all’ottimo ristorante “Los Delfinos” poco fuori le mura, per poi raggiungere il nostro hotel “Casa Mazejuwi”.
Campeche è una splendida e colorata cittadina coloniale, affacciata sul mare, con centro storico intatto, racchiuso interamente da mura di cinta e bastioni ove chiese, piazze, edifici color pastello, viuzze acciottolate e locali, profumano di un’epoca passata e sospesa nel tempo. Siamo rimasti due giorni sufficienti per consacrarla come il più bello tra i pueblos visitati. Ammiriamo durante le lunghe passeggiate soprattutto la Plaza Principal, la Cattedrale di Nostra Signora de la Purisima Concepcion, le Chiese di san Roque e San Juan, l’Ex templo de San Jose, i Baluarte de Santiago, de San Francisco, de San Juan, le Puerta de Tierra e del Mar. Ancora il tempo di vedere un forte temporale tropicale, di gustare una granità al caffè al locale coloniale “Italian coffe Company”, di cenare in uno dei tanti ristoranti per strada, per poi tornare in albergo.

04 luglio 2017: Visita al sito Maya di Edzna

giornata di sole, colazione al consigliatissimo locale “El Antigo Cafè del San Francisco”, dopodichè prendiamo l’auto per raggiungere Edzna, bel sito archologico Maya ad 1 ora da Campeche.
Il sito archeologico Maya è  immerso nella foresta, pieno di iguane, uccelli, farfalle gialle e anche di zanzare. Per il pranzo abbiamo scelto un’altra splendida Hacienda, l’Hacienda Uayamon che da sola vale un viaggio in Messico se non fosse per i prezzi di permanenza molto alti. Al ritorno nella nostra Campeche, ci dedichiamo a passeggiare e a fare shopping, cenando per finire all’ottimo ristorante Luz de Luna.

05 luglio 2017:  Spostamento e visita al sito Maya di Uxmal 


giornata di pioggia, lasciamo Campeche in direzione Uxmal (16 6Km , 2 h), dove alloggiamo all’ “Hacienda Uxmal Plantation e Museum”, splendida struttura coloniale immersa nel verde, frequentata da personaggi famosi, situata di fronte al famoso sito archeologico di Uxmal. Una volta arrivati, pranziamo nella struttura e aspettiamo che la pioggia si attenui per uscire. Dopo una breve visita al vicino “Choco Story”, interessante piccolo Ecoparco con Museo de Cioccolato, attraversiamo la strada e raggiungiamo il sito archologico Maya di Uxmal, patrimonio dell’umanità, aperto dal lun-dom, dalle 8-17 , prezzo 60 pesos. Nonostante una fastidiosa e costante pioggerellina il sito, meraviglioso, è ben visitabile anche col passeggino che trasportiamo ovunque su scale e percorsi di erba. Ci rilassiamo nell’Hacienda per il resto della giornata.

06 luglio 2017:  Spostamento a Izamal “la ciudad amarilla”

E’ una giornata nuvolosa poi soleggiata.  A prima mattina lasciamo Uxmal in direzione Izamal (146 km, circa 2 h). Lungo il tragitto raggiungiamo l’ex Hacienda Yaxcopoil del XVII° secolo, dopo ci fermiamo per colazione all’Hacienda Temozon, altra splendida struttura coloniale da visitare, dopodichè raggiungiamo Izamal, la ciudad amarilla (la città gialla).
Izamal è un affascinante e tranquillo pueblo messicano, caratteristico per il giallo ocra che tinge l’intero abitato coloniale e le Chiese. Ad Izamal visitiamo la piramide di Kinich Kak Moo e lo splendido ex-convento del XVI° secolo di Sant’Antonio da Padova. Fuori dal monastero dal lato del parco Itzamna, sulla calle 31, si trovano calessi colorati trainati da cavalli, su cui facciamo giro e foto, sfuggendo al caldo soffocante.
Pranzo e Cena all’eccellente ristorante tipico Kinich El Sabor, uno tra i migliori ristoranti qualità-prezzo incontrati. Pernottiamo all’Hotel Rinconada del Convento.​

07 luglio 2017:  Spostamento e permanenza a Tulum 

E’ una giornata di sole, lasciamo Izamal per Tulum (Izamal –Tulum 210 km, 2 h 30 min) dove restiamo tre notti alla posada ecologica “ Dos Ceibas Eco Retreat”, struttura ecosostenibile affacciata sul mare, ove ci rilassiamo tra spiagge bianche, mare caraibico e passeggiate nella zona hotelera di Tulum.

08 luglio 2017: Spiaggie e tartarughe 

Giornata di sole, dopo colazione, facciamo un’escursione ad Akumal a 30 minuti da Tulum, la cui spiaggia è famosa per la possibilità di vedere e nuotare con le tartarughe.
Pranziamo sulla spiaggia all’ottimo ristorante “Lol-Ha” on Akumal Main Bay. Nel pomeriggio ci inoltriamo lentamente sulla strada sabbiosa della Riserva della Biosfera di Sian Ka’an dove visitiamo alcuni angoli selvaggi ed isolati. Preferiamo non raggiungere Punta Allen sia per la strada non agevole sia per mancanza di tempo.
Cena in zona hotelera. Visita di notte della spiaggia con bimba in spalla, per ammirare la nidificazione delle tartarughe, spettacolo da non perdere ma da fare sempre nel massimo rispetto degli animali.

09 luglio 2017:  Mare a Tulum con piccolo contrattempo

giornata di sole, dopo colazione, ci rilassiamo al mare. Abbiamo avuto anche un contrattempo, quello di aver perso la chiave dell’auto, forse in spiaggia il giorno prima, ma nonostante le ricerche non l’abbiamo trovata. Siamo andati alla Hertz di Tulum, che ci ha risolto brillantemente il problema fornendo un “professionista” per aprire l’auto e per recuperare un bagaglio all’interno, e procurandoci, senza costi aggiuntivi, un’altra auto.

10 luglio 2017: In partenza per il ritorno

E’ un’altra giornata di sole, dopo colazione lasciamo Tulum per Cancun aeroporto (Tulum- Cancun (130 km – 2 h), con sosta per visita, shopping e pranzo sul mare a Puerto Morelos.
Raggiungiamo l’aeroporto di sera e ci imbarchiamo in nottata quando la bimba già dorme…

11 luglio 2017: Arrivo a Roma ore locali 13:25.

 

“Il Messico dà dipendenza peggio dell’Africa e, nonostante la fama non invidiabile legata ai narcotrafficanti, ci tengo a dire che ritengo i messicani, tra i più gentili, disponibili e riservati popoli con cui ho avuto contatto nel Mondo.”