Isole Canarie

Diario di viaggio a Fuerteventura, Lanzarote e La Graciosa

15 Giorni alle Canarie in periodo Covid-19

Siamo partiti da Napoli il 12 luglio 2020 con i seguenti voli: Ryanair da Napoli a Madrid (3h), scalo (4h) e da Madrid a Fuerteventura (3h).
Abbiamo pagato il doppio per i voli, rispetto alla consuetudine, con impossibilità a portare bagagli da stiva, mascherine obbligatorie e moduli di dichiarazioni di buona salute fornite dalle hostess.

I PARTE
Guarda anche la II PARTE

Diario di viaggio alle Canarie 2020

12 luglio - Arrivo a Fuerteventura

Arriviamo all’aeroporto di Fuerteventura alle 19 ora locale (-1 rispetto all’Italia), ritiriamo velocemente i bagagli, e ci dirigiamo al servizio Top-Car ove molto lentamente, riusciamo a ritirare la nostra auto, una Renault Clio, che risulterà ideale per le nostre esigenze. Usciti dall’aeroporto ci dirigiamo verso Caleta de Fuste, all‘hotel Elba Sara Beach e Golf Resort, distante una decina di minuti per 8/9 km di distanza. Lungo il tragitto notiamo subito l’aspetto brullo, arido ed estremamente affascinante dell’isola.

Caleta de Fuste è una località rinomata per i campi da golf, le spiagge riparate dal vento, lo splendido lungomare, ottima base per la posizione centrale rispetto a tutte le attrazioni dell’isola e vicino all’aeroporto. L’Elba Sara è un megahotel situato in zona tranquilla e periferica rispetto al centro di Caleta de Fuste, vicino al centro commerciale Atlantico. Nonostante l’aspetto non attraente di tutti i mega-hotel, questo Resort ha un rapporto qualità/prezzo da 10 e lode, con stanze vista mare dotate di tutti i comfort, enormi piscine, giardini curati, spazi per i bambini e un ottimo ristorante con possibilità di optare per formule di sola colazione, di mezza pensione o anche di pensione completa.

Il punto forte dell’Hotel è la sua contiguità col lungomare (Paseo Maritimo Promenade), una striscia pedonale appartata e silenziosa, delimitata da palme, che corre lungo la spiaggia e che raggiunge dopo oltre 3 km. il porticciolo turistico di Caleta centro, dopo aver attraversato la bella Playa del Castillo. Sulla spiaggia del tratto di lungomare di fronte all’Hotel (Caleta de la Guirra), è visitabile l’Hornos de Cal de La Guirra, dei fortini storici in pietra, situati sulla sabbia, utilizzati nei secoli scorsi come moli per il trasporto di calce, e il Quelle Am Meer, un piacevole laghetto sulla sabbia con pesci. Dopo il check in e una doccia rigenerante, ceniamo al ristorante dell’Hotel, provvisto di cibi a buffet e molto variegati. Breve passeggiata sul lungomare prima di sprofondare nel comodo letto della stanza d’albergo.

Fuerteventura ed il paesaggio brullo - Diario di viaggio alle Canarie
Elba Sara Beach e Golf Resort, Caleta de Fuste, Fuerteventura
Hornos de Cal de la Guirra, Paseo Maritimo Promenade, Caleta de Fuste, Fuerteventura.
 Dune di Playa de Sotavento de Jandia, Fuerteventura
Playa de Sotavento de Jandia, Fuerteventura.
 Morro Jable e Playa, Fuerteventura.

13 luglio - visita Playa de Sotavento

Dopo un’ottima colazione a buffet e una breve passeggiata sul lungomare, ci dirigiamo tramite la FV-2 verso sud in direzione Playa de Sotavento, distante 66km e circa 1 ora da Caleta de Fuste, facente parte del Parque Natural Jandia. La strada, sempre perfetta, si insinua verso l’interno in un ambiente arido, polveroso, roccioso, tra colline e vulcani dorati. All’approssimarsi del Parco naturale di Jandia e della Playa di Sotavento, il paesaggio muta in maniera spettacolare, lasciando spazio a colline di sabbia bianca punteggiate da cespugli di vegetazione.

La Playa de Sotavento è un’ immensa distesa di sabbia bianca che lambisce una mare turchese che, ritraendosi, crea lingue di sabbia e piscine d’acqua trasparenti, forgiando un paesaggio di notevole bellezza. L’area è però sferzata da venti molto forti e fastidiosi che non ne consentono, purtroppo, una visita prolungata, a meno che non si faccia windsurf. Dopo l’escursione ritorniamo in auto alla volta di Morro Jable, distante 13km e 15/20 minuti d’auto dalla Playa de Sotavento.

Morro Jable è un’accogliente località del sud di Fuerteventura che attrae i visitatori essenzialmente per due cose: le splendide ed ampie spiagge bianche bagnate da un mare cristallino e lo spettacolare lungomare (Calle Acantilado), che in alcuni punti consente di guardare la spiaggia e il mare dall’alto, ricco, nel suo tratto più vicino al centro-città (Av. Tomas Grau Gurrea), di bar, gelaterie e ristorantini di pesce. Mangiamo all’ottimo Restaurante Vesubio, con polpo alla griglia, frittura di calamari e sangria. Successivamente trascorriamo parte del pomeriggio sulla Playa Morro Jable ove ci concediamo un bagno refrigerante. Indi torniamo al parcheggio situato in prossimità dell’inizio di Calle Acantilado, visitando alcuni interessanti negozi. Facciamo ritorno a Caleta de Fuste (80km, 1h,20) giusto in tempo per un tuffo in piscina con la piccola e per prepararci per la serata e la cena in hotel.

14 luglio - Betancuria ed il villaggio di Ajui

Ci dirigiamo verso ovest percorrendo le strade FV-50, FV-20, FV-416, FV-30 per raggiungere Betancuria nel Parque Rural de Betancuria, distante 28 km e 30 minuti circa da Caleta de Fuste. L’ultimo tratto di tale percorso (FV-30) si inerpica con tornanti insidiosi, tra rilievi rocciosi rossastri e spaventosi pendii nel vuoto, attraversando aree di sosta ove si possono ammirare panorami mozzafiato come il Mirador de Morro Veloso e sul lato opposto, il Mirador de Guise y Ayose, dal cui terrazzo svettano due enormi statue di bronzo, raffiguranti Guise e Ayose, re dell’antica Fuerteventura prima della conquista spagnola.
Vento e clima freddo permettendo, da tali punti si possono, inoltre, intraprendere interessanti sentieri di trekking. Riprendiamo l’auto e raggiungiamo, dopo una costante discesa, Betancuria, piccola perla coloniale di Fuerteventura, fondata nel 1404 e capitale dell’isola fino al 1834.

Betancuria, incastonata tra colline rocciose, pur essendo visitabile in poche ore, è stupenda e offre interessanti scorci fotografici. Le viuzze, le casette bianche, la Plaza e la Iglesia de Santa Maria, l’ex Convento di San Buonaventura, i pochi negozietti e i vari punti di ristoro rendono la visita molto piacevole. Ci fermiamo, per un pezzo di torta alla mela, gelato e ottimo caffè, alla Casa Santa Maria Cafeteria, una struttura immersa nel verde, dove maestosi alberi e piante rigogliose e piene di fiori, coprono una terrazza panoramica in legno e tavolini ornati da maioliche colorate.

Dopo la visita procediamo verso est, sulla FV-30 ed FV-621, per raggiungere il villaggio costiero di Ajui, distante 25km e 34 minuti da Betancuria. Lungo il tragitto, caratterizzato da magnifici paesaggi, ci fermiamo a Vega Rio de Palmas ove visitiamo la Ermita de la Virgen de la Pena, un’affascinante e antica chiesa che si erge in una suggestiva piazza con palme secolari affiorante in una valle desertica circondata da colline di terra rossa. Qualche minuto più avanti, visitiamo la Casa de la Naturaleza, un bellissimo ristorante in legno e pietra, immerso in una incontaminata oasi di verde, con un suggestivo panorama sul paesaggio roccioso e arido circostante. Nelle immediate vicinanze de la Casa de la Naturaleza è possibile intraprendere un percorso di trekking, il Camino Natural de Fuerteventura, definito spettacolare dai locali e da chi l’ha intrapreso, che attraversa l’isola da nord a sud per 150 km (dall’isola di Lobos al faro di Jandia). Altri punti panoramici da contemplare sulla FV-30 sono il Mirador Las Penitas e il Mirador del Risco de las Penas. Raggiungiamo finalmente Ajui, un villaggio di pescatori con buoni ristoranti di pesce, famoso per la spiaggia di sabbia nera (Playa de Ajui) e per il percorso vulcanico di Caleta Negra, un promontorio roccioso a picco sul mare che conduce alla Cuevas de Ajui. Dopo aver mangiato discretamente al Restaurante El Cantil, intraprendiamo il suddetto percorso che dalla baia di sabbia nera conduce attraverso la scogliera rocciosa, tra simpatici scoiattoli, panorami mozzafiato e scalinate senza fine, alla Cuevas de Ajui. La Cueva de Ajui è un’ impressionante e gigantesca grotta nera creatasi dal getto di un’immensa colata lavica sopra un burrone sul mare. Scendere al suo interno dona la sensazione di ritrovarsi al centro della Terra. Dopo la visita facciamo ritorno a Caleta de Fuste (46km, 45minuti), in tempo per l’ormai consueto tuffo in piscina con la piccola e per prepararci per la serata e la cena in hotel.

8  Iglesia de Santa María Betancuria, Fuerteventura
Mirador de Guise y Ayose , Betancuria, Fuerteventura
dintorni Vega de Rio Palma, Fuerteventura
Villaggio di Ayuì e foce del Barranco de Ayuì, fuerteventura.
 Caleta negra con grotte, Ayuì, Fuerteventura
Villaggio El Cotillo, Fuerteventura
Playa La Concha, El Cotillo, Fuerteventura
vulcani alle spalle di Playa Pop Corn Fuerteventura
Faro del Toston, Fuerteventura
Pop Corn Playa, nord Fuerteventura.

15 luglio - El Cotillo e Popcorn beach

Dopo ottima colazione a buffet procediamo il nostro tour in direzione nord-ovest alla volta di El Cotillo, distante 52km e 45minuti da Caleta. Lungo il tragitto attraversiamo Lajares, un piccolo paesino di casette bianche attorniato da vulcani e da cui si può intraprendere un bel percorso di trekking verso il vulcano Calderon Hondo. All’altezza della rotonda FV-109 ed FV-10 alla seconda uscita, in direzione opposta rispetto a Lajares, c’è una strada sterrata molto attraente, immersa in un accecante deserto di sabbia bianca punteggiato da arbusti verdastri, su cui si ergono alcuni vulcani. La percorriamo per un breve tratto, ma la sensazione che suscita è di quelle forti che solo i viaggiatori veri, alla ricerca di paesaggi autentici, possono intendere.

Ritorniamo sulla FV-10 e dopo una decina di minuti raggiungiamo El Cotillo, caratteristico villaggio di pescatori, rinomato per le magnifiche spiagge che lo circondano, tra le più belle di Fuerteventura. Visitiamo Playa la Concha, una spiaggia libera non attrezzata dove la sabbia è fine e bianca e i colori del mare sono blu-verde, anche se l’acqua è fredda e il vento è costante. Sulla spiaggia sono state costruite diverse protezioni a forma di ferro di cavallo, fatte di pietre laviche, ove potersi rilassare senza risentire troppo del vento. Procedendo per pochi minuti a piedi verso nord di Playa la Concha, si raggiungono alcune conche e calette di acqua calma, bassa (e quindi meno fredda) e trasparente tra rocce nere e lembi di sabbia bianca. Dopo alcuni bagni nelle diverse calette, ci asciughiamo e ritorniamo in paese per il pranzo. La zona più caratteristica di El Cotillo comprende l’antica area delle case dei pescatori con alcune viuzze e con la Playa del Muellito. Pranziamo su Calle del Muelle de Pescadores, al Cafè Central, ristorante all’aperto con un ottimo rapporto qualità/prezzo con superbi piatti di pesce.

Dopo una breve passeggiata ci rimettiamo in macchina e raggiungiamo in pochi minuti il Faro El Toston (3,5 km da El Cotillo), un luogo spettacolare coperto da rocce nere modellate dal vento e dal mare, ritrovo di fossili risalenti a oltre un milione di anni, ove ammirare un panorama infinito e l’interminabile infrangersi violento delle onde sulla scogliera. Dopo la visita procediamo verso nord-est e, dopo 10 km e 30 minuti, ci ritroviamo a Playa di Majanicho. Majanicho è un piccolo angolo isolato dal mondo, incastonato tra rocce e mare, con poche case colorate di pescatori, qualche piccola barca di legno e un fascino unico. Da qui si diparte lungo il mare, verso est, una strada sterrata sabbiosa, che tuttavia non abbiamo percorso per il pericolo di affondare. Dopo varie foto riprendiamo l’auto per raggiungere, lungo la strada accessibile alle auto non 4×4, Popcorn Beach, distante 4,6km e una decina di minuti da Majanicho. Popcorn Beach è una tipica spiaggia nera, incastonata tra mare e vulcani, coperta completamente, in un tratto di essa, da pietre bianche dalla sorprendente morfologia a popcorn. Dopo la visita ritorniamo a Caleta de Fuste distante 54km per circa 50 minuti d’auto. Sono le ultime ore della giornata da dedicare alla piccola con piscina, giochi, cena in hotel e passeggiata sul lungomare.

16 luglio - Partenza per Lanzarote

Dopo ottima colazione partenza in auto per il porto di Corralejo distante 46 km per 40 minuti d’auto ove alle ore 12 abbiamo la prenotazione per il trasferimento Corralejo-Playa Blanca sull’isola di Lanzarote. Prima di partire ci rilassiamo in uno dei tanti bar-ristoranti vicino all’imbarco. La durata della traversata è di circa 35-40 minuti e sul traghetto c’è un discreto servizio mensa-ristorante di cui usufruiamo per far mangiare la piccola. Appena arrivati raggiungiamo in pochi minuti il nostro alloggio al Residence Ona Las Brisas. Il residence offre appartamenti con ottimo rapporto qualità/prezzo, giardini di pietrine nere con palme altissime e piante in fiore, belle piscine, parcheggio e soprattutto una posizione centrale ma appartata rispetto alla zona rumorosa di Playa Blanca.

Playa Blanca è la più bella ed autentica delle cittadine turistiche di Lanzarote con un meraviglioso ed elegante lungomare ricco di ristoranti, locali e negozietti, e tre spiagge riparate dal vento con mare limpido e quasi sempre calmo: Playa Dorada, Playa Blanca (la più centrale) e Playa Flamingo. Appena arrivati al residence, ci tuffiamo in piscina per la gioia della piccola. Dopo una doccia e una breve pausa, ritorniamo di pomeriggio in auto ed esploriamo la regione sud ovest di Lanzarote lungo la LZ-2 e la spettacolare LZ-703 fino a El Golfo, distante 21 km e 32 minuti circa da Playa Blanca. Con passeggino al seguito trainante la filgliola dormiente, visitiamo in sequenza Salinas de Janubio, Los Hervideros e El Golfo. La Salinas de Janubio è un interessante sito per la produzione del sale con negozio annesso ed ingresso gratuito, delimitato dal mare e da una ambiente arido e selvaggio, le cui vasche, dai magnifici e differenti toni e colori, vanno ammirate necessariamente dall’alto. Dopo una breve visita procediamo per Los Hervideros. L’impatto, sulla LZ-703, con l’infinito mare di lava nero, con i vulcani, con il violento contrasto dei colori e con gli scorci delle impressionanti rocce magmatiche che si scontrano a picco con l’oceano, è ipnotizzante. Los Hervideros è un tratto di costa vulcanica con grotte marine, visitabile tramite un percorso pedonale gratuito, caratterizzato da strepitosi punti panoramici a strapiombo sul mare. Alle spalle della costa, un’immensa area di lava e di vulcani, di cui è facilmente riconoscibile la sagoma rossa del vicino Volcan Bermeja. Dopo la visita procediamo molto lentamente verso nord, fermandoci continuamente negli anfratti panoramici della strada.

Raggiungiamo El Golfo, un piccolo borgo marinaro con casette bianche e porte blu o verdi (tipiche di Lanzarote), ricco di scorci naturalistici e di buoni ristoranti, tipicamente di pesce. La perla turistica di El Golfo, è sicuramente l’area del Mirador situato a sud del paesino, con lo Charco de los Clicos, la Playa de los Clicos, il Volcan del Guincho, il Lago Verde. Dal parcheggio si sale agevolmente verso il ciglio del cratere (noi l’abbiamo fatto con un passeggino), le cui rocce presentano aree di colore rosso, arancione e giallo. Dall’alto sul fondo del cratere si ammira una spiaggia nera limitata dal blu dell’oceano, e sul lato interno, una laguna verde smeraldo, che crea nell’insieme, un formidabile contrasto naturale per gli occhi e per le foto-videocamere. Il luogo è paesaggisticamente di una bellezza pura. Intanto si è svegliata la piccola e ritorniamo in paese, dove intanto si è alzato un vento fastidioso, alla ricerca di un buon ristorante riparato. Ci rilassiamo al Restaurante Casa Torano ove mangiamo ottimo pesce fresco, a prezzi tuttavia molto alti rispetto agli standard di Lanzarote. Al ritorno, lungo lo stesso tragitto, ci fermiamo in un’area di sosta situata in un luogo fuori dal mondo, tra il Volcan Bermeja e la Playa de Montana Bermeja. I viaggiatori amanti della fotografia, intraprenderanno, anche se esausti, il breve percorso che conduce ai piedi del vulcano Bermeja di colore rosso fuoco, ove tra le rocce nere e gli arbusti verdastri, troveranno dei suggestivi laghetti di acqua verde. Dopo in senso opposto, raggiungeranno la spiaggia di sabbia nerissima fino al punto dove il blu dell’oceano si trasforma in schiuma bianca, soffermandosi nei pressi di un piccolo lago di color acquamarina che si apre inspiegabilmente sulla sabbia. Dopo l’ennesima escursione (questa volta in solitaria), torniamo a Playa Blanca, una breve passeggiata sul lungomare (Av. Maritima) e un gelato, prima di sprofondare sfiniti nel letto.

Playa Blanca, Lanzarote
 Salinas de Janubio, Lanzarote
Los Hervideros, Lanzarote
breve sentiero  Mirador El Golfo, Lanzarote
 El Lago Verde, El Golfo, Lanzarote
Charco de los Clicos,  Playa de los Clicos e Volcan del Guincho, El Golfo, Lanzarote.J
Parque-Natural-de-los-Ajaches-Lanzarote
Playa-del-Papagayo,-Los-Ajaches,-Lanzarote
Playa-Papagayo-a-Lanzarote
Playa-Mujeres-e--Playa-del-Pozo,-Los-Ajaches,-Lanzarote.
Calle-Vista-de-Yaiza-da-terrapieno,-Lanzarote

17 luglio - A spasso per le Playas

Dopo colazione nell’ottimo bar Santo Zumo, Fruteria Zumeria, in Calle la Tagala di Playa Blanca, procediamo in direzione sud-est verso il Parque Natural de los Ajaches distante 8 km e una decina di minuti da Playa Blanca. Il Parco è caratterizzato da rilievi vulcanici dorati, aridi e a pareti scoscese, continuamente sottoposti ad erosione, che si stagliano su un ambiente desertico estremamente selvaggio. La strada dall’ingresso del Parco è sterrata e conduce ad alcune suggestive spiagge, tra cui la famosa Playa Papagayo, una baia di sabbia dorata circondata da scogliere rocciose giallastre e rossastre, lambita da un‘acqua calma cristallina color verde smeraldo. Altre spiagge vicine sono Playa de las Mujeres (visitata e molto bella), Playa de la Cera, Playa de las Ahogaderas, Playa de las Coloradas, Playa Muerto Muelas, Playa del Congruo. E’ consigliabile fare un’escursione sui rilievi che circondano Playa Papagayo ove si aprono panorami fantastici sulla costa. Trascorriamo la mattinata e parte del pomeriggio tra Playa Papagayo e Playa de las Mujeres, pranzando al bar-ristorante El Barba. El Barba, situato sul rilievo di destra di Playa Papagayo, offre una stupenda vista dall’alto della spiaggia e discreti cibi, a prezzi tuttavia maggiorati rispetto agli standard di Lanzarote.

Finita l’escursione, decidiamo di visitare Yaiza (28min e 22km dal Parco di Ajaches). Yaiza, situata nel sud dell’isola, ai piedi delle Montanas del Fuego, a ridosso dei Parchi di Timanfaya e de Los Vulcanos, è uno dei villaggi risparmiati dalle catastrofiche eruzioni del 1730-1736, ed è il più caratteristico e curato dei paesi interni di Lanzarote. Tra vulcani rossastri e pianure di lava nera, sorge questo piccolo villaggio ordinato, quiete, estremamente curato, caratterizzato da tante case tradizionali, con parete bianche e infissi verdi, circondate da palme, bouganville e fiori. Il nucleo abitato è impreziosito dalla chiesa di Nuestra Senora de los Remedios, risalente al XVII secolo, dalla Casa de la Cultura Benito Perez Armas del XVIII secolo, e dal più recente Museo dell’Aloe con annesso interessante negozio a tema. Di fronte alla strada, è stato costruito un lungo terrapieno di terra rossa, su cui sono state piantate palme ed alberi in fiore. La strada sovrastante il terrapieno, di terra battuta, raggiungibile attraverso una scalinata in pietra vulcanica, situata più o meno di fronte al Museo dell’Aloe, consente non solo di avere una splendida panoramica sul villaggio e sul territorio vulcanico circostante, ma anche di poter intraprendere un interessante sentiero di trekking, essendo una congiunzione del cosiddetto Camino di Orzola, un percorso che corre lungo tutta l’isola da Orzola a Playa Blanca raggiungendo nel tratto iniziale la vicina Montana de la Cinta.
Dopo un breve tratto del sentiero suddetto, percorso in solitaria, ritorniamo al nostro Residence a Playa Blanca (16km e 15min da Yaiza) per un pò di relax in piscina e per prepararci per la serata. Trascorriamo la serata sul lungomare di Playa Blanca mangiando nel buon ristorante Brisa Marina Juan El Majorero dai tipici colori bianco-verde.

18 luglio - Verso San Bartolomè

Ci alziamo con calma, intraprendiamo verso nord la LZ-2 e dopo 16 km e 15 minuti d’auto, raggiungiamo nuovamente Yaiza. Dopo colazione in una bar sonnecchiante del villaggio, riprendiamo l’auto e ci soffermiamo per qualche foto alla Bodega de Santiago, un ristorante tipico situato su un’altura panoramica, caratterizzato da uno spettacolare ficus secolare che copre decine di tavoli all’aperto. Dopo la visita imbocchiamo la LZ-67, per raggiungere il Parque Natural de Timanfaya, distante 14km e circa 15 minuti da Yaiza. Il paesaggio è naturalmente surreale, da lasciare a bocca aperta, con una lingua di asfalto che si srotola in un mare di lava (secondo la sensazione provata dalla maggior parte dei turisti che vi accedono, che descrivono questi massi neri infiniti ed inaccessibili, di diverse grandezze, come fossero onde di un mare scuro ed infinito).

Dopo l’ingresso nell’area del Parco a pagamento, raggiungiamo il parcheggio, e da lì a piedi, il ristorante El Diablo, una delle tante opere dell‘artista Cesar Manrique, architetto, scultore, pittore ed ecologista nativo di Lanzarote, che con le sue geniali opere ha plasmato l’isola nel rispetto della natura. Il ristorante, costruito in pietra vulcanica, ha una forma circolare e pareti di vetro, da cui contemplare, stuzzicando qualcosa da mangiare, un panorama unico al mondo. Prima dell’accesso al ristorante è possibile visitare una camera di pietra nera con un pozzo e una griglia gigantesca per la cucina, da cui si avverte un calore improvviso, infernale, monito del fuoco che vive a pochi metri di profondità. Il prezzo dell’ingresso (10 euro per adulti, 6 euro per bambini) comprende la visita guidata con bus turistico attraverso le Montanas del Fuego. La visita, compreso le brevi soste e le spiegazioni, dura circa 30 minuti, e si snoda a ridosso di crateri vulcanici di diverse forme e colori (rosso, arancione, nero, giallo), su una strada stretta, piena di curve e precipizi, a volte spaventosa, con un sottofondo musicale gravoso. I paesaggi, sono meravigliosi, primordiali, alieni. Particolarmente interessanti sono la Caldera Rajada e la Caldera del Corazoncillo.

Alla fine della corsa scattiamo altre foto dal terrazzo Isolote de Hilario, indi visitiamo il negozio di oggetti di pietre vulcaniche annesso, e infine ci riposiamo al ristorante El Diablo. Dopo la visita, ritorniamo a Yaiza passando per la Geria (24 km, 30 minuti). Attraversiamo il Parco de Los Volcanos, contiguo al Parco di Timanfaya, lungo la LZ-67 e LZ-56, ove facciamo delle soste per scattare delle foto alla Caldera Blanca, al Volcan El Cuervo e alla Caldera Colorada; poi attraversiamo, lungo la LZ-30, La Geria, l’area vinicola dell’isola, che offre l’ennesimo paesaggio atipico di Lanzarote. In un ambiente vulcanico selvaggio e arido, di ghiaia nera resa brillante dai riflessi del sole, sono state scavate centinaia di conche profonde pochi metri, al fine di consentire la crescita e la maturazione di vitigni verdissimi, riparati dal vento e a contatto con la terra fertile. Lungo la strada si incontrano caratteristiche e bianche cantine (bodegas) dove fare acquisti o semplici degustazioni di vino locale. Naturalmente i contrasti che si creano tra il nero dei vulcani e del terreno, il bianco delle bodegas, il verde dei vitigni e il costante azzurro del cielo delinano un paesaggio unico. Le bodegas più famose lungo la LZ-30 sono Stratvs, La Geria, El Grifo, Rubicon, La Querencia, Suarez, El Chupadero, del Teblero. Ci fermiamo alla bodegas La Geria con degustazione con calici di vino su botte di legno in cantina e breve passeggiata tra i vigneti. Ritorniamo a Yaiza dove, quasi di pomeriggio, mangiamo al ristorante Bar Stop, di fronte alla chiesa settecentesca del paese, un ristorante consigliatoci da locali, poco turistico, con poche cibi del giorno, tutti tipici del luogo e a prezzi molto contenuti. Prendiamo ottimo baccalà, polpette di carne, ceci al sugo, pollo con patate, tutto buonissimo.

Di pomeriggio raggiungiamo San Bartolomè (20 km e 20 minuti d’auto da Yaiza), ove alloggeremo per tre notti alla Casa Natura. San Bartolomè è un tranquillo paese del centro di Lanzarote, scelto per la sua posizione comoda rispetto a tutte le attrazioni dell’isola. Ne visitiamo il bel centro storico che ruota attorno alla Plaza Leon y Castillo con il Municipio, il Teatro Comunale e la Chiesa parrocchiale. A San Bartolomè, visitiamo anche il Monumento-Museo al Campesino (10-18 ad ingresso gratuito), un’opera di Manrique dedicata ai contadini dell’isola. Si tratta di un modello di fattoria tradizionale con giardini ricchi di cactus e palme, abitazioni rurali tipiche con pareti bianche e finestre, porte, balconi e cornici verdi, camini, aie, cisterne, cortili, macine, falegnameria, stampa, ecc.. Oltre al ristorante esterno, vi è un ristorante sotterraneo incredibile, cui si accede attraverso una scala a chiocciola che scende in una grotta circolare e poi in un tunnel di roccia vulcanica di basalto nero. La struttura regala emozioni superiori all’attesa, sia per lo spettacolare contrasto dei colori, sia per l’armonia degli elementi, e va considerata una tappa imperdibile, anche per l’opportunità di poter usufruire del ristorante che vanta ottime recensioni. Prima del check in, rimaniamo particolarmente colpiti dal paesaggio vulcanico del vicino villaggio di Tahiche le cui case bianche sono praticamente immerse e circondate da lava nera levigata, e sovrastate dalla Caldera Tahiche, un vulcano rosso-brunastro con aree collassate alla base.

Dopo la visita, ritorniamo a San Bartolomè (10 km da Tahiche) per il check-in a Casa Natura, una villetta panoramica situata su una collina, attrezzata a B&B con discrete stanze, buona colazione, accogliente piscina e SPA. La posizione sulla collina non è delle migliori, dal momento che l’area è sferzata da venti costanti e freddi durante le ore serali, notturne e del mattino, che ci impediranno di godere appieno degli spazi esterni. Dopo un tuffo in piscina, ci prepariamo per la serata, che trascorriamo nella vicina Costa Teguise (15 km da San Bartolomè). Costa Teguise è una località balneare molto movimentata per la presenza di negozi, ristoranti, discoteche, di un bel lungomare e di discrete spiagge. Parcheggiamo in prossimità di Playa del Jablillo, e risaliamo lungo Av. del Jablillo fino al Pueblo Marinero, un parco stilizzato da Manrique, colorato e vivace, ricco di bar, ristoranti, negozi e sede di marcatini, ove ci fermiamo per mangiare. Dopo la sosta passeggiamo fino a Plaza Tenerife, terminando la serata sul lungomare Av. Arenas Blancas a ridosso della spiaggia Playa de Las Cucharras. Stanchi ritorniamo a Casa Natura.

Guarda anche la PARTE II

Posada-Dos-Ceibas-Eco-Retreat - Tulum- Diario di viaggio in Messico
LZ-67-Lanzarote
El-Diablo-di-Manrique-all'ingresso-del--Parque-National-Timanfaya,-Lanzarote.
Restaurante-El-Diablo,-Parque-National-Timanfaya,-Lanzarote
La-Geria,-Lanzarote
Bodega-La-Geria,-Lanzarote
Monumento-El-Campesino,-Lanzarote
Tahiche-e-Caldera-Tahiche,-Lanzarote.

Travel Gallery

Playa-de-Sotavento-de-Jandia,-Fuerteventura
-Teofilo-Perera,-Vega-de-Rio-Palma,-Fuerteventura
Villaggio-di-El-Cotillo,-Fuerteventura
Ristoranti--del-villaggio--El-Golfo,-Lanzarote.
La discesa al mare
Playa-del-Papagayo-da-Bar-Ristorante-El-Barba,--Los-Ajaches,-Lanzarote.J
El-Lago-Verde,-El-Golfo,-Lanzarote.J
Tahiche-e-Caldera-Tahiche,-Lanzarote