Salto principale delle Cascate di Kuang Si, Laos

10° giorno: Dall’alba dorata alle acque turchesi: la magia di Luang Prabang tra il Tak Bat e Kuang Si

Giornata di sole alternata nuvole. Alzataccia in solitaria alle 5 per assistere al tak bat (5,30), la secolare processione dei monaci buddisti che si tiene ogni mattina al levar del sole, lungo strade storiche di Lunag Prabang. In un atmosfera mistica e silenziosa, sullo sfondo dei templi, in particolare davanti al Wat May Souvannapoumaram, una lunga fila di monaci rasati, scalzi e fasciati nelle loro tuniche color zafferano, raccolgono in ciotole contenute in sacche di pelle a tracolla, le offerte dei fedeli, che li attendono seduti o inginocchiati con cestini di riso o altri alimenti. Tale gesto di generosità e umiltà, dove i fedeli offrono cibo ai monaci in cambio di benedizioni e meriti spirituali, simboleggia il legame indissolubile dei laotiani tra il sacro e il quotidiano. Tanti monaci si notano anche in prossimità del vicino Wat Mahathat (conosciuto anche come Wat Pha Mahathat o Tempio del Grande Stupa, 8-18, gratuito) situato in Chao Phanya Kang, a pochi inuti a piedi dal Wat May Souvannapoumaram. Il Wat Pha Mahathat uno dei santuari più affascinanti e storici della città, fondato nel 1548 dal re Setthathirath e restaurato tra il 1907 e il 1910. Le scale che conducono all’ingresso del tempio sono protette da imponenti sculture di Naga (i serpenti mitologici policefali), finemente decorate. La Sala Prinicipale presenta una facciata anteriore straordinaria, interamente rivestita in legno intagliato con bassorilievi dorati; le porte e le finestre sono elaboratissime con intagli e decorazioni dorate, le colonne e i soffitti presentano i tipici disegni in foglia d’oro su lacca nera e rossa; le pareti sono coperte da grandi dipinti. Dietro la sala principale si erge il grande stupa in mattoni e stucco. con base quadrata sormontata da guglie classiche. Dopo l’affascinante esperienza del tak bat, mi avvio verso Phousi Hill o Collina Sacra (6-tramonto, 30,000 kip) con il tempietto Wat Chom Si che guarda la cittadina dall’alto. La sommità della collina è raggiungibile attraverso due scalinate, una con accesso lungo Sisavangvong Rd, di fronte al Palazzo Reale, l’altra leggermente più lunga, ma sicuramente più suggestiva, in Kingkitsarahth Rd, lungo il fiume Nam Khan. Saliamo per la scalinata che si apre davanti al Museo del Palazzo Reale e al Haw Phra Bang. Prima però ammiriamo lo splendido Haw Phra Bang, uno dei templi buddhisti visivamente più spettacolari e culturalmente significativi del Laos. Situato all’interno del complesso dell’antico Palazzo Reale di Luang Prabang, è uno dei luoghi di culto più importanti della città perché custodisce il Phra Bang, l’immagine del Buddha più venerata del Paese e da cui Luang Prabang prende il nome.  L’edificio attuale, capolavoro moderno di raffinata architettura tradizionale laotiana, presenta una maestosa struttura bianca sormontata da un tetto bruno-dorato a cinque strati, un’imponente scalinata fiancheggiata da maestose sculture dorate di Naga, facciate esterne ricoperte da intagli in legno estremamente elaborati, con decorazioni dorate e verdi. All’’interno del tempio le pareti sono decorate con ricchi murali dai toni caldi e pilastri rossi intarsiati d’oro che convergono verso il sontuoso altare centrale. Qui è custodita la famosa statua del Buddha di 83cm, fusa in una preziosa lega di oro, argento e bronzo. Proseguiamo per Phousi Hill. La salita di oltre 300 scalini è immersa nel verde, e facilmente percorribile in 15min-20min. Alla sommità della collina si erge il Wat Chom Si, tempio risalente al 1804, caratterizzato da una stupa dorata di 24 metri, con un imponente basamento bianco. La parte superiore della struttura è decorata con 7 pinnacoli ornamentali a forma di ombrello, (Chatra) tipici dell’architettura induista e buddista. Attorno al tempio si respira la spiritualità dei laotiani che si diffonde nella bellezza degli scorci panoramici sulla città antica, sul fiume e sulla natura circostante. Cedendo a una pratica piuttosto comune, decido di comprare da una bancarella del sito, due uccellini rinchiusi in microscopiche gabbie di bambù per il solo gusto di liberarli. Vederli svanire nell’aria mi scalda il cuore, lasciandomi addosso una leggera, seppur fugace, sensazione di felicità. Durante la discesa sull’altro versante, incontriamo alcune strutture religiose incastonate nell’ambiente naturale di rocce e foresta il Wat Tham Phou Si, tempio caratterizzato da una serie di immagini dorate del Buddha e il Wat Pa Huak, tempio originale risalente al 1841, caratterizzato da una facciata con una raffinata scultura in legno del Buddha e da un interno con statue e dipinti risalenti al XIX secolo. Ci fermiamo per una breve sosta al Wat Nong Sikhounmuang, in Kounxoa Rd, (parallela alla via principale Sisavangvong). Il tempio risalente al 1730, custodisce la statua Phra Chao Ong Saensaksit, considerata sacra e miracolosa poiché sopravvisse completamente intatta a due devastanti incendi nel 1774 e nel 1886 che rasero al suolo l’intero villaggio circostante. La Sala principale presenta un imponente tetto spiovente a tre livelli in stile tradizionale. La facciata esterna è decorata con stucchi dorati e rossi, mentre l’ingresso è protetto da maestose sculture di serpenti Naga a più teste. Il cortile ospita le tranquille abitazioni in legno dei monaci (Kuti), uno stupa dorato, una torre campanaria e un piccolo santuario dedicato agli spiriti guardiani della città. Dopo una passeggiata a fotografare le affascinanti case laotiane e in stile coloniale francese, recuperiamo gli scooter e torniamo al Daluaba per la colazione (7-10). La prima colazione presso il ristorante Manda de Laos della Maison Daluaba offre un’immersione totale nella serenità e nella magia di Luang Prabang. Gustare le proposte mattutine su terrazze di legno affacciate su stagni di ninfee è un’esperienza unica e coinvolgente. Il buffet è ricchissimo e unisce specialità laotiane a una deliziosa pasticceria di stampo francese, con croissant, baguette, pane artigianale, marmellate fatte in casa (papaya, mango, frutto della passione, ecc), mini-plumcake, torte, bicchierini con crema e frutta fresca, dolcetti al cocco (khanom Krok), dessert cotti al momento a base di crema di cocco, frutta fresca, yogurt, cereali, verdura, succhi freschi, caffè, omelette, bacon, salumi, formaggi, patate, uova, zuppa calda di noodles, riso saltato, involtini freschi ecc… Riprendiamo gli scooter e ci dirigiamo in direzione sud-ovest verso le Cascate di Kuang Si. Le cascate di Kuang Si (8-17.30, 60.000kip, gratuito <12anni), rappresentano una delle più belle escursioni nei dintorni di Luang Prabang (30km, <1h). Il percorso verso le cascate offre un viaggio splendido e panoramico nella campagna laotiana, tra villaggi, risaie, e foreste. Lungo la via si incontrano fattorie, accoglienti caffè nel verde e terrazze panoramiche sul fiume Mekong, come il celebre ‘Cuore di Bamboo’ del Bamboo Farm Restaurant. Da non perdere una sosta allo scenografico Wat Naxao Sukharam. Appena prima della deviazione dal fiume verso l’interno, verso Kuang Si, vale la pena fermarsi in un piccolo villaggio rurale per visitarne il tempio locale e godersi un’ultima, suggestiva veduta sul fiume. Molto suggestivo e da assaporare con calma, specie se si ha più tempo, il Bar-Caffè cinese Phou View Na Cafè con le tipiche cabanas, completamente immerse tra le risaie terrazzate. Una volta arrivati, parcheggiamo, attraversiamo a piedi un’area alberata ricca in negozietti e piccoli ristoranti, facciamo i biglietti ed entriamo. Le Cascate di Kuang Si sono cascate a più livelli che si riversano in piccole piscine, famose soprattutto per il colore turchese delle sue acque, accessibili tramite passerelle e ponti immersi nella foresta.tropicale. Durante la stagione delle piogge la cascata presenta maggiore portata e spettacolarità, ma un colore che può tendere all’ocra per la presenza di sedimenti e fango. Inoltre la balneabilità può essere limitata. Nel nostro caso, pur essendo i primi di luglio, abbiamo trovato sole, acque fresche e turchesi con possibilità di bagnarsi nelle aree consentite. L’acqua della cascata scende attraverso una successione di cascate e vasche calcaree terrazzate, formando numerosi piccoli salti prima di raggiungere la cascata principale. Dopo l’ingresso si percorre un breve tratto nella vegetazione ove si incontra il Tat Kuang Si Bear Rescue Centre, un centro di recupero e riabilitazione degli orsi neri asiatici (Ursus thibetanus) o orsi dal collare, a rischio estinzione, facilmente riconoscibili per la pelliccia nera con una caratteristica macchia bianca a forma di mezzaluna sul petto La visita è inclusa nel biglietto anche se è possibile lasciare una donazione. Proseguendo, il torrente comincia a formare una successione di piccole vasche naturali color turchese, separate da gradoni di travertino/calcare. Seguono le piscine inferiori con vasche che diventano progressivamente più ampie e profonde e circondate da vegetazione tropicale. Continuando a salire lungo il sentiero, le piccole cascate diventano progressivamente più alte e il rumore dell’acqua aumenta. A questo punto compare la cascata principale di Kuang Si: una grande parete calcarea ricoperta di vegetazione dalla quale l’acqua precipita verticalmente per circa 50–60 metri, raccogliendosi nella grande piscina sottostante. Il contrasto tra la roccia biancastra, il verde intenso della foresta e l’acqua azzurro-turchese crea uno dei paesaggi più apprezzai e fotografati del Laos. Sul lato della cascata, parte un sentiero più ripido che permette di risalire verso la sommità, ma non si tratta più di una passeggiata: il terreno può essere fangoso, irregolare e scivoloso, soprattutto dopo la pioggia, e noi, dopo un timido tentativo, abbiamo evitato. Facciamo anche un lungo bagno rinfrescante alle piscine inferiori sotto i salti della cascata. Per la visita bisogna considerare un durata di almeno 3ore + 2 di viaggio A/R. Per il pranzo, per il sopravvenire di una lieve pioggerellina, ci rifugiamo in uno dei piccoli ristoranti situati all’entrata del Parco. Mangiamo molto bene nonostante l’aspetto non accattivante. Entro meno di 1 ora ritorna il sole e riprendiamo gli scooter per il ritorno. Sulla strada ci fermiamo al Buffalo Ice Cream e Cafè (9:30–17:30), presso la fattoria Laos Buffalo Dairy. ove in un ambiente rurale con maiali, bufali e conigli, si può gustare un ottimo gelato fatto con latte di bufala. Assaggiamo anche un caffè luwak al L.P. Civet Coffe. Prima di tornare in Hotel ci fermiamo per una breve sosta al Wat Pa Phon Phaoe, un tempio particolarmente interessante per la sua architettura e per la posizione panoramica immersa nel verde. Situato su una collina coperta da vegetazione, il tempio appare come un enorme stupa dorato circolare dalla forma che ricorda una campana, sormontata da una guglia. Gli interni ove predominano l’oro, il rosso e l’arancione, sono riccamente decorati con dipinti murali, immagini del Buddha e motivi religiosi e floreali. Nel tardo pomeriggio ci dedichiamo al relax-gioco in piscina. In serata facciamo un giro in scooter della penisola storica e una passeggiata sulla vivace Sisavangvong Road. e Sakkaline Rd, fermandoci al ristorante B82 Bar Luang Prabang, un locale moderno e accogliente situato nel cuore della Città Vecchia che offre drink, buon cibo con ottimo rapporto qualità/prezzo e un’atmosfera rilassata con musica di sottofondo e tanta cortesia dello staff. E’opportuno anticiparsi e cenare sempre prima delle 21, dal momento che i ristoranti laotiani chiudono al max per le 22.

11° giorno: Esplorando i dintorni di Luang Prabang: dai templi rurali al fascino senza tempo di Pak Ou Caves e del villaggio del whisky Ban Xang Hai

Giornata nuvolosa, senza pioggia. Ci alziamo verso le 7 e dopo superba colazione al Daluaba, riprendiamo gli scooter in direzione nord-est verso il distretto di Pak Ou (30km, 1h circa). La strada che decorre lungo il Mekong, presenta un primo tratto ove si incontrano ponti, villaggi tradizionali, risaie, templi, mercati, vegetazione tropicale e un secondo tratto “piu” urbano”, abbastanza dissestato e molto meno gradevole per la presenza di polvere e buche e per il passaggio costante di veicoli pesanti. Lungo il Mekong si notano anche diverse riserve visitabili per elefanti Come prima tappa ci fermiamo per una camminata lungo l’Old French Bridge, è uno dei ponti più caratteristici di Luang Prabang che attraversa il fiume Nam Khan, collegando le due sponde della città. Si tratta di una struttura metallica di epoca coloniale con un piano in legno, utilizzata soprattutto da pedoni, biciclette e motorini. Il suo fascino non sta tanto nell’eleganza architettonica, quanto nell’atmosfera autentica e un po’ avventurosa. Camminando sul ponte si sentono le assi di legno sotto i piedi e si attraversa il fiume in un ambiente aperto, sospeso e panoramico. Il panorama è uno dei più scenografici della città con le colline ricoperte da vegetazione tropicale, il corso del fiume colore ocra, le abitazioni tradizionali, la sagoma dorata del Wat Pa Phon Phao, il tempio buddhista sulla collina, immerso nella foresta. Appena oltre il ponte, facciamo una breve sosta al Wat Taohai, tranquillo ed autentico tempio buddista di quartiere con architettura tradizionale e decorazioni narrative, poi al Wat Phan Luang, un piccolo e curato tempio buddhista del XVIII-XIX secolo, pieno di palme ed alberi, caratterizzato da un bel portale d’ingresso, una Sala Principale con tetto multilivello e facciata lignea intarsiata rosso-dorata, un chedi, piccoli padiglioni ed edifici monastici. Nel tempio notiamo un alto numero di monaci, bambini e ragazzi, dediti a lavori di manutenzione. I monaci ci spiegano che questo tempio è molto più di un luogo di culto: è una vera e propria comunità di accoglienza per ragazzi provenienti da famiglie disagiate. I monaci offrono loro istruzione e alloggio trasformando il sito in un faro di speranza per il territorio. Lasciamo una piccola donazione e ripartiamo. Segue il Wat Pa Kha Xayaram, piccolo tempio immerso nel verde, isolato e decadente, caratterizzato da un bel santuario principale, decorazioni buddhiste e da spazi dedicati alla vita della comunità monastica. Nei paraggi del tempio si può percorrere una curata e silenziosa stradina lungo fiume, pedonale e alberata, che permette di osservare le abitazioni della penisola storica di Luang Prabang dall’altra sponda del fiume Nam Khan. Dopo una rigenerante passeggiata ritorniamo agli scooter e ci fermiamo al successivo tempio: il Wat Phon Sa-At PhattiyaMoungkhoun, interessante soprattutto per la sua atmosfera tranquilla, la posizione panoramica sul fiume, la presenza di un notevole stupa dorato, di decorati edifici religiosi e di alcune tombe. Attraversiamo il villaggio dell’artigianato Ban Xang Khong, una vera e propria comunità di artigiani dove le tecniche manifatturiere vengono tramandate di generazione in generazione. Il villaggio è rinomato in tutto il Paese per la produzione della carta saa e per la tessitura tradizionale della seta e del cotone. La famosa carta artigianale laotiana “sa paper” è prodotta a mano con corteccia e fibre dell’albero di gelso, e decorata con fiori, foglie o motivi naturali. Tale carta è molto usata per biglietti, lanterne, quaderni, decorazioni, dipinti, ombrelli, ventagli e souvenir vari .Passeggiando per i laboratori, si possono osservare gli artigiani mentre stendono la polpa su telai e la decorano con fiori freschi e foglie pressate. Passeggiando per il villaggio è inoltre possibile ancora sentire il ritmico rumore dei telai in legno posizionati sotto le tradizionali case su palafitte ove gli artigiani utilizzano tinture naturali ricavate da piante, spezie e cortecce per colorare i filati, creando sciarpe, runner e i tradizionali sinh (le gonne laotiane). Nel villaggio incontriamo anche un autentico mercato di frutta, verdure e pesce. I laboratori di produzione e negozi della carta Saa sono diversi. Al ritorno ci fermeremo al Xangkhong Posa Weaving and Paper Handicraft Village, dove faremo quasi tutti i nostri acquisti legati al Laos. Molto interessante è il tempio del villaggio Wat Xiengleck. Il Wat Xieng Lek è un affascinante ed antico tempio di quartiere situato 3 km a nord di Luang Prabang, sulla sponda opposta del fiume Nam Khan. A differenza dei santuari più affollati della città vecchia, questo tempio offre un’atmosfera autentica e serena, inserendosi perfettamente in un contesto di artigianato locale. Il complesso comprende scalinate di entrata con sculture Naga, uno incantevole portale di ingresso, una decoratissima Sala principale con facciata di legno intarsiato rivestito in foglia d’oro su fondo rosso laccato, un imponente chedi dorato, un bel panorama. Proseguiamo lungo il secondo tratto di strada precedentemente citato, parallelo al fiume Mekong, fino alla deviazione per il distretto di Pak Ou, quando ricompaiono, villaggi, templi, vegetazione tropicale e punti panoramici. Attraversiamo il villaggio Ban Xang Hai (che visiteremo al ritorno) e raggiungiamo il villaggio di Pak Ou per la visita delle Pak Ou Caves (8-17, 30000kip ingresso+10000kip trasporto su barca a persona). Una volta parcheggiato gli scooter nell’area apposita, ci dirigiamo verso il fiume ove sostano alcune barche turistiche. Compriamo il biglietto di ingresso ed il biglietto per la barca necessaria all’attraversamento del fiume, dal momento che le grotte sono situate sull’altra sponda del Mekong. Durante il passaggio del fiume si percorre lentamente il Mekong, circondati da montagne verdi, pareti rocciose e piccoli villaggi che nell’insieme creano paesaggi unici. Le Grotte di Pak Ou rappresentano uno dei siti spirituali più affascinanti e iconici di tutto il Laos, situate in un punto spettacolare dove il fiume Nam Ou si getta nel maestoso Mekong. Queste cavità calcaree sono famose in tutto il mondo perché ospitano un’incredibile collezione di oltre 4.000 statue di Buddha di ogni dimensione, stile e materiale, lasciate nel corso dei secoli dai fedeli e dai pellegrini locali. Il complesso si divide in due grotte principali, ognuna con un’atmosfera unica: 1) Tham Ting (La Grotta Inferiore), è la prima grotta che si incontra sbarcando con la barca ed è la più luminosa e fotografata. Essendo esposta alla luce naturale del sole, lo sguardo viene subito catturato da centinaia di statuette dorate di Buddha che si affollano su ripiani, sporgenze rocciose e altari naturali improvvisati nella pietra. Vedere migliaia di statuette di Buddha accatastate nei secoli, una accanto all’altra, genera una sensazione di totale stupore e di pace; 2) Tham Phum (La Grotta Superiore), è la seconda grotta, raggiungibile mediante una breve ma ripida scalinata, di circa 300 gradini, immersa nella vegetazione. Arrivati in cima alla scalinata, ci si trova davanti a un imponente portale in legno finemente intagliato, di colore rosso con decorazioni dorate. È una vera e propria porta del tempo: i suoi dettagli artigianali introducono con solennità all’oscurità della grotta. A differenza della prima, questa grotta è profonda, buia e avvolta in un silenzio mistico. Al suo interno sono custodite le statue più antiche e un altare principale dove l’aria profuma ancora dell’incenso bruciato dai fedeli, regalando un’esperienza quasi esoterica e di profonda sacralità. Conclusa la visita, lungo il cammino facciamo un incontro del tutto inaspettato: una guida laotiana locale accompagnata da due splendidi elefanti che ci invita a unirci a loro per una passeggiata nella foresta. Senza pensarci due volte, ci inoltriamo nel cuore della vegetazione per circa un’ora, camminando fianco a fianco con questi giganti buoni, osservandoli mangiare rami e foglie nel loro habitat naturale. Sulla via del ritorno ci fermiamo al villaggio tradizionale di Ban Xang Hai, famoso per la produzione di distillati locali. Nel cosiddetto Whisky Village, situato lungo il Mekong, si può osservare la produzione tradizionale del Lao-Lao, il distillato di riso locale. Nel villaggio sono presenti diversi produttori e numerosi negozi che vendono il distillato, talora con serpenti, scorpioni o altri animali infusi. secondo i dettami della medicina tradizionale dell’Asia sud-orientale secondo cui al distillato vengono attribuite proprietà di forza, vitalità e vigore. Comprare whisky è comunque un rischio se si viaggia in treno, dal momento che sulla nuova linea cinese, tali prodotti potrebbero essere confiscati. Noi siamo stati “fortunati” e siamo riusciti a by-passare i controlli. Nel villaggio abbondano anche bancarelle di artigianato e di tessuti. E’ consigliabile immergersi nell’atmosfera rurale del villaggio che vive di agricoltura, pesca e artigianato, passeggiando lentamente tra le case e le botteghe, osservando la vita quotidiana lungo il fiume e nel suo tempio Wat Xang Hai, un piccolo sito buddista con statue, altari ed edifici riccamente colorati e decorati. La cosa più interessante della visita non è però un singolo monumento, quanto la sensazione di trovarsi in un vero villaggio laotiano, lontano dal turismo di massa. Dopo diversi acquisti al Xangkhong Posa Weaving and Paper Handicraft Village, ripassiamo per l’Old French Bridge e torniamo a Luang Prabang. Ci fermiamo a mangiare al ristorante Dara Khemkhong, situato sulla via panoramica Khem Kong che costeggia il fiume Mekong. Il punto di forza del ristorante è senza dubbio la sua terrazza rialzata all’aperto affacciata sul fiume. L’atmosfera è autentica, informale e rilassante, il rapporto qualità/prezzo ottimale, la cucina buona con piatti locali e continentali. Attendiamo la sera giocando e rilassandoci nella piscina dell’hotel. Riprendiamo gli scooter di sera e ceniamo a Il Tavolo, accogliente ristorante di cucina italiana, situato in un vicolo tranquillo del centro storico, proprio sul bordo del fiume Nam Kham.

12° giorno: L’ultimo sguardo a Luang Prabang e l’arrivo a Vang Vieng tra fiume, grotte e giganti di pietra

Un cielo grigio e una pioggerellina sottile, quasi impalpabile, avvolgono il primo mattino di Luang Prabang in un’atmosfera sospesa e malinconica. In solitaria, con scooter ed impermeabile, visito tre siti completamente diversi di questa splendida cittadina. La prima tappa in scooter mi porta verso sud, lungo le sponde del Mekong, fino al Wat Pha Bat Tai. Questo tempio è un affascinante unicum a Luang Prabang per la sua forte influenza vietnamita e cinese, evidente nei tetti decorati con draghi e nelle lanterne colorate. Il profilo del tempio è immediatamente riconoscibile per una pittoresca successione di guglie dorate in stile pagoda e tetti dai colori vivaci. La Sala dell’Ordinazione è decorata con vistosi affreschi e guardiani mitologici dai colori rosso e oro con draghi che adornano le balaustre e i tetti. Il monastero si estende su più livelli verso il letto del fiume e ospita diversi elementi sacri di rilievo: due imponte del Buddha racchiuse rispettivamente in una grotta-santuario (raggiungibile scendendo una scalinata e considerata dai devoti molto realistica) e in una struttura monumentale situata nei giardini del tempio, la Statua del Buddha Disteso, il Buddha Dorato Gigante rivolto verso le acque del fiume Mekong e Stupa Funerari. I gradini che scendono dal cortile portano a una spettacolare e silenziosa terrazza panoramica affacciata sul fiume, ideale per la meditazione. Accanto al tempio si può ammirare il monumento Kaysone Phomvihane Monument, posto al centro di un piccolo e curato parco con vista sul fiume Mekong. Nelle vicinanze del Wat Pha Bat Tai si trova il Phosy Market, il cuore pulsante e autentico della vita locale, situato fuori dal circuito puramente turistico. Sotto una sottile pioviggine, il mercato si è rivelato un labirinto coperto e straripante di energia, un rifugio perfetto per ripararsi dalla pioggia e per osservare da vicino la vera quotidianità laotiana Tra i banchi affollati si trova di tutto: spezie, verdure, frutta, fiori, pesce fresco del Mekong, articoli per la casa, articoli religiosi, alimenti secchi, abbigliamento, artigianato, ecc. Come ultima tappa torno nel centro storico e parcheggio lo scooter nei pressi del Wat Pa Phai (il “Tempio del Bosco di Bambù”). Questo piccolo santuario è un gioiello nascosto, intimo e prezioso. La pioggerellina accende i colori della sua straordinaria facciata, interamente ricoperta da affreschi dorati su fondo rosso che raccontano scene di vita classica laotiana e del Ramayana. Il silenzio nel cortile, interrotto solo dal picchiettare dell’acqua sulle foglie e sui tetti tradizionali a spiovente, rende la visita di questo tempio un momento di pura e magica contemplazione. Dopo solita ottima colazione in hotel, raggiungiamo con gli scooter Sakkaline Rd. Parcheggiamo in prossimità della Scuola Primaria e procediamo a piedi all’indietro in direzione Sisavangvong Road. L’edifico storico della scuola primaria statale di Luang Prabang (École Primaire Louang Prabang) è un celebre esempio di architettura coloniale francese. Risalente al 1921, i suoi tratti estetici distintivi includono: intonacatura color ocra/giallo pastello, porte e persiane verde smeraldo, alti soffitti, ampi porticati e grandi finestre. Ancora oggi l’edificio svolge la sua funzione originaria di scuola, ed è comune vedere i bambini laotiani nelle loro uniformi scolastiche giocare nel cortile esterno, offrendo uno spaccato di vita quotidiana unico tra le vie storiche. Alle 9-10 del mattino Sisavangvong Road ha ormai cambiato pelle. La quiete spirituale dell’alba lascia spazio a un’energia vibrante. Nonostante il grigio del cielo, la luce inizia a scaldare l’aria, i colori sono vividi, le botteghe artigiane completamente aperte e il profumo di spezie e caffè si diffonde lungo i marciapiedi coloniali. A quest’ora le splendide case coloniali francesi a due piani hanno le porte spalancate. Molte di esse ospitano botteghe, negozietti, boutique di artigianato tessile e gallerie che mantengono un’atmosfera rilassata con i pavimenti in legno scuro che scricchiolano sotto i piedi e la musica soffusa di sottofondo. Molto interessante e’ l’edificio del MandaLao Elephant Conservation, un’ associazione che si occupa della conservazione etica degli elefanti e che organizza escursioni guidate nella riserva. In prossimità del Mandalao Elephant Conservation si diparte un affascinante vicolo cieco moto-pedonale, noto come Heuan Chan Alley. Pur essendo piuttosto corto, è un concentrato perfetto della magica atmosfera di Luang Prabang. Il vicolo è pavimentato e fiancheggiato da maestosi alberi di Ficus e di Banyan storicamente diffusi nei cortili dei templi laotiani e nei giardini interni che costeggiano Heuan Chan Alley. Dagli alberi discendono delle spettacolari radici aeree sospese che creano una fitta e suggestiva tenda verticale di legno intrecciato. La luce del sole del mattino filtra attraverso queste radici, creando bellissimi giochi di ombre e un’atmosfera surreale. Lungo il vicolo si possono ammirare tante case tradizionali in legno tra cui la Khmu Spa & Massage, edifici residenziali e la Heuan Chan Heritage House. La Heuan Chan Heritage House è una magnifica dimora aristocratica su palafitte del XIX secolo, interamente realizzata in legno pregiato. Oltre ad ammirarne l’architettura esterna e le scale in legno, si puoì accedere al suo cortile per partecipare a laboratori culturali, visitare il piccolo museo etnografico e il suo rigoglioso giardino tropicale Qui si trova una deliziosa e silenziosa caffetteria all’aperto dove ci si può rilassare all’ombra delle palme e dei profumati alberi di frangipani. Alla fine del vicolo, superata la Heuan Chan Heritage House, ci si ritrova nel cortile del Wat Choum Khong Sourin Tharam. Questo tempio condivide persino alcuni dei suoi storici muretti con la casa museo ed è uno dei segreti meglio custoditi del centro storico. Il Wat Choum Khong è celebre per essere uno dei complessi monastici più verdi, fioriti e curati di Luang Prabang con piante di bouganville rosa e viola, grandi vasi di terracotta ove galleggiano fiori di loto, alberi tropicali, piccole fontane, che creano una quiete surreale. Prima di entrare nel santuario (costruito nel 1843), si notano due insolite e storiche statue di guardiani in stile cinese che fiancheggiano la porta principale. La Sala Principale presenta tetto multilivello, portali e facciate in legno finemente intagliato, rivestite di foglia d’oro su fondo laccato nero. I dettagli delle finestre in legno intagliato e i fregi brillano vividamente, offrendo uno sfondo fotografico straordinario e quasi privo di turisti a Sala custodisce la grande statua del Buddha seduto circondata da affreschi. Nel giardino sorgono ancora la Torre del Tamburo e della Campana, gli Stupa, il Kuti. Oltrepassato il Wat Choum Khong, con pochi passi ci si ricongiunge al vicino Wat Xieng Mouane, completando un micro-itinerario pedonale che permette di attraversare il blocco cittadino al riparo dai tuk-tuk e dal sole diretto. Il Wat Xieng Mouane è avvolto da una calma irreale senza praticamente turisti. La sala Principale colpisce per il tetto scuro a più livelli che si piega verso il basso come le ali protettive di un uccello, per la facciata anteriore e le finestre in legno intagliato con decorazioni intricate in foglia, per le pareti completamente coperte da affreschi. All’interno, il soffitto è un immenso cielo di legno laccato rosso, interamente trapunto di motivi geometrici in foglia d’oro,. La luce del mattino entra di taglio, illuminando i grandi pilastri scuri e il volto sereno del Buddha monumentale. Nel cortile pieno di verde e di alberi, si trovano diversi edifici storici ove giovani monaci novizi, in tunica zafferano, lavorano concentrati con gli scalpelli: questo tempio è anche una scuola d’arte per tramandare l’artigianato sacro. Ritorniamo in hotel per il check-out, consegniamo gli scooter al negozio di noleggio e ci trasferiamo con taxi fornito dall’hotel (250000 kip) alla stazione ferroviaria di Luang Prabang (<30min). Alle ore 12.30 prendiamo il treno per la tratta Luang Prabang-Vang-Vieng della durata di 1 ora. Una volta arrivati ci trasferiamo col taxi dalla piccola stazione ferroviaria al centro di Vang Vieng (circa 10minuti, 150000 kip). Alloggiamo per 2 notti (260euro con colazione) al , una meravigliosa struttura in stile coloniale, ubicata a ridosso del fiume Nam Song, a pochi minuti a piedi dalla zona centrale. Il punto di forza della struttura è il suo paesaggio da cartolina, un quadro naturale di rara bellezza. Il resort è immerso in un rigoglioso giardino tropicale, punteggiato da alberi secolari e profumati fiori di frangipani, al cui centro spicca una splendida piscina, con uno sfondo dominato dalle maestose rocce carsiche tipiche della regione. L’accoglienza è impeccabile grazie a uno staff gentilissimo e attento a ogni esigenza. Per il benessere degli ospiti sono disponibili una deliziosa Spa interna e camere dotate di ogni comfort. La struttura offre inoltre ottimi vantaggi per l’esplorazione: mette a disposizione biciclette gratuite per girare i dintorni e, proprio all’uscita della traversa del resort, si trova un comodissimo negozio per il noleggio di scooter. Ottima anche la cucina del ristorante interno e la colazione sul lungofiume di altissima qualità, superabbondante e varia. Dopo il check-in, noleggiamo 2 scooter per 2 giorni abbondanti (200000kip al giorno per 1 scooter) ed esploriamo un po’ la cittadina, i suoi ponti sul fiume Nam Song, le vie centrali, i suoi piccoli templi, i suoi scorci panoramici. Sulla destra dell’ingresso del Resort sono da percorrere i ponti Riverside Bridge e quello successivo Nam Song Motorcycle Bridge, tra le attrazioni più fotografate e iconiche della cittadina. Il primo si presenta come un affascinante ponte sospeso fortemente panoramico, sorretto da solidi cavi in acciaio rosso agganciati a piloni di supporto posizionati sulle sponde del fiume. Il piano è formato da assi di legno disposte in modo regolare e serrato. Il ponte rappresenta una vera e propria terrazza sul fiume, incorniciata dalle maestose pareti di roccia calcarea della regione; il secondo, strutturalmente simile al primo, presenta un aspetto più rustico e precario per la presenza di un piano con lunghe assi di legno, con fessure e spazi vuoti visibili tra una tavola e l’altra che lasciano intravedere il fiume sottostante. Attraversarlo a piedi o in scooter regala un brivido di pura avventura, dato che le assi scricchiolano e sobbalzano leggermente al passaggio dei mezzi. Lungo la strada centrale ci fermiamo al Wat Saysoumangkhararam, una delle gemme spirituali di Vang Vieng che colpisce immediatamente l’occhio per la sua esplosione di colori accesi e le sue imponenti sculture. Il tratto distintivo e più fotografato del tempio è una gigantesca statua di Buddha seduto in posizione meditativa, dalle tonalità giallo-verdi, che svetta maestosa oltre il muro di cinta del tempio. Ai lati della scalinata per la statua si trovano delle bellissime e variopinte sculture di Naga ricche di intagli rossi e dorati che creano un forte impatto cromatico. L’edificio principale presenta tetti spioventi a più livelli, pilastri decorati e dettagliati intagli in legno rosso, verde e oro. All’interno, le pareti sono ricoperte da vivaci murales. Il cortile è disseminato di sculture uniche e a tratti bizzarre, legate al folklore popolare e alla mitologia buddista locale oltre ad una torre a tamburo. Nonostante la sua bellezza, il Wat Saysoumangkhararam è un tempio attivo estremamente tranquillo e silenzioso, preservato dal turismo di massa. Dopo la visita attraversiamo il fiume Nam Song mediante un altro bel ponte, il Nam Xong Bridge per poi raggiungere il Tham None Park (8-17, 20000kip ingresso e Angel Cave + 40000 Tubing Cave), una spettacolare riserva naturale situata 4km a nord di Vang Vieng, Il sito comprende 4 attrazioni: Namsong Blue Bridge (Khoua See Fa Tham Non), Angel Cave (Tham Nang Fa), Tham None e Phar Norn Viewpoint. La giornata è uggiosa con brevi ma intensi scrosci d’acqua, ma questo non fa altro che aumentare la spettacolarità primordiale del luogo. Una volta raggiunto il sito, prima dell’ingresso vero e proprio si attraversa il Namsong Blue Bridge, un imponente ponte pedonale, di 110metri, di colore azzurro, sospeso sul fiume Nam Song. Il fiume, in piena e di un intenso color ocra, scorre impetuoso insinuandosi con rapide fragorose tra ripide pareti rocciose di origine carsica e una fitta vegetazione tropicale. La vista che si gode da questa passerella sospesa è un paesaggio naturale indimenticabile. A rendere tutto ancora più magico è il fatto di essere praticamente da soli: un intero spettacolo della natura a nostra completa disposizione, nel silenzio interrotto solo dal rumore della pioggia e dello scorrere del fiume. Dopo i biglietti e l’ingresso raggiungiamo dopo una breve sentiero nel verde, l’Angel Cave, una grotta calcarea caratterizzata da grandi sale sotterranee e spettacolari formazioni di stalattiti e stalagmiti. che ricordano spesso figure e creature mitologiche (da cui il nome di Grotta dell’Angelo). Il percorso, attrezzato con passerelle e scale, si illumina progressivamente con i passi, grazie a luci colorate dotate di sensore. Le sale e le formazioni rocciose così illuminate creano un’atmosfera suggestiva, fiabesca. Si esce per un breve tratto all’esterno tra massi enormi e alberi imponenti che coprono il cielo, sotto una pioggia insistente. Poi si rientra lungo una nuova galleria sotterranea bassa e stretta, prima di uscire definitivamente. L’esperienza è di quelle forti ed avventurose come ancor più particolare sarà la successiva. In solitaria procedo alla visita della grotta acquatica sotterranea Tham None. Prima di raggiungere il corso d’acqua, lo staff del parco fornisce una borsa impermeabile per i propri effetti personali, una camera d’aria nera gonfia e una torcia frontale. Ci si immerge semiseduto sul gonfiabile e si entra nella grotta sotterranea al buio pressochè totale. Una corda tesa sott’acqua aiuta nella spinta in avanti ed è di enorme aiuto perchè la corrente è abbastanza forte. Dopo una decina di minuti nel buio pesto, il gonfiabile tocca qualcosa e la lucina sulla fonte permette di accorgersi di aver toccato terra. Si scende dal gonfiabile e si procede sulla terra, a piedi, a tentoni, lungo una caverna afosa, nebbiosa per l’altissima umidità e completamente buia. Alla fine della grotta, si intravede uno bacino d’acqua. Si riscende nell’acqua e si percorre a piedi un breve tratto con l’acqua che arriva al torace, poi si risale sulla terra si continua per un nuovo tratto di grotta sotterranea prima di guadagnare l’uscita e l’agoniata luce. L’esperienza è incredibile, specie se fatta con brutto tempo e praticamente senza turisti, ed è una vera e propria sfida contro i propri limiti e paure. In solitaria cerco di raggiungere anche l’ultima attrazione: il Phar Norn Viewpoint, una terrazza panoramica, situata su una delle cime dei rilievi carsici del Parco. Il percorso però, lungo, ripido ed estremamente scivoloso (per la pioggia), è questa volta proibitivo e mi costringe alla resa nonostante il buon tratto percorso. La durata della visita è di almeno 2-3ore da aumentare se si vuole visitare anche il viewpoint. Attraversiamo l’ Angel Restuarunt e nuovamente il Blue Bridge, poi riprendiamo gli scooter per tornare in hotel. Intanto ritorna il bel tempo. Dopo una giornata passata ad esplorare grotte e sentieri, l’appuntamento fisso è a bordo piscina, con lo sguardo fisso sulle rocce carsiche che si tingono di rosa al tramonto. Ci dedichiamo al relax-gioco in attesa della serata. Dopo doccia rigenerante raggiungiamo con gli scooter la vivace zona centrale di Vang Vieng. Facciamo una breve sosta ai due templi del centro cittadino: Wat Kang e Wat That. Wat Khang rappresenta un perfetto esempio di tempio laotiano autentico e rurale, con un’atmosfera di pace assoluta, lontano dal turismo di massa. Il cortile del tempio ospita due imponenti statue sacre protette da coperture: una grande statua del Buddha in meditazione e una del Buddha disteso, oltre a quattro sculture più piccole. Si ammirano la Sala delle Ordinazioni con ricche decorazioni esterne ed interni ricoperti da dipinti e murales religiosi, la Torre a Tamburo e il piccolo chedi in pietra. Il Wat That, situato poco più a nord rispetto al Wat Kang, è uno dei templi più antichi nel cuore di Vang Vieng. questo complesso monastico colpisce per la sua atmosfera di profonda quiete e per la bellezza architettonica classica laotiana con il Grande Stupa (Chedi) in pietra del cortile, la sala principale molto decorata, le diverse statue sacre in meditazione immerse in un curato giardino tropicale. Ceniamo al Sanaxay Restaurant, un ristorante molto frequentato del centro di Vang Vieng. Si tratta di una tipica trattoria laotiana dall’atmosfera informale e senza fronzoli, con ottimo rapporto qualità/prezzo, che offre un menù estremamente vasto che spazia dalla cucina tradizionale laotiana ai classici piatti tailandesi con qualche scelta continentale. Dopo mangiato esploriamo l’interessante Night Market. Il Vang Vieng Night Market (18-00) è il cuore pulsante delle serate in città. Pur essendo decisamente più piccolo e intimo rispetto ai mercati di Luang Prabang o Vientiane, rappresenta una tappa imperdibile per concludere la giornata tra street food economico (spiedini alla griglia di carne, pesce e verdure, frullati di frutta fresca, crepe dolci e panini), souvenir (abbigliamento, accessori, artigianato locale, spezie, tè, caffè) e un’atmosfera pittoresca. È altamente consigliabile portare banconote di piccolo taglio e contrattare. Terminiamo la serata con un buon massaggio nelle vicinanze del ristorante al Laos Massage.

13° giorno: L’incanto di Vang Vieng: tra la magia di Tham Chang, la sfida del Nam Xay e il relax del Blue Lagoon

Giornata grigia con frequenti e brevi piovaschi pomeridiani. Il fruscio del fiume Nam Song accompagna il risveglio al Riverside Boutique Resort. Aprire le grandi porte della camera e trovarsi davanti al profilo monumentale e calcareo delle montagne di Vang Vieng, avvolte dalla nebbia del mattino, toglie il fiato. Dopo ottima e varia colazione sullo splendido terrazzo del ristorante del resort (Restaurant du Crabe d’Or), prendiamo gli scooter e visitiamo, a 500metri di distanza dal Riverside, il Vieng Tara Vang Vieng Resort, celebre per il suo meraviglioso paesaggio naturale, tipico del Laos rurale. Il resort è infatti immerso in verdeggianti campi di riso circondati sullo sfondo dalle montagne carsiche tipiche di Vang Vieng, e attraversati da passerelle in legno che collegano i vari bungalow. Percorriamo le passerelle immerse in questo scenario davvero suggestivo, scattando tante foto e consumando un caffè. Indi raggiungiamo con gli scooter il vicino sito Tham Chang Cave (8-18, 20000kip), distante appena un km dal centro di Vang Vieng. Si tratta di una parco naturale con rilievi carsici, grotte, foresta tropicale e piscina naturale. La principale attrazione è la grotta Tham Chang, una delle più belle e famose dell’area. Per raggiungerla si percorre un panoramico ponte pedonale sul fiume Nam Song, poi un tratto pianeggiante immerso nel verde, che si sviluppa lungo un’ ampia piscina naturale di acqua turchese, attrezzata per la balneazione, comunicante col fiume mediante un piccolo salto, un ristorante, una piccola cascata e vasti spazi verdi. Segue una breve ma ripida scalinata di 146 gradini. Una volta dentro la grotta, l’ambiente è fresco e suggestivo: il percorso è abbastanza semplice, costituito da passerelle e gradini in cemento, con ringhiere ed illuminazione. La grotta si sviluppa su due livelli, con diverse spettacolari camere con pareti calcaree ricoperte da stalattiti e stalagmiti. La durata della visita del Parco è di circa 2h (da allungare in caso di bagno e tuffi). Riprendiamo gli scooter in direzione ovest per Nam Xay Viewpoint (6-18, 10000kip) distante 7km e circa 20minuti da Vang Vieng e poi per il vicino Blue Lagoon 1. La zona ad ovest di Vang Vieng è ricca di rilievi carsici, foreste, risaie, sentieri di trekking , punti panoramici (Pha Ngern Silver Cliff View Point, Silver Cliff Viewpoint One, Big Pha Ngern View Point Top, Nam Xay Viewpoint, Phapoungkham Viewpoint, ecc..), grotte (Num Bor Keo Cave, Khan Kham Cave, Tham Poukham Cave, Phapoungkham Cave, ecc..), piscine naturali (Blue Lagoon 1, 2, 3, ecc…) e siti per il decollo di mongolfiere, con una possibilità di attivita pressochè infinita. Nam Xay Viewpoint (8-18, 10000kip) è uno dei punti panoramici più spettacolari di Vang Vieng e quello probabilmente più impegnativo da raggiungere. Il sentiero è infatti breve ma molto ripido, fatto da gradini di roccia, tratti scoscesi di terra, radici e scale di legno, con corrimano in legno ed appigli in bambù. Durante la stagione delle pioggie il sentiero è estremamente scivoloso e il percorso diviene molto faticoso, ai limiti dell’estenuante. Sotto l’umidità estrema della foresta, si usano più le mani e le braccia sui corrimani per saltare i gradini, piuttosto che i piedi per appoggiarsi. Ogni passo è un’avventura, sia in salita che in discesa; talora si rimane bloccati, quasi sospesi, senza sapere se andare avanti o indietro. Ciononostante raggiungo la cima con estrema fatica. Dalla cima si apre una spettacolare vista panoramica a 360° su tutta la valle, con le risaie sottostanti e le montagne carsiche circostanti coperte dalla lussureggiante foresta tropicale. In cima, sui due punti più panoramici, sono state installate due motociclette divenute il simbolo del luogo e una delle fotografie più caratteristiche dell’escursione. La durata della visita è di circa 1,5h (30min per salire, 20-30minuti per scendere e 30minuti per godersi il panorama). Alla base mi aspetta il resto della famiglia, seduto comodamente al tavolino di un bar, in modalità decisamente relax, già al secondo smoothie e gelato. Sommerso nel sudore e completamente macchiato di terra rossa, riesco a ripulirmi un poco grazie ad una fontanella appositamente posizionata alla base del percorso. Ripresa parzialmente l’energia con uno smoothie al mango, ci dirigiamo con gli scooter al vicino Blue Lagoon 1. Il Blue Lagoon (8-17.30/18, 20000kip) è la più famosa e turistica delle lagune di Vang Vieng. E’ una riserva con una splendida piscina naturale verde-turchese incastonata tra la vegetazione e le spettacolari montagne calcaree di Vang Vieng. Diverse piccole palafitte coperte sono state allestite sull’erba in caso di pioggia. Vi sono anche dei piccoli ristoranti con minute cabanas per stare all’aperto ma coperti. La laguna si trova ai piedi della Tham Phu Kham Cave, una grotta piuttosto buia, contenente una grande statua di Buddha sdraiato, raggiungibile attraverso un sentiero di trekking abbastanza impegnativo. Pranziamo discretamente in uno dei ristoranti a conduzione familiare della laguna. Quindi ci dedichiamo al bagno e ai tuffi in quell’acqua limpida ed incontaminata, resa ancor più bella dai frequenti scrosci di pioggia del pomeriggio che rendono il paesaggio ancor più vivido e spettacolare. Riprendiamo gli scooter e torniamo nel Resort dove ci dedichiamo al relax gioco in piscina in attesa della sera. Di sera ci sorprende un black-out totale dell’elettricità che si risolverà solo all’alba. I ristoranti continuano, nonostante l’inconveniente, ad accogliere le persone. Ceniamo al Green Restaurant, situato in una stradina interna di Vang Vieng ricca di ristorantini affacciati sul fiume Nam Song. Il ristorante-pizzeria, molto frequentato anche dagli occidentali, offre una vasta scelta di cibi locali, thailandesi ed europei con ottimo rapporto qualità/prezzo. Ceniamo avvolti nel buio più profondo, con la sola luce tremolante delle candele a illuminare il nostro tavolo sulla terrazza del ristorante. Mentre gustiamo del cibo davvero delizioso, lo sguardo si perde verso un cielo scurissimo, acceso di tanto in tanto dal bagliore improvviso e silenzioso di sporadici lampi in lontananza.

14° giorno: Oltre il Mekong: dal fascino rurale di Ban Pha Tang al cuore di Bangkok

Giornata grigia senza pioggia. Di buon mattino (ore 6), in solitaria mi dirigo in direzione nord, verso il villaggio Ban Pha Tang , distante 20km (40min), a nord di Vang Vieng. La strada a nord di Vang Vieng, dopo il Tham None Park, già visitato, è piena di buche e voragini, dissestata e polverosa, solcata da innumerevoli mezzi pesanti. Dopo aver superato la Grotta acquatica di Tham Nam (8-17, 40000 kip), che non visiterò per mancanza di tempo, il paesaggio finalmente cambia; ricompaiono i rilievi carsici coperti dalle nuvole, gli scorci panoramici sul fiume, i villaggi e le risaie. Il villaggio Ban Pha Tang è fuori dai circuiti turistici ed è indicato per chi desidera spingersi oltre, verso un Laos più rurale ed autentico. Il Ban Pha Tang è un piccolo villaggio rurale esteso sulle rive del fiume Nam Song, particolarmente suggestivo per la presenza della grande parete calcarea di Pha Tang, che domina il paesaggio. Il ponte omonimo sul fiume offre uno dei punti scenografici migliori del Laos con il fiume ocra, la foresta e le rocce carsiche sullo sfondo. Procedo all’esplorazione del villaggio fino al tempio Wat Pho Karm Chai Mong Kol, un luogo semplice, poco turistico, ma affascinante, posto su una altura collinare panoramica. Le strutture del tempio, molto colorate e decorate, comprendono una Sala principale, piccoli santuari e altari, uno stupa/chedi, diverse statue dorate di Buddha e piccoli edifici monastici. Dal tempio e dai suoi dintorni si apre una vista sublime sul fiume, sulle abitazioni tradizionali del villaggio e sulle montagne calcaree coperte dalle foreste. Dopo la visita ritorno al Resort per la colazione in famiglia. Come il mattino precedente, la colazione sulla terrazza del ristorante dell’hotel, Restaurant du Crabe d’Or, si rivela un vero e proprio banchetto, così abbondante e varia da ricordare quasi un pranzo, ma con una qualità dei prodotti davvero eccellente. Il tavolo si riempie di colori e profumi: croissant, pancake, waffle, vasetti di cioccolata e di marmellata fatta in casa, torte, yogurt, cereali, frutta fresca, frutta secca, caffè, cappuccino, succhi freschissimi di frutta tropicale (oltre ai classici di mango e anguria, spicca il delizioso succo di avocado), uova, omelette, salumi, formaggi, zuppa di noocles, riso e noodle saltati. Dopo colazione, facciamo un ultimo giro con scooter della cittadina, raggiungiamo il Green Restaurant per ordinare cotolette e patatine da portare per nostra figlia, da consumare sul treno. Esploriamo alcuni caratteristici ristoranti panoramici contigui come il Golden Bamboo Restaurant, il Nam Song Garden Cafe & Bar e il Ban Lao Coffee. Procediamo alla consegna degli scooter, al check out ed al trasferimento con taxi alla stazione ferroviaria di Vang Vieng (<6km, 15minuti, 150000kip). Alle ore 13.38 ci trasferiamo a Vientiane per una durata del viaggio <1h. Con un taxi, dalla stazione dei treni di Vientiane raggiungiamo l’ufficio immigrazione laotiano (Thanaleng Border Crossing) per il visto di uscita dal Laos. La distanza è di 22km per circa 35minuti d’auto (200000kip). Dopo il congedo, acquistiamo il biglietto per l’attraversamento del Primo Ponte dell’Amicizia Thai-Laos (20000kip) e ci ritroviamo davanti all’ ufficio immigrazione thailandese (Nong Khai Border Checkpoint), per il visto in entrata nel Paese. E’ necessario compilare il visto dei vari membri della famiglia, on line, sul sito ufficiale TDAC, ed è altamente consigliabile fare questa operazione in anticipo, al fine di non andare in confusione e di ridurre notevolmente i tempi. Dopo aver conseguito il visto, appena fuori l’area immigrazione, riprendiamo un taxi per trasferirci alla Stazione ferroviaria di Nong Khai (<2km, 5-10minuti, 100bath). Una volta in stazione compriamo qualcosa da mangiare come porzioni di riso con gamberetti e patatine, e attendiamo il treno notturno Nong Khai-Bangkok (19.40-5.40AM). All’arrivo, ci sistemiamo in cuccetta, consumiamo i pasti e ci addormentiamo.

15°-16° giorno: Tra sacralità e benessere: lo splendore del Wat Pho e la magia del massaggio thailandese

Trasferimento con taxi dalla stazione ferroviaria all’ hotel Procediamo con check-in alle ore 6AM. Paghiamo per check out tardivo alle ore 17.30. Dopo doccia e riposo ci dirigiamo a piedi verso Wat Po (circa 30 min, <2km). Lungo la strada visitiamo il Wat Ratchabophit Sathitmahasimaram Ratchaworawihan (6-18, gratuito), un magnifico tempio buddista situato vicino al Grande Tempio del Buddha di Smeraldo e al Wat Pho. Edificato nel 1869 il tempio rinomato per essere un’oasi di straordinaria serenità, notevolmente meno affollata rispetto ad altri templi di Bangkok. La struttura esterna rispecchia fedelmente la raffinata architettura tradizionale Thai con mosaici dorati e ceramiche Benjarong, mentre l’interno dell’edificio principale stupisce per le forti influenze europee con soffitti a cassettoni dipinti, vetrate colorate, pilastri decorati e pavimenti in marmo importati direttamente dall’Italia. A differenza della classica pianta lineare, la sala dell’ordinazione e la sala di preghiera sono collegate da un caratteristico cortile ad anello. Al centro di questo chiostro circolare si erge un imponente Chedi dorato alto 43 metri, sormontato da una sfera d’oro e rivestito da lucenti piastrelle dorate, che custodisce una reliquia del Buddha. Le imponenti porte d’ingresso, alte 3 metri, vantano intarsi in madreperla di altissimo pregio artistico. Nella sezione occidentale del sito sorge un tranquillo cimitero monumentale che ospita i monumenti funerari e le ceneri dei membri più stretti della famiglia reale di Rama V. L’altare custodisce la venerata statua del Phra Phuttha Angkhiras, alla cui base sono racchiuse le ceneri di diversi sovrani. Proseguiamo in direzione Wat Po attraversando il parco comunale Sarandom Park e il Wat Ratchapradit Sathit Mahasimaram (8-18, gratuito), tempio che si distingue per le sue dimensioni ridotte e per la sua raffinata eleganza legata alla presenza di marmi e di pannelli di legno intarsiati con madreperla, realizzati da artigiani giapponesi. L’edificio principale è rinomato per la sua splendida facciata decorata con mattonelle di marmo grigio importate dall’Italia. All’interno della sala, le pareti sono completamente coperte da magnifici murales. Nel complesso si trovano chedi bianchi, un chedi grigio marmoreo, vari edifici monastici. Il Wat Po (8.30-19.30, 300 bath a persona) e uno dei templi buddhisti più importanti e antichi di Bangkok, un grande complesso religioso, artistico e culturale strettamente legato alla storia della Thailandia. Dopo l’ingresso si ammirano le mura perimetrali e le decorazioni in ceramica. Proseguendo si incontra la Phra Maha Chedi Si Rajakarn, area delimitata da un muro decorato in stile thai-cinese, con cancelli, ceramiche colorate e elementi decorativi cinesi, contenente quattro grandi chedi, alti circa 42 metri, ricoperti da mosaici di ceramica colorata (verde, bianco, giallo e blu scuro dedicati a quattro re della dinastia Chakri). Da qui si puo’ entrare nelle gallerie coperte concentriche (Phra Rabieng) che circondano il cortile centrale. Esse collegano i 4 vihara principali e contengono centinaia di Buddha. Si giunge quindi al Phra Ubosot o sala di ordinazione, un edificio riccamente decorato con tetto thailandese a più livelli, frontoni elaborati, porte in legno intarsiate di madreperla, pitture murali e una grande statua del Buddha seduto in meditazione su un alto piedistallo a tre livelli. Seguono i quattro vihara disposti secondo i punti cardinali, quattro edifici uguali che custodiscono pitture murali e statue del Buddha associate a differenti episodi e rappresentazioni della tradizione buddhista. Continuando a camminare si incontrano piccoli padiglioni aperti (come Phra Mondop e Sala Rai) e numerose lastre di pietra incise contenenti conoscenze di medicina tradizionale, massaggio thailandese, letteratura, religione, storia, astronomia e cultura generale. E infine, finalmente, si raggiunge il Vihara Principale, la sala del culto, una struttura lunga e relativamente stretta, con un grande tetto thailandese sovrapposto e con pareti completamente decorate con pitture murali. Tale sala è stata concepita per contenere e valorizzare il Buddha sdraiato (Phra Buddha Saiyas), una gigantesca statua in mattoni e stucco, ricoperta da una raffinata doratura laccata, lunga 46 metri e alta 15 metri. Il Buddha è raffigurato sdraiato sul fianco destro, nella posizione del momento del parinirvana, cioè al passaggio dalla vita terrena alla liberazione definitiva. Le piante dei piedi sono forse la parte più spettacolare, decorate con raffinati intarsi in madreperla che rappresentano 108 simboli di buon auspicio associati alla tradizione buddhista. Agli angoli esterni del cortile principale ci sono quattro piccoli stupa/prang, rivestiti di marmo (Phra Maha Stupa), decorati con figure di guardiani, ricoperte d’oro e decorate con vetro colorato. Dopo la visita (di circa 2ore), prendiamo txi per la zona di Rattnburi con pranzo al Frog Pond in Ram Buttry Alley e ottimo massaggio body con olio (300bath) al Charlie Khaosan Thai Massage e Spa.in Khaosan Rd. Torniamo in hotel per attendere il trasferimento in aeroporto alle 17.30 (500Bath, circa 45min). Attesa e volo Bangkok-Instanbul-Napoli alle ore 21.45 con Turkish Airlines. Dopo volo tranquillo arriviamo a Capodichino alle ore 8.30 locali.