12 Risaie di Jatiluwih, Bali

9° giorno – Lampang autentica: templi Lanna-birmani, mercati storici e silenzi lungo il fiume Wang

Giornata completa di sole. Dopo ottima colazione in hotel, alle 8 salutiamo Sukhothai e ci trasferiamo con taxi privato a Lampang. Lampang è un’antica città del nord della Thailandia, ancora preservata dal turismo di massa, che ha avuto dopo il Regno Lanna (XIII° secolo), una lunga dominazione birmana  (XIV°-XVIII°secolo), che ne ha influenzato profondamente le tradizioni e la cultura.  Questa influenza è particolarmente evidente  nell’architettura, sia delle case di diverse aree urbane sia dei templi, e nelle tradizione locali. Sulla strada verso nord, vi sono numerose attrazioni, come lo spettacolare complesso templare Wat Phiphat Mongkhon, che dalle recensioni, dalle foto e dai video reperibili, rappresenta uno dei siti religiosi più belli del Paese. Il tempo limitato ci porta però a scegliere il Wat Phra That Lampang Luang (7-18, ingresso gratuito con donazioni ben accette), posto 20 km prima della cittadina di  Lampang. Si tratta di uno dei templi più antichi, affascinanti ed autentici della Thailandia. È situato in un’area vivace ed aperta, con carrozze, cavalli e piccoli mercatini colorati lungo il ciglio della strada. Il tempio sorge su un tumulo artificiale protetto da mura rettangolari fortificate, e vi si accede attraverso una trionfale scalinata fiancheggiata da giganteschi naga, e mediante uno splendido portale scolpito. Il tempio, pur essendo di origine Lanna (XI°-XIII° secolo), presenta restauri ed influenze decorative birmane, evidenti, per gli appassionati, nei dettagli in legno e nei colori. Dopo il portale di ingresso si accede ad un cortile sabbioso, che simboleggia l’oceano attorno al monte Meru, ove si trovano alcuni alberi (tra cui un enorme albero sacro della Bodhi) e diverse strutture di legno, conservate in condizioni autentiche. La prima struttura è il Viharn Luang (1496), un’enorme sala aperta su tutti i lati, con tetti multilivello di tegole rosse, con colonne laccate in nero e decorate in foglia d’oro che sorreggono travi e solaio laccati in rosso. Le superfici interne sono coperte da affreschi autentici. Si notano, lungo il perimetro, tantissime donazioni ed offerte, sia alimentari che floreali. Sul fondo della sala, si erge  un enorme khu dorato, un struttura piramidale riccamente decorata, simile ad un prang laotiano, al cui interno si trova la statua d’oro del Buddha Phra Chao Lan Thong, risalente al 1563. Su entrambi i lati del Khu, si trovano pulpiti a forma di trono, a volte usati dai monaci,  ma più spesso utilizzati per ospitare altre immagini del Buddha in importanti giorni cerimoniali. Posteriormente al Viharn principale, si staglia un’impressionante Chedi, alto 45 metri, a forma di campana, con decorazioni dorate in rame e bronzo. Monaci e credenti circuambulano, ossia camminano, meditando, attorno al Chedi in senso orario, secondo l’usanza buddista. Il complesso comprende altre scenografiche sale minori. Il Viharn Phra Phut, situato su un lato del Chedi, rappresenta la struttura più antica del tempio, risalente al XIII° secolo. La sala presenta una facciata dorata splendidamente scolpita con motivi floreali, e un interno intagliato e stupendamente decorato con disegni in foglia d’oro su rosso laccato. La sala contiene centralmente due Buddha sovrapposti in foglia d’oro e lateralmente altre immagini sacre, tra cui statue in cera di monaci in posizione meditativa, che nel chiaro-scuro dell’ambiente, appaiono più verosimilmente imbalsamati. Il Viharn Nam Taen, il Viharn Tom Kheo  e Viharn Phra Sao Sila sono altre antiche sale con tetto a 3 livelli, facciate artistiche, contenenti statue di Buddha, affreschi e decorazioni lignee. L’Ho Phra Phuttabat è una piccola cappella contenente l’impronta del piede del Buddha,  che offre una particolarità: il riflesso capovolto del chedi proiettato su una superficie dell’interno secondo un sistema di camera oscura. L’ingresso è vietato alle donne per motivi superstiziosi. Spettacolari e simbolici sono i tetti degli edifici, multilivelli (livelli spirituali da scalare per l’illuminazione)  con tegole di terracotta smaltati e non, con splendide decorazione terminali.  Il complesso contiene anche alcune aree con reperti museali come immagini del Buddha, una statua del Buddha in giadeite e vari reperti storici come monete, ceramiche, manoscritti, oggetti sacri, ecc.. La visita al tempio è imperdibile per qualsiasi viaggiatore che cerchi arte, autenticità e spiritualità. Pur non essendo un tempio vasto, la durata della visita è di 1-2ore. Procediamo per il centro  di Lampang, e dopo qualche decina di minuti raggiungiamo il nostro alloggio, congedando il nostro gentilissimo autista con 1500 THB + 100 THB di mancia per la fermata non concordata. Alloggiamo a due passi dalle storica Kad Kong Ta Street Market al  B&B Kanecha’s Home Lampang, situato in una traversa lungo il fiume Wang. La struttura, che sorge in un accogliente giardino alberato, presenta splendide casette in legno, in stile tradizionale, molto curate, con bella area terrazzata in comune affacciata sul fiume. La staff è estremamente gentile, disponibile ad ogni richiesta, ed è possibile usufruire gratuitamente di biciclette, di ordinare del cibo o di organizzare un massaggio in loco. Negli alloggi si entra senza scarpe. Dopo il check-in, ci dirigiamo a piedi oltre il ponte storico di Ratsada Phisek (del 1917 con bella panoramica sul fiume Wang), verso  la strada Kad Kong Ta ove troviamo qualche ristorantino aperto per mangiare. Ci fermiamo al locale At One (8.30-21.30), piccola pizzeria-bar molto carina, a due piani, in stile stile retrò-country. Dopo mangiato ci soffermiamo in qualche negozio artigianale. Kad Kong Ta Walking Street  è un area storica lastricata di grande fascino, simbolo della storia commerciale e multiculturale della città.  Essa è infatti caratterizzata da edifici in stile architettonico differente:  si alternano case in stile Lanna (in legno scuro teak spesso a due piani), case e botteghe in stile cinese (a due piani con piano terra dedicato al negozio e piano superiore per l’abitazione, con facciate ricche di insegne e simboli cinesi), edifici in stile birmano (con tetti multipli e ornamenti tipici birmani), edifici coloniali e neoclassici (in muratura con stuccature elaborate, colonne ed archi, con stile introdotto da commercianti europei e missionari). Particolarmente suggestive sono: la Moung Ngwe Zin Building, costruita in stile birmano nel 1908, oggi adibita a caffè esposizione, la Fong Li Building, costruita in stile birmano nel 1891, ristrutturata e riconvertita in caffè-ostello, la Baan Komson, interamente in legno, costruita nel 1917 in stile cinese-Lanna-europeo. Molte delle strutture suddette sono state adattate per usi moderni come caffè, negozi artigianali, gallerie, hotel, ecc… Di sabato e domenica (16-21), la strada si anima con un mercato serale, pensato sia per i locali che per i visitatori, ricco di cibi e bevande da strada, artigianato ed abbigliamento. Contrattiamo con tuk-tuk per un giro turistico del centro storico di Lampang (500THB) con fermate a 4 templi (Wat Si Rong Muaeng, Wat Sri Chum,  Wat Pong Sanuk Nua, Wat Chiang Rai) e alla Lampang Cultural Street Market. Diversi templi di Lampang presentano aspetti tipici dell’architettura birmana come i tetti multipli a pagoda, gli ornamenti in legno teak  intagliato, gli stucchi con motivi floreali e i mosaici colorati con vetri e specchi incastonati nelle facciate. Il Wat Si Rong Muaeng (8-17, ingresso gratuito con donazione), risalente agli inizi XX ° secolo, è un gioiello di estrema bellezza, posizionato in un cortile alberato cui si accede attraverso un portale decorato. La sala (viharn) principale, in legno teak, è sormontata da tetti rossi sovrapposti con decorazioni dorate. L’interno,  dipinto in rosso vivo con decorazioni lignee dorate, presenta colonne, travi e pareti interne finemente scolpite con mosaici di vetro multicolore. All’interno si possono ammirare statue dorate del Buddha in diversi stili, alcune delle quali contenute in cappelle intarsiate, rivestite di specchietti e frammenti di vetro colorato, che creano l’effetto tempestato di diamanti alla luce, tipico dell’arte birmana di Mandalay. L’effetto simboleggia la saggezza illuminante del Buddha. La veduta dell’interno è mistica e a dir poco spettacolare. All’esterno si apprezzano un elegante chedi bianco e dorato, maestosi alberi, piccoli padiglioni in legno ospitanti scintillanti statue di Buddha rivestite da lacca dorata e mosaici di vetro. Segue, a distanza di 3km, il Wat Sri Chum (8-20, ingresso gratuito con donazione), tempio birmano del XIX° secolo, di dimensioni lievemente maggiori rispetto al precedente, al cui cortile delimitato da mura, si accede per mezzo di un portale d’ingresso sormontato da strutture piramidali con tetto scolpito e a più livelli. Nel cortile, circondato da diversi enormi  alberi sacri della Bodhi (banyan), si ergono due elaborati edifici sormontati da spettacolari tetti rossastri multilivello, a punta, con intricatissime decorazioni lignee dorate. Sia il Viharn principale che l’Ubosot presentano internamente, soffitto, colonne e facciate ornate da disegni floreali in foglia d’oro su lacca nera o rossa, e da mosaici di vetro multicolore. Su tale sfondo si stagliano notevoli statue del Buddha e/o pregevoli affreschi buddisti. Il complesso comprende altre strutture minori e un magnifico chedi bianco con decorazioni in foglia d’oro con pinnacolo a forma di ombrello cerimoniale. A distanza 5 minuti di distanza (<3km) dal Wat Sri Chum, adiacente alla Lampang Cultural Street Market, visitiamo il Wat Phra Kaeo Don Tao Suchadaram (6-18, 20THB), uno dei templi più significativi di Lampang, situato nel quartiere storico di Wiang Nuea, a nord del fiume Wang. Fondato nel XV° secolo, è noto per la sua architettura unica in stile Lanna, Shan e birmana. Il cuore del tempio è un imponente chedi alto 50 metri, caratterizzato da una base quadrata bianca e da uno stupa luccicante dorato completamente rivestito da floglie d’oro.  Secondo la tradizione, al suo interno sarebbe custodito un capello del Buddha. Attorno al chedi sono disposte statue del Buddha, ognuna rappresentante un giorno della settimana. Di fronte al chedi si trova un mondop in stile birmano, un edificio in legno sormontato da un tetto piramidale a sette livelli con elaborate decorazioni dorate, che ospita una statua del Buddha in stucco ricoperta da foglia d’oro, decorata con mosaici di vetro colorato. Le vicine Ubosot (Sala dell’Ordinazione) e Viharn Lai Kham (Sala di Preghiera), costruite su una base rialzata, presentano facciate decorate con mosaici multicolore ed intagli in legno. All’interno della Viharn si trova una grande statua del Buddha di 5 metri di larghezza, circondata da colonne scolpite e daaffreschi che raccontano le dieci vite del Buddha. Il tempio comprende anche una Sala del Buddha sdraiato, in stile Lanna, che offre un’atmosfera tranquilla e riflessiva per i visitatori, e un piccolo museo d’arte Lanna.  Dopo la visita ci rechiamo a piedi alla vicinissima Lampang Cultural Street Market, strada alberata con  marciapiedi e case tradizionali, sede di mercato il venerdì pomeriggio dalle 15 alle 19. E’ venerdì pomeriggio e ne approfittiamo per un po’ di shopping. La passeggiata per il mercato, distante 1,3km dal Kad Kong Ta Walking Street, è molto piacevole con presenza di tante bancarelle di cibo locale, di prodotti artigianali e di tessuti.  Durante la passeggiata attraversiamo il Gu Chao Ya Suta, un piccolo sito storico con un bell’arco d’ingresso ad un antico tempio con decorazioni in stucco. Dopo qualche compera, mia moglie e mia figlia continuano lo shopping prima di tornare col tuk tuk al B&B. In solitaria, dopo aver preso una bici al B&B, decido di continuare l’esplorazione della zona più centrale di Lampang raggiungendo altri due templi: il Wat Pong Sanuk Nua e il Wat Chiang Rai. Il cosiddetto “Tempio della Felicità del Nord” o Wat Pong Sanuk Nua (6-18, ingresso gratuito con donazione), è un altro bellissimo tempio di Lampang, situato lungo le rive del fiume Wang,  risalente al XIII°-XIV° secolo, celebre per la sua autenticità e la sua architettura mista, in stile Lanna con influenze birmane, laotiane e cinesi. L’armonioso complesso comprende due sezioni collegate da sentieri e spazi aperti.  La sezione nord (Wat Pong Sanuk Nua), più antica e monumentale, comprende: 1) la Viharn principale (Viharn Phra Chao Phan Ong), una splendida sala di preghiera con pianta a croce, tetto multiplo sormontato da un piccolo chedi dorato, struttura riccamente decorata con legno intagliato, stucchi dorati e motivi in vetro colorato. La sala contiene un santuario incentrato dall’ albero della vita con 4 Buddha rivolti ai 4 punti cardinali; 2) un alto Chedi/Stupa dorato, in stile Lanna-birmano, di forma ottagonale, interamente rivestito di foglia d’oro; 3) la Sala del Buddha sdraiato (Viharn Phra Non), contraddistinta da una splendida facciata con tre portali e colonne con decorazioni elaborate in legno intagliato di colore prevalentemente verde e dorato. La sala contiene una splendida statua dorata del Buddha reclinato; 4 l’Ubosot con facciata in legno scolpita blu-dorata, tetti multilivelli di tegole rosse, colonne nero-dorate, statue di leoni, statue di naga e statue di Buddha; 4) padiglioni minori e spazi di meditazione.  La sezione sud (Wat Pong Sanuk Tai),  più pratica e monastica,  comprende: 1) l’Ubosot (sala di ordinazione) delimitata da pietre sacre, sala ove si svolgono le cerimonie religiose formali, come l’ordinazione dei monaci e i rituali di preghiera; 2)  Viharn minori (sale di preghiera), usate per le meditazioni e le offerte quotidiane; 3) alloggi dei monaci, padiglioni comunitari, piccole strutture votive; 4) giardini ed alberi sacri,  Dopo la visita procedo per il Wat Chiang Rai, cosiddetto per la sua notevole somiglianza con il più noto, ma più moderno, Tempio Bianco di Chiang Rai. Si tratta di un tempio in stile Lanna, dall’atmosfera intima e tradizionale, di colore bianco con intricate decorazioni, mosaici di vetro ed affreschi interni. I mosaici di vetro, che rivestono larga parte della superficie esterna, ne conferiscono un effetto scintillante. La sala principale contenente i Buddha, mostra superfici interne completamente affrescate per l’intero perimetro, con scene riportanti la vita del Buddha e leggende locali, che lasciano qualsiasi visitatore di stucco. Il Chedi presenta forma a campana e, anch’esso è rivestito da mosaici di vetro oltre che da disegni in foglia d’oro. Il complesso presenta diverse statue mitologiche come i naga (serpenti sacri) e i sintha (leoni) che proteggono gli ingressi del tempio. All’esterno, alla destra della Viharn Principale, si ammira anche una maestosa statua bianca del Buddha, particolarmente fotografata. Di sera, l’atmosfera di Lampang è quiete e suggestiva, specie nelle stradine lungo il fiume. Prendiamo le bici e ci dirigiamo verso The Riverside Restaurant Lampang (11-23), ristorante con terrazzo affacciato sul fiume, situato  in prossimità del bel  “Ponte Sospeso” o “Orange Bridge”, illuminato a festa nelle ore notturne. Il ristorante, oltre alla veduta, alla cura e alla musica dal vivo, offre gustosi piatti sia thailandesi che occidentali, a prezzi superiori alla media. Ancora un po’ di pedalate al fresco lungo la strada storica Kad Kong Ta, bellissima e deserta di notte, e lungo il fiume. Indi ritorniamo in B&B,  in concomitanza con l’arrivo di una soave pioggerellina che accompagnerà per qualche ora i sogni della notte .

10° giorno – Chiang Mai, la rosa del nord: esplorazione in bici della città tra templi maestosi, mercati serali e pioggia monsonica

Mattinata di sole a Lampang. Prima intensa pioggia pomeridiana a Chiang Mai. Alzataccia alle 5.30 e giro in solitaria con la bici per le strade ancora sonnecchianti di Lampang. Percorro, senza una vera meta, il lungofiume che accompagna per tanti km il placido fiume Wang, lungo il quale abbondano templi, alberi di frangipane e case tradizionali. Attraverso il Wat Koh Walukaram (6-18, gratuito) o “Tempio sull’Isola Sabbiosa”, in riferimento alla sua posizione a ridosso del fiume. Si tratta di un antico tempio, in stile Lanna, poco turistico, contenente belle sale Viharn e Ubosot, un Chedi bianco e dorato, murales, statue ed alberi. Ripercorro la Kad Kong Ta Walking Street ove assisto all’usanza della preghiera di benedizione all’alba dei monaci buddisti, cui i pellegrini offrono riso, cibo pronto, frutta, bevande e talora candele, incenso, ecc…. Attraverso Pahmai Rd, pervasa dalla natura e dalla pace, e particolarmente ricca di case tradizionali in legno teak , raggiungo  il Wat Pratu Pong (7-18, gratuito) e la Baan Sao Nak.  Il tempio Pratu Pong (Porta ad arco o Porta della Città) è un piccolo gioiello buddista, autentico e poco turistico, situato vicino all’antica cinta muraria di Lampang. Il tempio è  delimitato da antiche mura di mattoni, con  uno stupendo portale d’ingresso scolpito e decorato. All’interno si ergono diverse strutture di legno, in stile Lanna, con tetti smaltati sovrapposti, decorazioni lignee finemente scolpite,  affreschi murali che raccontano le Jakata (le vite precedenti del Buddha). Si ammira inoltre un chedi di colore scuro con piastrelle dorate, statue ed altre strutture minori. Il tempio si apre a nord sulla Lampang Cultural Street Market. La Baan Sao Nack (10-17, 50THB) è invece un complesso di edifici in legno teak, risalenti al 1895, con architettura Lanna e birmana, che osservo solo dall’esterno. Pedalando mi accorgo che Lampang è una cittadina a misura d’uomo con un enorme potenziale, da esplorare con calma e mi rammarico di non essere rimasto più a lungo. Personalmente consiglio 2-3 giorni di visita, comprendendo l’esplorazione del vicino spettacolare tempio Phra That Doi Phra Chan (6-17, gratuito), e del Wat Chaloem Phra Kiat (Wat Phra Phutthabat Sutthawat) (8-17, 280 THB per navetta ed ingresso), tempio appollaiato su vette rocciose panoramiche,  situato  50km (1h) a nord di Lampang, sulla strada più a ovest per Chiang Mai. Prima di ritornare in B&B, visito velocemente uno dei mercati coperti mattutini di Lampang. Dopo buona colazione, richiediamo alla reception un taxi per Chiang Mai. Dopo 10 minuti  partiamo al buon prezzo di 1000THB per 100km di tratta e 1,5h d’auto. Chiang Mai, fondata nel 1296 e capitale per secoli del Regno di Lanna, è anche nota come “rosa del nord” , per sua la ricchezza culturale legata alla presenza di oltre 300 templi buddisti, di vari mercati tradizionali, di festival e villaggi tipici, e per la dirompente bellezza naturale che la circonda con montagne, foreste, parchi nazionali, cascate, fiumi, ecc…. Alle 10 in punto raggiungiamo il nostro alloggio a Chiang Mai, il Bodhi Serene Chiang Mai, situato all’interno delle antiche mura, e usufruiamo del  check-in anticipato e di un check-out ritardato a pagamento. La struttura, non completamente all’altezza delle aspettative, presenta però una posizione perfetta per raggiungere a piedi, o al max con la bici, templi, mercati, negozi e ristoranti del centro storico. Inoltre ne abbiamo apprezzano l’ottima piscina, il bel giardino e le camere pulite. Dopo il check-in e un breve riposo, noleggiamo 3 bici in un negozio a pochi metri dall’hotel,  e ci mettiamo a pedalare, con estrema attenzione, per le strade trafficate di Chiang Mai, tra auto, scooter, bici e pedoni, rimpiangendo non poco le vie di Sukhothai e di Lampang. La prima tappa è il meraviglioso Wat Chedi Luang Worawihan o “Tempio del Grande Stupa” (5-22.30, 50THB) nel cuore del centro storico, lungo Prapokklao Rd. Subito dopo l’ingresso, sulla sinistra, delimitato da impressionanti alberi di dipterocarpus, si trova il Viharn Sao Inthakhin, un edificio con tetti spiovente multilivello e decorazioni dorate, caratterizzato da una splendida sala interna con pareti completamente affrescate, soffitto decorato con disegni in foglia d’oro su lacca rossa, pavimento con piastrelle verdi. La sala, interdetta alle donne in fase mestruale per motivi tradizionali, contiene un pilastro sacro e la  statua placcata in oro di Inthakhin, la divinità protettrice della città di Chiang Mai. Lateralmente al Viharn Sao Inthakhin, si erge il cuore cerimoniale del tempio o Viharn Luang, un grande edificio in legno, con tetto a più livelli e con facciate dorate intagliate e riccamente decorate. All’interno dominano i colori,  rosso del soffitto e della moquette, e il dorato sia degli intricati disegni in foglia d’oro su lacca nera delle colonne, sia del rivestimento aureo delle statue di Buddha presenti. La più significativa di tali statue è la Phra Chao Attarot, in bronzo, alta 9metri, risalente al XIV° secolo. Proseguiamo verso il centro del complesso ove gli occhi impattano con la struttura più  impressionante del sito, un enorme chedi/stupa in mattoni rossi con gradoni a scalini, in tipico stile Lanna. Il Chedi, risalente al XIV° secolo, fu gravemente danneggiato nella parte alta da un terremoto datato 1545, e anche se è rimasto incompleto nei secoli, la sua imponenza e il suo splendore rimangono intatti. Il Chedi è adornato da scale e statue che rappresentano elementi chiave della sua architettura e del suo significato simbolico. Le scale sono tradizionalmente legate al concetto di “ascensione”, come se il devoto dovesse salire verso la spiritualità o la divinità. Salire le scale verso il Chedi è, metaforicamente, come un viaggio verso il mondo sacro, un passaggio dal profano al sacro. Le scale del Chedi sono fiancheggiate da enormi sculture di naga, che si avvolgono in modo elegante lungo il perimetro delle scale. Queste sculture hanno una doppia funzione: non solo sono elementi decorativi, ma rappresentano anche il legame tra il mondo umano e quello divino, un po’ come le porte d’ingresso a un regno spirituale. Simboleggiano inoltre, protezione e saggezza. Nelle nicchie lungo il Chedi si trovano diverse statue di Buddha, disposte simmetricamente, le cui dimensioni e posizioni indicano una connessione tra il Buddha e l’universo. Le statue sono generalmente realizzate in bronzo o pietra, e rappresentano il percorso di illuminazione. La loro espressione di serenità e compassione, invita i devoti alla riflessione.  Oltre ai Naga e ai Buddha, altre sculture integrate con l’architettura del Chedi, includono leoni ed elefanti. Il leoni simboleggiano forza, protezione e determinazione. Gli elefanti, disposti su ogni lato del chedi, simboleggiano saggezza, nobiltà e forza spirituale, spesso associati al Buddha stesso; secondo la mitologia buddista infatti, la madre di Buddha, sognò un elefante bianco che entrava nel suo fianco, simbolizzando il concepimento miracoloso di Buddha. Questo legame rende l’elefante un simbolo di buona sorte, di prosperità e di protezione verso il cammino spirituale. Proseguiamo verso il Giardino sacro, un’area alberata con statue e pannelli storici ove spicca un enorme albero dipterocarpo, considerato magico secondo le leggende locali. Dal giardino sacro raggiungiamo il Viharn Biridattho, un piccolo edificio in legno con splendida facciata decorata, tetto multilivello,  ingresso con scalinata fiancheggiata da Naga, colonne interne e altare con superfici laccate e disegnate, e una statua in cera di un monaco buddista molto rispettato. La sala è dedicata alla meditazione, alle cerimonie o alle preghiere. Proseguiamo verso la Viharn Phan Tao, un edificio in legno scolpito, che custodisce una statua del Buddha sdraiato in oro e legno. Simbolicamente tale posizione rappresenta il momento in cui il Buddha entra nel parinirvana, ossia il suo completo distacco dal ciclo della vita e della morte. Il Buddha sdraiato simboleggia la fine del dolore, della sofferenza, del desiderio e dell’ignoranza, il raggiungimento dell’illuminazione finale e il passaggio al nirvana. Ogni visitatore che si trova di fronte a una simile statua può riflettere sul proprio cammino spirituale e sulla transitorietà della vita. A fianco della Viharn è presente un padiglione con interni laccati rossi con intricati dipinti in foglia d’oro, realizzato in stile Birmano, all’interno del quale è presente una immagine del Buddha seduto. Lungo il percorso si ammirano ulteriori affascinanti viharn più piccoli contenenti statue di Buddha, chedi più piccoli, alcune cappelle con figure protettrici locali o Buddha rari, diversi enormi gong thailandesi. Il complesso comprende anche una zona residenziale per monaci e un’area con tavoli e panchine (monk chat) per conversare con i monaci. Seguendo un percorso circolare dall’ingresso è possibile completare la visita, compreso di foto, in circa 1-2ore.  A pochi metri dall’uscita del tempio, si trova un altro affascinante e più piccolo tempio, che merita una visita: il Wat Panthao (8-19). Dopo l’accesso nel cortile sabbioso, sulla destra, si ammira  il Viharn principale, un particolare edificio in  legno teak nero-marrone scuro,  con tetto multilivello coperto da tegole brune, con decorazioni lignee dorate. All’interno, il colore bruno delle colonne e delle superfici contrasta col dorato accecante della statua del Buddha in posizione seduta. Proseguiamo con lentezza nel giardino del tempio  ove si possono osservare statue di Buddha, piccole cappelle, spazi con campane tipiche buddiste, un magnifico Chedi aureo circondato da chedi minori,  un padiglione con piccole statue del Buddha e diversi alberi. L’esperienza è più intima, tranquilla e contemplativa rispetto ad altri templi di Chiang Mai.  Segue, come terza tappa, il vicinissimo Wat Phra Singh Woramahawihan (6-17, 50THB per la sala Lai Kham), il tempio più venerato della città, risalente al XIV° secolo, famoso per la statua del Buddha Phra Singh e la stupenda archittettura Lanna. Situata di fronte all’ingresso principale la Viharn Luang o Viharn Principale, rappresenta la struttura più grande del complesso, ricostruita in tempi recenti. Il maestoso edificio presenta un tetto a più livelli, facciate riccamente scolpite con decorazioni lignee blu-dorate, una scalinata fiancheggiata dai naga con notevole portale d’ingresso. L’interno, semplice, è dominato dalla statua del Buddha Phra Chao Thong Tip, tra le più venerate del Paese, realizzata nel 1477 in oro e rame. Segue l’Ubosot o Sala dell’ordinazione, destinata alle cerimonie monastiche di ordinazione. Si tratta di uno stupendo edificio in legno teak, con facciata e colonne completamente scolpite, tetto a 3 livelli con decorazioni in legno intagliato. L’interno è suggestivo ma sobrio, a creare uno spazio più intimo e funzionale per la comunità monastica. Esso custodisce una copia del Buddha di Smeraldo, in posizione seduta, che si intravede attraverso il Khu, una spettacolare struttura piramidale finemente decorata in foglia d’oro su lacca rossa. Alla base del Khu vi sono 4 statue dorate del Buddha in piedi, all’esterno del khu si stagliano 4 alte colonne con disegni floreali in foglia d’oro su lacca rossa, davanti al khu sono stati poste cere di 5 monaci storici del tempio, sempre in posizione seduta meditativa. Procediamo per la Viharn Lai Kham,  che rappresenta il cuore artistico e spirituale del tempio. La struttura in legno teak, simile all’Ubosot, è un capolavoro dell’arte Lanna, con un esterno caratterizzato da un tetto spiovente a 3 livelli con tegole brune, rifiniture dorate, una facciata completamente scolpita e dipinta con intricati disegni dorati. L’interno ha una veduta d’insieme straordinaria, con porte, colonne, travi, soffitto, altare e superfici varie coperte da intricati disegni in foglia d’oro su lacca rossa. Le pareti laterali sono ricoperte da antichi bellissimi dipinti murali, che raccontano la vita del Buddha e miti tradizionali. Sul fondo si staglia l’altare sacro su cui poggia la famosa statua del Buddha, Phra Singh (Il Buddha Leone), ritratto seduto, nella tipica postura di meditazione Bhumisparsha Mudra e altri due Buddha laterali.  Proprio dietro al il Viharn Lai Kham, si nota il Chedi Ku Lai, con tetto a cinque livelli e camera interna collegata al viharn tramite un “tunnel sotterraneo”.  Nell’area tra l’Ubosot e il Viharn Lai Kham, si erge un alto Chedi, circondato da chedi minori, che conservano relique del Buddha. Essi sono completamente ricoperti da lamiere di rame rivestite da sottile foglia d’oro. Il rivestimento aureo ne conferisce un aspetto splendente e prezioso, visibile da lontano, associato ai concetti di purezza ed illuminazione del buddismo. Alla base del Chedi vi sono splendide sculture di elefante,  che hanno la funzione simbolica di guardiani dell’area sacra, anch’esse ricoperte d’oro. Passeggiamo intorno al chedi, per poi proseguire verso la Biblioteca delle Scritture di Ho Trai, un piccolo ma suggestivo edificio sopraelevato, con tetto rosso multilivello, con pareti con decorazioni dorate su fondo rosso, dove sono custoditi antichi manoscritti e testi sacri. Alla base dell’edificio si ammirano  bassorilievi murali del Buddha. Raggiungiamo con le bici l’ottimo ristorante See You Soon Cafè in Ratchamanka Rd, vicino al Chedi Luang, e successivamente il piccolo ristorante Arno’s Steaks-Burgers Beers, in Ratchapakhinai Rd, contiguo all’Hotel Bodhi Serene, particolarmente adatto ai gusti occidentali dei più piccoli. Nel pomeriggio le nuvole cominciano ad addensarsi ed iniziano dei brevi rovesci temporaleschi. Consegniamo due delle tre bici. In solitaria, munito di impermeabile, esploro con la bici l’area est di Chiang Mai con visita dei templi Wat Saen Fang, Wat Bupparam e Wat Mahawan, e l’area sud con il Saturday Night Market e il Wat Sri Suphan. Il Wat Saen Fang (6-18, gratuito) , è un piccolo antico tempio birmano poco turistico, fondato nel XVI secolo e restaurato nel XIX secolo. L’ingresso è particolarmente suggestivo con un lungo corridoio fiancheggiato da naga e statue del Buddha. Il viharn (sala principale) è costruito nello stile Lanna, tipico della regione: legno intagliato, decorazioni dorate e motivi floreali molto elaborati. Il chedi (stupa) del tempio, in stile birmano, è decorato con mosaici in vetro dorato. L’ubosot è invece una fusione di stile birmano e stile Lanna. L’ambiente è molto curato, con giardini e alberi che contribuiscono a creare un’atmosfera serena e spirituale. Il Wat Bupparam (6-20-30, gratuito),  è un tempio fondato nel XV° secolo, situato ad est delle mura dell’antica città fortificata.  Comprende 2 Viharn, l’ Ubosot, un museo, una biblioteca e un giardino con alberi della Bodhi. La Viharn principale è un edificio in stile Lanna, con tetto multilivello di tegole di terracotta, splendida facciata dorata finemente decorata con intagli di legno e sculture che rappresentano figure divine, motivi religiosi, simboli buddisti e immagini del Buddha. Decorazioni dorate si apprezzano anche su porte, finestre e colonne. La doratura è utilizzata per simboleggiare la spiritualità e l’illuminazione. L’interno del Viharn è decorato con affreschi e dipinti murali che raccontano la vita del Buddha  come la sua nascita, l’illuminazione sotto l’albero di Bodhi, e la sua morte (Parinirvana), e custodisce nel punto centrale, un’antica statua del Buddha in posizione seduta meditativa. Il Viharn più piccolo sempre in stile Lanna, risalente al XVI secolo e ristrutturata nel 1819, presenta all’interno un’antica statua del Buddha. La parte più antica è il Chedi, completamente bianco, custodito da 4 leoni con alla base statue di Buddha su ogni lato. L’Ubosot è un edificio tradizionale che si distingue per le sue linee eleganti e la bellezza decorativa. Presenta un tetto a pagoda a più livelli, porte e finestre  intagliate in legno e decorate, colonne e superfici interne con affreschi, dipinti ed intagli, una grande statua dorata del Buddha seduto in meditazione, circondata da fiori, incenso e candele. Il Wat Mahawan è un tempio del XIV secolo, piuttosto ricco di strutture e dettagli architettonici, che riflettono la fusione tra stile Lanna e influenze birmane. Le principali strutture che si stagliano sul suolo sabbioso sono 1) il Viharn, l’edificio maggiore con tetto multilivello, intagli dorati,  gigliere a forma di uccello mitologico, che custodisce al suo interno una splendida statua del Buddha dorato e in posizione seduta meditativa; 2) il Chedi situato dietro alla Viharn di forma birmana (più arrotondata e slanciata rispetto ai chedi Lanna), bianco con rifiniture dorate; 3) l’Ubosot, la parte più sacra del tempio, solitamente circondata da pietre di confine sacre. Procedendo verso sud-ovest si nota la porta sud di ingresso della città antica, delimitata dalla cinta muraria di mattoni rossi, ben conservata in  tale tratto, ove c’ è sempre un po’ di folla. Qualche metro più avanti inizia la strada Wua Lai Road su cui si tiene il Saturday Market, il mercato del sabato pomeriggio-sera. La posizione è decisamente interessante, perché il mercato si svolge in un’area appena a sud del perimetro della città vecchia, ricca di templi e di botteghe di artigiani argentieri: la sintesi di questi due aspetti è il famoso Wat Sri Suphan, il tempio interamente ricoperto di argento, che si incontra passeggiando per il mercato. La visita del mercato e del Wat Sri Suphan saranno tuttavia funestate da un violento temporale che mi costringerà, nonostante l’impermeabile, a rimanere sotto le coperture delle bancarelle per parecchio tempo. Approfitto per fare un po’ di shopping e per rifocillarmi con qualche frullato e succo di frutta. Essendo al limite di orario per la visita, raggiungo sotto la pioggia il Wat Sri Supham (8-18, 50THB), anche conosciuto come il ” Tempio d’Argento” per la sua unica ed intricata struttura in argento. Il Wat Sri Suphan, fondato nel 1500 in stile Lanna, è infatti caratterizzato da uno splendido Ubosot, strutturato in legno e metallo (prettamente argento, alluminio e rame). Le pareti, i soffitti e anche le colonne sono completamente cesellate, adornate con intagli di metallo finemente lavorati, che raffigurano scene della vita del Buddha, mitologia buddista, e storie legate alla tradizione Lanna. I dettagli sono incredibilmente intricati, frutto del lavoro di artigiani locali, che hanno passato anni a creare queste opere. Il tetto del tempio, a tre livelli, è decorato con foglie di argento, e le statue dei Buddha e degli altri simboli religiosi, sono meticolosamente scolpite. All’interno dell’Ubosot, in fondo alla sala, c’è l’immagine sacra principale, Phrachao Ched Tue, statua dorata, in bronzo, risalente agli inizi del XVI secolo, raffigurante il Buddha in posizione seduta meditativa. L’atmosfera che circonda la statua, unita alla bellezza del tempio in metallo, contribuisce a un’esperienza di contemplazione unica.  Purtroppo le donne non sono ammesse all’interno del tempio principale (ubosot) per una tradizione religiosa locale, sebbene esistano sforzi per cambiare tale regola.  L’area del tempio comprende altri due notevoli edifici: la Viharn ed il Museo della Saggezza dell’Artigianato Lanna, oltre a varie statue e ad alcuni alberi della Bodhi. Era presente anche un Chedi, collassato nel settembre del 2022. Il tempio va visitato lentamente per apprezzarne l’arte, l’ unicità e la spiritualità Rallentato dalla pioggia lo contemplo per più di 1 ora. Sulla via del ritorno sotto una pioggia battente, ammiro solo dall’esterno il tempio Chet Lin o “Tempio della Pace Nascosta” ( 5-18, ingresso gratuito). Il Wat Chet Lin è un suggestivo tempio in stile Lanna, risalente al XVI secolo, che sembra segreto, isolato e più decadente rispetto agli altri siti religiosi di Chiang Mai. Caratteristiche distintive del tempio sono 1) il suo portale d’ingresso monumentale, con tetto multilivello, che simboleggia il passaggio dal mondo materiale a quello spirituale; 2) una grande scultura della faccia del Buddha, posta in prossimità dell’entrata, sotto un piccolo altare di legno e sotto un grande albero della Bodhi, che funge da guardiana spirituale accogliendo i visitatori con la sua espressione calma e serena; 3)  un giardino con un incantevole stagno con fiori di loto attraversato da un ponte galleggiante in bambù. Completano il tempio un antico chedi in pietra e mattoni, a forma di campana, contenente reliquie sacre, la sala principale o Viharn con decorazioni tradizionali Lanna e statue del Buddha all’interno, la sala delle ordinazioni o Ubosot, con tetto multilivello a spioventi, muri spessi, finestre piccole, decorazioni dorate, intagli in legno, importanti murales e statue del Buddha, ed infine gli alloggi dei monaci. Ritorno in hotel bagnato fradicio. Di sera, prima di uscire, organizziamo le escursioni del giorno dopo con l’addetto alla reception. Intanto ritorna il bel tempo  e usciamo con tuk tuk in direzione Night Bazar Market. Ci fermiamo all’ Anusarn Market (17-23), in Changklan Rd , una parte coperta di una gigantesca zona di bancarelle e marcati per turisti. Anusarn Market prende vita soprattutto la sera quando il mercato si anima di colori, suoni e odori, e la gente si aggira tra le bancarelle alla ricerca di affari o per godersi semplicemente l’atmosfera vivace. Il mercato è famoso per la vasta selezione di souvenir thailandesi come sculture in legno, abiti tradizionali, gioielli fatti a mano e tappeti, fino a pezzi più unici e creativi. Puoi trovare oggetti in argento, ceramiche, tessuti ricamati e una miriade di articoli da regalo che riflettono l’artigianato tradizionale del nord della Thailandia. Il mercato è anche famoso per la sua varietà di cibo locale. Ci sono stand di street food che servono piatti tipici della cucina tailandese, come: Pad Thai (frittura di noodle con gamberi, tofu e uova), Satay (spiedini di carne, pollo o maiale, serviti con salsa di arachidi), Som Tum (insalata di papaya verde piccante), Khao Soi (una zuppa di noodle tipica del nord della Thailandia con curry e pollo o manzo). Oltre ai piatti thailandesi, ci sono anche opzioni internazionali come piatti indiani, cinesi e occidentali. Musica dal vivo e performances culturali (come danze tradizionali) possono essere parte dell’esperienza serale. Dopo mangiato, torniamo in hotel. Prima di andare a dormire organizziamo con la reception le escursioni con taxi privato del giorno dopo.

11° giorno:  alba in bici ed  escursione a nord di Chiang Mai tra templi e parchi naturali 

Giornata soleggiata con brevi piovaschi. In solitaria di primo mattino, prima di riconsegnare la bici, faccio un giro fuori dal trambusto delle ore calde. Seguendo il navigatore raggiungo alcuni templi dell’area nord-orientale di Chiang Mai: Wat Umong Mahathera Chan, Wat Lamchang e Wat Chiang Man. Il Wat Umong Mahatherachan (5.30-21, ingresso gratuito), è un antico tempio costruito alla fine del XIII secolo, immerso in una natura lussureggiante, che ne conferisce un’atmosfera mistica e rilassante. Il tempio conserva nel suo ampio cortile alberato, una pagoda antica ed incontaminata, in pietra e mattoni, con struttura superiore a forma di campana e con  tunnel interno contenente una statua del Buddha. All’entrata si ammira la Viharn, l’edificio principale, in stile Lanna, con tetto a due livelli, decorato lungo i bordi con naga verdi e dorati,  sormontato da terminali di aquila (chofa). La facciata in teak rivestita da lacca marrone, presenta belle decorazioni lignee con rifiniture dorate. L’ingresso è sorvegliato da due leoni di chinthe in stucco bianco. L’interno presenta colonne in teak che sostengono il soffitto, pareti con murales colorati e un altare con l’immagine principale del Buddha con statue minori. Dietro alla Viharn si ammira un antico chedi in pietra e mattoni, a  forma di campana con pinnacolo dorato. Posteriormente alla pagoda si erge l’Ubosot, un piccolo edificio con sculture elaborate di creature mitologiche come serpenti–coccodrillo all’ingresso, e decorazioni con mosaici di vetro su timpano e colonne. Altro piccolo edificio con tetto ornato e campana è l’ho rakang. Sul retro del terreno c’è un meraviglioso e antico albero della bodhi  della stessa età della fondazione del tempio, datata 1300. Sotto l’albero si trova una serena immagine bianca del Buddha nella postura di meditazione, protetta da un chattra dorato. Il vicino Wat Lamchang  è un tempio del XIV secolo, situato di fronte al Wat Chiang Man. Il suo nome, che significa “Tempio dell’elefante legato“, deriva dal fatto che in epoca medievale, l’area era utilizzata per ospitare gli elefanti usati dai membri della famiglia reale. Opportunamente, nel tempio vi sono innumerevoli statue ed immagini di elefanti. Il monumentale portale di ingresso presenta una facciata dell’arco con mosaico di specchi verdi e rifiniture blu e dorate che fanno da sfondo ad una statua dorata in piedi del Buddha. Il portale è sormontato da tre spettacolari pagode decorate. Ad una lato del portale vi è un imponente statua di un elefante reale. La Viharn presenta una facciata lignea riccamente decorata con motivi floreali dorati su tessere di mosaio grigie. Due naga dorati e due elefanti sono posti, come guardiani, su ciascuna balaustra che conduce alla porta. All’interno della Viharn un altare con una vasta collezione di immagini del Buddha e pareti affrescate. L’Ubosot è un edificio sorvegliato da due naga e da numerose statue di elefanti. All’interno del piccolo ubosot c’è un’unica immagine del Buddha e pareti con dipinti murali; il tetto è di lacca rossa con le travi decorate con motivi in ​​foglia d’oro e piccole immagini di Buddha. Al piano superiore si trova l’ ho trai, o deposito dei manoscritti, con tetto a due livelli decorato con chofa d’oro e naga. Nel tempio ci sono 2 chedi uno più antico, l’altro più moderno  con 4 statue di elefanti guardiani agli angoli. Infine il Wat Chiang Man, il tempio più antico di Chiang Mai. La chedi principale, denominata Chang Lom Chedi (La Chedi degli Elefanti), è la struttura più antica del complesso. Il tronco inferiore della chedi è costituito da un basamento in pietra decorato con 15 elefanti distribuiti lungo il perimetro. Il tronco superiore, rivestito con foglia d’oro, è caratterizzato da una “forma a campana”, con un’estremità affusolata. La Viharn Principale presenta un elaborato tetto multilivello con facciata caratterizzata da splendide decorazioni in legno, rifinite con una laccatura color ocra e motivi dorati. All’interno della struttura è custodita una immagine del Buddha tra le più antiche del regno (risalente al 1465). La Viharn secondaria custodisce due antiche ed importanti immagini del Buddha: Phra Sila Phra Sae Tang Khamani. Phra Sila è un bassorilievo realizzato su una stele di pietra, raffigurante il Buddha in piedi, risalente al IX al X secolo d.C. Phra Sae Tang Khamani, è una piccola statua in quarzo che raffigura il Buddha seduto. L’ Ubosot è una struttura in teak, con tetto multilivello particolarmente elaborato, con facciata frontale caratterizzata da raffinate decorazioni lignee dorate. Situata in prossimità della Ubosot, la Libreria (Ho Trai) è il luogo in cui venivano custoditi i testi sacri della dottrina buddhista. Ritorno in Hotel e ci prepariamo per l’escursione odierna a nord di Chiang Mai che comprende le seguenti tappe: New Elephant Home, Karen Woman Village, Dantwada  Land of Angel Waterfall Park e Wat Lok Moli.  Il New Elephant Home (8.30-16.30)  è un santuario per elefanti situato nel distretto di Mae Taeng, 50km a nord di Chiang Mai, che si propone come centro etico per il rispetto e la cura degli elefanti. Il centro infatti, ha abolito cavalcate e spettacoli, ma consente comunque un’interazione diretta con gli animali, permettendo di nutrirli e lavarli. C’è comunque da notare che gli elefanti sono comunque stazionati all’interno di un’ampia area recintata, da cui escono solo se accompagnati. Purtroppo il business, con gli uomini o gli animali, non potrà mai coincidere con il benessere degli stessi, ma questo è un pensiero personale. Vi sono diversi programmi di visita, a seconda della durata che può essere di 2 ore (1700THB), mezza giornata (2200THB) o tutta la giornata (3500THB). Optiamo per il programma di 2ore che poi alla fine, considerando anche il tempo della ristorazione e della doccia, saranno quasi 3.  Dopo rapida colazione in hotel, partiamo da Chiang Mai alle 7.30 con taxi privato e autista a disposizione per l’intera giornata, al prezzo di 6000THB compreso dell’entrata al New Elephant Home, concordato il giorno prima con la reception dell’hotel. Dopo circa 1ora d’auto, raggiungiamo il centro ove veniamo accolti dallo staff e dalla guida a noi preposta. L’ambiente è meraviglioso: una campagna silenziosa circondata da lussureggianti foreste, attraversata dal fiume terroso Mae Taeng. La guida, parlante un ottimo inglese, ci consegna le chiavi degli armadietti e vestiti, cappello e casacca di cotone da cambiare, per non sporcare i propri vestiti. Dopo una breve spiegazione sulle regole di sicurezza e di comportamento da tenere, e sulla vita degli elefanti presenti, procediamo alla preparazione del cibo. Tagliamo a pezzi canne da zucchero, zucche, spighe di mais e banane; mescoliamo crusca, sale, riso per creare polpette vitaminiche. Incontriamo finalmente gli elefanti e diamo loro il cibo direttamente a mano nella proboscide. In questa fase è’ possibile accarezzare i pachidermi sul corpo o sulla proboscide, se tranquilli. Poi raggiungiamo il fiume Mae Taeng con il “nostro” elefante e la guida.  Gli elefanti amano bagnarsi in acqua o nelle pozze di fango, come comportamento naturale, pertanto si immergono sovente e i visitatori possono divertirsi a rinfrescarli e ad accarezzarli. E’ un momento liberatorio, di autentico ritorno all’infanzia. L’esperienza è emozionante, sicuramente di quelle uniche ed indimenticabili, in grado di lasciare un segno emotivo più che turistico. Dopo il bagno, la guida ci conduce in appositi spazi ove sono tenute in disparte le neomamme con i loro piccoli. Successivamente veniamo condotti in un’accogliente struttura di legno coperta, aperta sui lati, affacciata su fiume, ove consumiamo un buon pranzo con pasta, riso, buffet vegetariano e frutta fresca. Ci laviamo con le docce apposite e ci cambiamo negli spogliatoi. Personalmente consiglio l’opzione di 2/3 ore, dal momento che l’unica differenza con il programma di mezza giornata, è che nella prima opzione manca la passeggiata nella foresta con gli elefanti  (circa 1ora) e un maggior tempo di relax. Nelle vicinanze del sito vi sono numerosi altri campi con gli elefanti talora più intimi, come Chiang Mai Mountain Sanctuary, Saen Family Elephant Village, Elephant Ecovalley, Baan Chang Elephant Park, Maerim Elephant Sanctuary,ecc.. Pervasi da un senso di pace e di gratitudine, ad appena 1km di distanza dal New Elephant Home, ci apprestiamo a vivere un’altra esperienza unica: la visita del Villaggio delle Donne Karen (Karen Woman Village). I Karen sono un popolo di origine tibeto-birmana, provenienti dal sud-est del Myanmar. A seguito di conflitti interni e persecuzioni politiche,  soprattutto nei confronti del gruppo Kayan (le “donne dal collo lungo”), i karen si rifugiarono nel nord della Thailandia. Attualmente vivono 400.000-500.000 Karen, come minoranza etnica rifugiata o residente, sparsi tra le province di Chiang Mai, Chiang Rai e Mae Hong Son. Diversi villaggi del gruppo Kayan, oltre all’agricoltura, all’allevamento e alla tessitura, hanno trasformato la loro tradizione in una forma di identità culturale e sostentamento turistico. Le donne Kayan (Long Neck Women- o Donne dal Collo Lungo)  indossano i famosi anelli di ottone al collo, una tradizione estetica che simboleggia bellezza, forza e appartenenza culturale, che attrae sempre più visitatori. Il  Karen Woman Village è situato su una collina idilliaca immersa nella foresta e attraversata da un torrente con diverse cascate. Il sentiero per arrivarci è estremamente piacevole, contiguo al corso d’acqua, con felci, bambù, banani e alberi di teak  che formano un tetto naturale; l’atmosfera è fresca e umida con un forte profumo di legna e di foglie bagnate. Ovunque si sentono cicale, uccellini e uno scroscio d’acqua costante e rilassante.  All’ingresso del villaggio, l’acqua scende tra rocce coperte di muschio, e crea una piscina naturale dove i bambini Karen giocano e lavano i vestiti.  Il villaggio è formato da casette su palafitte, allineate, fatte di legno, bambù e foglie secche di palma intrecciate. Rivolte verso la strada, vi è la zona riservata ai telai a cintura, dove le donne tessono a mano, e alle bancarelle con la mercanzia artigianale gestita dalla comunità. I prodotti venduti comprendono tessuti, sciarpe, vestiti, accessori, gioielli e manufatti in legno e bambù. Le donne Kayan, appaiono bellissime ed affascinanti non solo per i loro tratti fisici (colli allungati, occhi a mandorla, pelle liscia, lineamenti delicati), ma anche per la loro grazia nella postura e nei movimenti, per la gentilezza nei modi,  per i loro abiti tradizionali con tessuti colorati, scialli e gonne lunghe, e per le loro decorazioni (braccialetti, orecchini e, naturalmente, i collari di ottone). I colori caldi e colorati dei tessuti tradizionali venduti e indossati dalle donne dal collo lungo, contrastano con il verde smeraldo della foresta, creando un ambiente fotogenicamente spettacolare. L’escursione al villaggio può essere allungata per ore, percorrendo i sentieri che si snodano lungo le risaie adiacenti al villaggio, ed attraverso le foreste della montagna. L’ingresso per il villaggio è di 500THB a persona e viene utilizzato per il sostentamento della comunità. Dopo la visita, di fronte all’inizio del sentiero per il villaggio, attraversando la strada asfaltata, vi è un’area naturalistica con spazi aperti e piccoli bungalows (The Cascades-Mae Taeng Waterfall Bungalows),  con una meravigliosa veduta su una cascata contigua e su un’ansa del fiume Mae Taeng. Successivamente, il nostro autista ci conduce su una piattaforma terrazzata libera, a ridosso del fiume, accanto al sito Bamboo Rafting ove è possibile fare delle escursioni, in zattera o sul dorso degli elefanti, del fiume Mae Taeng. Dalla piattaforma si apprezza uno splendido panorama sul fiume con gli elefanti che lo attraversano. Sulla via del ritorno a distanza di pochi km ad est della strada principale, si erge uno spettacolare tempio ammirato solo su foto e video: il Wat Den Sali Si Mueang Kaen (Wat Ban Den), assolutamente da non perdere se si hanno a disposizione almeno 2/3ore. Ci fermiamo invece al DanTewada Land of Angels Waterfall Park (8-18, 80THB), un parco naturale armoniosamente integrato con elementi artificiali. All’interno del Parco si ammirano strutture rocciose con cascate, laghetti, giardini fioriti,  sentieri alberati con effetto nebbia, grotte, passerelle,  area souvenir, zone relax con caffè e cheesecake. Sulla via del ritorno ci fermiamo al Wat Lok Moli (6-19, ingresso gratuito), un altro stupendo tempio antico, risalente al XIV° secolo, situato nell’area nord-ovest di Chiang Mai, appena fuori le mura, a 400 metri dalla porta nord dell’antica città (Chang Phuak Gate). All’ingresso, un portale monumentale (Pratu) di forma  piramidale, introduce all’area sacra. Tale Portale in mattoni e cemento stuccato estremamente scolpito, è decorato con giganti guardiani (Yaksha),  motivi floreali e naga, tipici dello stile Lanna. Subito dopo l’ingresso due grosse statue di elefanti proteggono l’area. Segue  la Viharn (sala principale di preghiera) una struttura lignea con tetto multilivello a strati sovrapposi, colonne in teak, facciata in legno scuro scolpita con fini decorazioni floreali bianche e con mosaici di vetri colorati, bordature a forma di naga e sculture di chofa sui tetti, scalinata con naga: l’interno presenta soffitto decorato,  pareti laccate in nero con pannelli scolpiti con disegni o mosaici di pezzi di vetro multicolore. L’altare comprende una statua principale dorata del Buddha seduto e statue minori. Dietro al Viharn un portale decorato immette all’area del Chedi, la struttura più antica e iconica del complesso. Costruito nel 1527, contiene ceneri della famiglia reale Mengrai. Il Chedi è composto da mattoni con base quadrata e più livelli che si restringono verso la cima. Intorno alla base, possiamo vedere diverse statue dorate del Buddha. In alto, su ogni lato, il Chedi presenta delle nicchie con all’interno altre statue del Buddha, di colore nero. Le rientranze, sono tutte fiancheggiate da figure thevada (esseri celesti). Il pinnacolo d’orato, posizionato sulla cima, è in stile birmano. Sempre alla base del Chedi, è posizionato un uccello dorato che, tirato con un filo sospeso, porta in una tazza l’acqua santa al Buddha nero. Sempre alla base della strutturasi trovano le 12 statue Naksat, i tradizionali animali dello zodiaco thailandese. Lasciata la Viharn, ammiriamo la struttura Ho Rakang con tetto ornato e campana; proseguiamo per il Padiglione della regina Chiraprapha e poi verso l’Edificio Polifunzionale . Questa struttura, un po’ nascosta, viene utilizzata dai monaci per accogliere i fedeli, per ricevere le offerte e per dare le benedizioni. L’ingresso è sorvegliato da creature mitologiche birmane metà uomo e metà leone (Manussiha). Il portale è riccamente cesellato con motivi intagliati. Sopra la porta, possiamo vedere la figura di un re della dinastia Mengrai in posizione seduta affiancato da soldati armati di spade e lance. Il tempio comprende una Ubosot, più piccola e meno appariscente, piccole abitazioni in legno e muratura per i monaci, giardini e cortile  con alberi, aiuole curate, statue zodiacali, campane votive, bandierine e lanterne. Dopo pausa in hotel, di sera mangiamo pizza al buon ristorante La Fontana, situato su Ratchamanka Rd, a 180 metri dal Bodhi Serene. Dopo mangiato visitiamo con tuk tuk, il Mae Kha Canal, un vecchio e romantico canale appena fuori dalle vecchie mura, bonificato e ristrutturato, con una buona illuminazione e con ponticelli, ove si affacciano piccoli locali commerciali e artigianali e bar. Ritorniamo con tuk tuk in centro, lungo Ratchadamnoen Road, ove si tiene il grande mercato della domenica. Il Sunday Market (17-22, solo domenica) è il mercato notturno più grande di Chiang Mai. Trasformata in area pedonale, dal pomeriggio, la strada si popola di una miriade di bancarelle colorate con vestiti, gioielli, tessuti, artigianato, manufatti, oggetti, souvenir e tanto cibo da strada. La passeggiata è resa particolarmente piacevole dai vari templi aperti ed illuminati, la cui prospettiva notturna è incantevole. Dopo un po’ di shopping torniamo esausti in hotel.

12° giorno: escursione a est di Chiang Mai tra foreste, templi, villaggi e massaggi

Giornata nuvolosa con schiarite e piovaschi. Col il nostro tassista di fiducia, concordiamo per 800THB, senza l’interposizione dell’hotel, un tour con le seguenti visite: Wat Phra That Doi Suthep, villaggio Hmong, Wat Pha Lat, Carp Cafè e  Wat Phra That Doi Kham. Dopo discreta colazione, ci rechiamo a piedi, percorrendo una piccola traversa di fronte all’hotel, al Wat Muentoom.  su Prapokklao Rd, a 200 metri dal Bodhi Serene, ove avevamo appuntamento con il nostro driver. Partiamo alle 8, dopo una rapida visita del tempietto. Alle 8.35 circa raggiungiamo il Wat Phra that Doi Suthep (6-20, 30THB, durata visita 1,5h),situato sulla montagna Doi Suthep, nel Parco Nazionale omonimo, 17km (30-40minuti di auto), ad ovest di Chiang Mai. Il Wat Phra That Doi Suthep, risalente al XIV° secolo,  è uno dei templi più iconici e venerati in Thailandia, un sito di pellegrinaggio importante per i buddisti e famoso per la sua ricca storia, la bellezza architettonica e le spettacolari vedute della città. Dall’area parcheggio, ricca in bancarelle e negozi, si diparte una scalinata monumentale (309 gradini) immersa nella natura, fiancheggiata da due enormi Naga a più teste con squame verdi e dorate. È possibile evitare i gradini usando una funicolare (20THB), perdendo tuttavia parte dell’esperienza spirituale. All’apice della scalinata un portale decorato con motivi floreali e simboli buddisti, consente l’accesso ad un grande cortile pavimentato che circonda il recinto interno sacro. Di fronte all’ingresso si ammirano le splendide facciate dorate di tre edifici, estremamente scolpite e decorate con naga, chofa, motivi floreali e mosaici di specchi multicolore. Gli edifici laterali consentono l’accesso all’area sacra, quello centrale funge da altare contenente statue del Buddha. Il cortile comprende diverse sale: 1) l’ Ubosot. decorata con affreschi religiosi e contenente una grande statua del Buddha in posizione seduta; 2) la Viharn con pareti decorate con dipinti e affreschi che illustrano scene della vita del Buddha e dei suoi insegnamenti; 3) la Sala delle Offerte, piccola sala dedicata alle offerte di fiori, incenso, frutta, cibo, denaro, ove si trovano altari e spazi meditativi; 4) Sala del Campanile (Campanile del Tempio), dove si trova la campana che viene utilizzata dai monaci per segnare il passaggio del tempo e chiamare alla preghiera. Anche i visitatori a volte suonano le campane per un atto di benedizione o per segnare un momento importante della visita; 5) Sala di Meditazione che corrisponde a spazi più privati e tranquilli dove i monaci o i devoti praticano la meditazione profonda; 6) Sala per le Cerimonie Speciali, destinata alla celebrazione di festività buddiste, matrimoni, o rituali di purificazione; 7) Sala per i Monaci (Residenze e Aule); 8) piccole cappelle e edifici di culto minori; 9) alberi sacri. Qui si trova anche la biglietteria per i turisti e si entra scalzi.  Prima di accedere al sancta sanctorum, è possibile raggiungere un’area terrazzata del cortile ove si aprono splendide viste panoramiche su Chiang Mai e sulla natura selvaggia circostante. Indi entriamo nell’area sacra interna, cuore spirituale del tempio, incentrata da un Chedi dorato brillante, rivestito in foglia d’oro, alto 24 metri, contenente una reliquia del Buddha. La base del Chedi è circondata da 1) stupa minori, che custodiscono ulteriori relique o che sono dedicate a divinità protettrici, che fungono da luoghi di venerazione dove i visitatori possono fare piccole offerte o pregare in silenzio; 2) da parasol dorati, alte strutture a forma di ombrello, simbolo di protezione e potere spirituale; 3) da statue del Buddha  e 4) da fiori di loto, offerti dai fedeli. Intorno alla Chedi corre un 5) porticato con muri dipinti raffiguranti scene della vita del Buddha, contenente  statue dorate, piccoli santuari, cappelle, aree per la meditazione e le benedizioni, campane e gong cerimoniali. Il chedi, le statue, le campane, gli altari, le varie strutture decorative, le ringhiere, le colonne, le balaustre i bordi del recinto sono  tutte dorate. Il riflesso dell’oro scintillante al sole domina visivamente e simbolicamente l’ambiente, donando solennità e sacralità al tempio. Entrando nel sancta sanctorum si viene avvolti in un’atmosfera calda, mistica e meditativa, arricchita dal suono lieve delle campanelle che tintinnano al vento. Nell’area sacra interna, si trovano ancora il Santuario delle reliquie all’interno del Chedi, accessibile solo ai monaci, e la Viharn, sala di preghiera, contenente una grande statua del Buddha seduto, affreschi murali, decorazioni in legno intagliato e oro, dove i monaci si riuniscono per le cerimonie. Dopo la visita, procediamo per il villaggio Hmong di Doi Pui, una delle destinazioni culturali e naturali più interessanti della zona, distante 5km dal tempio Phta That  Doi Suthep. Si tratta di un piccolo villaggio di casette tradizionali in legno e pietra, fondato ed abitato dalla minoranza etnica  Hmong, discendente da migranti del sud della Cina e del Laos. Lungo il percorso si susseguono diversi negozi e bancarelle con abiti ricamati a mano, bambole, tessuti, manufatti, spezie, tè, caffè e frutta secca (noci, fragoline, mango, kiwi, ciliegie, zenzero, ecc). Nella parte alta del villaggio è situato il giardino botanico che, con i suoi splendidi scorci naturali, rappresenta l’area più bella del sito. Il giardino, immerso nella natura selvaggia del Parco Nazionale di Doi Suthep, è organizzato su piccoli terrazzamenti scenograficamente scoscesi lungo il versante della montagna. I terrazzamenti presentano aiuole fiorite con  piante ornamentali (ortensie, buganvillee, ibisco, zenzero, orchidee), piante officinali (citronella, basilico, curcuma, ginseng, tè verde, caffè) e piante alimentari locali (peperoncini, mais, fagioli e verdure varie).  Ruscelli e cascatelle vicine possono essere ammirate specie nel periodo delle piogge. Dall’area si dipartono sentieri escursionistici che si addentrano nella giungla. Per il sopraggiungere di un forte temporale, rimaniamo bloccati per alcune decine di minuti sotto il gazebo principale del giardino e ci rilassiamo un po’ ad osservare l’aspetto lussureggiante della foresta, ad ascoltare gli uccelli e a giocare, gustandoci nel frattempo frutta secca locale. Dopo la visita (2h), ci dirigiamo con l’auto al vicino Wat Pha Lat o Tempio Segreto della Foresta, risalente al XIV° secolo. Il tempio è raggiungibile anche a piedi risalendo il sentiero Monk’s Trail, che inizia in prossimità della Chiang Mai University o Wat Suan Dok. Tale sentiero, immerso nella natura, che conduce al tempio in circa 1ora, non è tuttavia consigliabile nella stagione delle piogge, perché diventa particolarmente fangoso e scivoloso, come sperimentato  personalmente nel tratto finale. Il Wat Pha Lat (7-17, gratuito) è un tempio mistico armoniosamente integrato con una natura spettacolare. Lungo il percorso al suo interno si incontrano  diverse strutture: 1) il Viharn Principale, un edificio per la preghiera semplice, in stile  birmano, strutturato in legno e pietra, sormontato da un tetto sulla cui facciata superiore, spicca una statua di pavone, simbolo di purificazione, saggezza e rinascita spirituale. All’interno si trovano antiche statue del Buddha, 2) l’Ubosot, edificio sobrio, bianco, in pietra, mattoni e legno, con tetto multilivello e porte dipinte,  meno appariscente rispetto a quelle degli altri templi del Nord della Thailandia, 3) il Chedi, un’a struttura in pietra e mattoni, a forma di piramide, con decorazioni ed intagli semplici ma eleganti, solitamente coperto da muschio. Il Chedi, che rappresenta la connessione tra il cielo e la terra, si trova simbolicamente al centro del tempio e ospita reliquie sacre di Buddha o di importanti monaci, 4) il padiglione bianco, un caratteristico edificio di colore bianco con aperture ad arco, circondato dalla vegetazione e lambito dal ruscello. All’interno vi sono statue del Buddha che si stagliano sulla parete posteriore fatta da rocce naturali della collina. Figure mitologiche come Naga, Garuda, Hanuman, statue del Buddha, leoni , ecc.. sono ampiamente disseminate nell’area e spesso nascoste dalla vegetazione.  La nostra visita (>1h) è stata rallentata da brevi ma intensi acquazzoni che hanno reso l’atmosfera ancor più mistica, calma, suggestiva,  e naturalmente più divertente. Dopo la visita procediamo in direzione sud, per il Carp Cafè (9.30-21), distante 30-35km, e meno di 1ora d’auto, dal Wat Pha Lat. Il Carp Cafè è un ristorante “scenografico”, caratterizzato da canali e laghetti d’acqua che circondano tavoli raggiungibili attraverso ponticelli e passarelle. Nell’acqua nuotano carpe colorate a cui si può dare da mangiare. Qui, abbiamo trovato ottimo cibo e un’ottima varietà di piatti (giapponesi, thailandesi ed occidentali) con buon rapporto qualità/prezzo. Anche andare in bagno è un’esperienza dal momento che attraverso le sue pareti di vetro si possono osservare tanti pesci colorati. Dopo mangiato, raggiungiamo a pochi km di distanza, come ultima tappa del nostro percorso, il Wat Phra That Doi Kham o Tempio del Reliquario del Monte d’Oro. Situato sulla collina boscosa Doi Kham, 10km a sud ovest di Chiang Mai. Il Wat Phra That Doi Kham (6-18, ingresso gratuito con piccola donazione) è un antico tempio risalente al VII° secolo e restaurato in epoca recente, che si contraddistingue per le vedute panoramiche, le enormi statue e l’atmosfera di pace e spiritualità. Il tempio comprende una scalinata con Naga dorati laterali, una splendida terrazza panoramica con grandi statue del Buddha, in piedi, seduto e sdraiato, un’area sacra interna con chedi dorato centrale, sala principale, piccoli padiglioni, altari, statue e angoli di meditazione, e infine un’area esterna (quella più vicina al parcheggio) ove si ergono dei padiglioni decorati ed alcune statue. Le statue principali comprendono: un enorme Buddha seduto, bianco e dorato, di 17 metri di altezza (Phra Buddha Sihing), posto su una piattaforma rialzata; un guerriero guardiano in piedi con spada, completamente rivestito da foglia d’oro; due elefanti, un gorilla, ecc…. Dietro alla grande statua del Buddha c’è un bellissimo padiglione decorato, in stile Lanna,  chiamato Anusawary Phranang Chamathewi, caratterizzato da magnifiche decorazioni lignee dorate, mosaici di specchi multicolore e ed elaborati dipinti che adornano sia l’interno che l’esterno. Visitiamo il tempio in circa 1h sotto un sole accecante. Dopo due buon smoothies al mango e all’anguria, torniamo in hotel. Dopo qualche ora di relax e gioco in piscina, ci prepariamo per la serata. A piedi raggiungiamo su Rachadamnoen Rd, The Old City Inn (11,30-22.30, lunedi chiuso), ristorante con delizioso cibo thailandese e anche piatti europei, con ottimo rapporto qualità/prezzo. Sulla via del ritorno, lungo la tranquilla traversa della zona centrale, Phra Pok Klao 8 Alley, ci fermiamo al salone di massaggi Jasmine da Massage (9.30-00.30), adiacente all’hotel Chala n.2. Qui abbiamo sperimentato un ottimo massaggio rigenerante, fatto da ragazze molto professionali e gentili, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

13° giorno – escursione a ovest di Chiang Mai con eplorazione del villaggio tradizionale di Mae Kampong tra foreste, cascate, tè e caffè. Massaggio pomeridiano e trasferimento con treno notturno a Bangkok 

giornata nuvolosa con momenti di pioviggine pomeridiana. Dopo colazione in hotel, il nostro tassista di fiducia ci passa a prendere alle ore 8.30 per l’escursione al villaggio Mae Kompong, situato 50 km ad est di Chiang Mai (circa 1h15min d’auto), al buon prezzo di 800 THB. Il villaggio, sorge a 1300 metri di altitudine,  nelle montagne di Doi Saket, circondato da foreste, piantagioni di tè e caffè. Esso è composto da tipiche case in legno su palafitta ed è attraversato da un torrente e da diversi canali d’acqua limpida. Il percorso per arrivarci è piacevole e panoramico con un susseguirsi di campagne, fitte foreste e villaggi rurali. Dedichiamo la prima parte della mattinata al punto più alto e lontano da visitare, posto a monte del villaggio, ossia la cascata di Mae Kampong (8-17, 100THB adulti, 50THB bambini). Immersa nella foresta tropicale, tra felci giganti, bambù ed alberi coperti di muschio, la cascata presenta 7 salti consecutivi, ciascuno con pozze d’acqua. Un piacevole sentiero dall’ingresso e un ponticello su un piccolo laghetto, conducono al primo salto che appare molto suggestivo con un’importante portata d’acqua. Saliamo fino al terzo salto oltre il quale la salita appare veramente proibitiva. Al ritorno nonostante il clima fresco e il limitato trekking eravamo praticamente fradici dal sudore. Dalla cascata scendiamo a piedi fino ai caffè panoramici posizionati sul bordo alto del villaggio. Ci fermiamo al Baan Ing Dao Coffee, caratterizzato da una terrazza in legno con ampia vista panoramica sul villaggio e sulle colline circostanti. Prendiamo dei gelati e caffè freddo. Dopo la pausa proseguiamo a piedi per il villaggio, inoltrandoci su stradine e ponticelli, tra case tradizionali in legno teak, ristorantini tipici e botteghe di artigianato, fino agli angoli più reconditi. Molto interessanti sono le botteghe con cibi locali pronti, e quelli  con chicchi di caffè e/o foglie di tè autoctoni. Esploriamo il piccolo tempio del villaggio, il Wat Mae Kompong, immerso nel verde, lambito dalla foresta e da un ruscello d’acqua limpida. L’atmosfera che impregna il tempio è quella di fascino antico, spiritualità e serenità. Lo scroscio dell’acqua e il canto degli uccelli invitano alla meditazione. Il tempio comprende: 1) la scalinata d’accesso fiancheggiata dai naga, 2) il cortile, punteggiato da alberi e piante tropicali, contenente un piccolo stupa bianco e dorato, alcune statue del Buddha, diverse campane e un grosso gong, suonato più volte; 3) la sala di preghiera (Viharn), che appare come un edificio usurato e autentico, interamente in legno con decorazioni semplici e un tetto coperto dal muschio per l’umidità; 4) la sala delle ordinazioni (Ubosot), un piccolo edificio in legno intagliato, in stile Lanna, con decorazioni e statua di Buddha, situato in una ambiente scenografico unico ad un livello più basso rispetto al viharn, Infatti l’Ubosot è posizionato nella foresta, su una piccola isola rocciosa circondata dall’acqua del ruscello, raggiungibile attraverso un ponte, un breve sentiero e dei cilindri di cemento.  Dopo la visita ci dirigiamo verso il parcheggio antistante il tempio ove reincontriamo il nostro autista. Dopo circa 3ore di visita torniamo a Chiang Mai e ci facciamo fermare al Ristorante Il Girasole, accogliente ristorante con buona varietà di cibi sia occidentali che tailandesi, con prezzi tuttavia sopra la media. Dopo un po’ di shopping nei negozi vicini, e dopo aver comprato qualcosa da mangiare per la sera sul treno, ci concediamo un massaggio nuovamente al Jasmine da Massage nella traversa Phra Pok Klao & Alley, nell’attesa dell’orario concordato per il check out.  Alle 17 lasciamo l’hotel, ritroviamo il nostro autista di fiducia, e per 200THB, raggiugiamo la stazione dei treni. Ci sistemiamo nelle cuccette di seconda classe, poste lateralmente al corridoio, con tende, aria condizionata e pulizia massima.  Purtroppo per dormire siamo separati: 2  vicini, uno lontano di qualche posto. Alle 18 in punto il treno parte in direzione Bangkok. Dopo qualche ora di viaggio, un addetto passa per il vagone trasformando, con estrema velocità, i divanetti, in letti con lenzuola e cuscino pronti all’uso. Ci addormentiamo relativamente presto e le 13 ore di viaggio voleranno senza sentirle.

14 ° giorno: trasferimento Bangkok-Pattaya, esplorazione di Pattaya e visita al magnifico Sanctuary of Truth, tra arte, spiritualità, stupore e mistero.

Giornata con pioggia a Bangkok e sole rovente a Pattaya. Arrivati alla stazione di Bangkok,  prendiamo qualcosa per colazione e con l’applicazione Grab,  riusciamo a trovare, in pochi minuti, un autista nei paraggi che ci conduce a Pattaya, al buon prezzo di 1000THB. In circa 2 ore arriviamo al nostro alloggio, il Siam Bayshore Resort Pattaya, situato all’estremità meridionale della baia di Pattaya (Pattaya Beach), in un’area tranquilla a pochi passi dalla spiaggia, tra la trasgressiva Walking Street e il porticciolo Bali Hai.  L’hotel, caratterizzato da padiglioni bassi immersi in un giardino tropicale con laghetti abitati da rane e pesci, alberi e piante esotiche, presenta  fascinose sale interne, ottime camere, un centro benessere, alcuni ristoranti, e 2 piscine, una a vista oceano con idromassaggio, l’altra nel giardino tropicale. Quest’ultima, ove trascorreremo buona parte del tempo, è un lago più che una piscina;  immensa, appartata, circondata da palme, con bar, giochi d’acqua e uno scivolo. La posizione è sicuramente tra le migliore di Pattaya per lo shopping, la ristorazione, la vita notturna e i collegamenti verso le isole (Kho Larn, Kho Phai, ecc..). La lussuosa struttura presenta tuttavia anche un punto debole, un ponte centrale di collegamento, coperto sui lati, che attraversa un canale fognario dall’odore nauseante. Ogni volta che lo abbiamo attraversato, facevamo una corsa con naso e bocca tappati. Grazie ad un disponibile check-in anticipato, riusciamo ad entrare in camera per le 10. Dopo una breve pausa, raggiungiamo la piscina per alcune ore di gioco e riposo, approfittando del bar per smoothies e gelati. Con tutta calma dopo le 13, ritorniamo in camera per una doccia e pranziamo al ristorante dell’hotel. Dopo mangiato ci dedichiamo a qualche ora di shopping lungo Walking Street e Pattaya Beach. Indi prendiamo un tuk-tuk, che per 150THB, ci conduce al Sanctuary of Truth (8-17, orario serale 18-18.30,  500THb adulti, 250THB bambini), situato a nord di Pattaya, su una piccola penisola costiera a ridosso del mare. Il Tempio della Verità è una straordinaria opera d’arte, un maestoso edificio costruito e decorato interamente in legno, senza l’utilizzo di chiodi. Tutte le strutture che lo compongono – pareti, colonne, travi e soffitti, sono incisi a mano, con figure simboliche, decorazioni e composizioni di statue che traggono ispirazione dalla filosofia e mitologia buddista, induista, cinese, khmer e birmana. Sull’ala est prevalgono statue  con genitori, figli, coppie e animali domestici; sul lato ovest divinità legate agli elementi della natura, terra acqua, fuoco, aria; sul lato sud, vi sono scene di Khrishna e Vishnu; sul lato nord, scene del Jakata; al centro vi è un trono vuoto, simbolo del paradiso che risiede dentro di noi, con simboli cosmologici ed animali mitologici. Stupefacenti sono le colonne interne.  Arrivati al limite della chiusura, riusciamo ad entrare con il tour serale delle 18.30, che ci consente di esplorare il tempio anche con l’illuminazione artificiale. L’illuminazione mette in risalto i dettagli degli intagli, donando un effetto fiabesco e surreale al tempio. Durante l’esplorazione del tempio siamo travolti da un insieme di emozioni come meraviglia, stupore, sacralità, senso di armonia tra diverse visioni del mondo, mistero, introspezione e calma profonda. Dopo la visita torniamo a Pattaya Beach per 200THB , con lo stesso tuk-tuk cui avevamo avuto premura di dare appuntamento. Ci fermiamo in due ristoranti: allo scenografico Fat Coco (11-23), specializzato in piatti di pesce, e al ristorante italiano Trattoria Pizzeria Toscana Pattaya (12-00). Per ritornare, passeggiamo sul piacevole lungomare di Pattaya Beach, delimitato dalle palme, da decine di accompagnatrici e dalla spiaggia da un lato, e da hotel, centri commerciali, ristoranti, negozi e sale massaggi dall’altro. Poi attraversiamo la caotica Walking Street, celebre zona pedonale di intrattenimento e divertimento, che si estende per circa 1km. La Walking Street appare irriconoscibile rispetto alle ore diurne: caotica, vibrante, brulicante di gente (anche tante famiglie), illuminata da accecanti luci al neon di ristoranti, locali con musica dal vivo, go-go bar, night club e discoteche. Vi sono anche negozi, chioschetti con cibo da strada, piccoli supermercati (7 Eleven), Coffee Shop, ecc.. insomma un posto per divertirsi a 360°. Prima di rientrare, ci concediamo un buon massaggio in una sala della catena Risa Massage, lungo una traversa della Walking Street vicino all’Hotel.

15°e 16°giorno – Koh Larn, l’isola tropicale di Pattaya: spiagge bianche, mare turchese e l’ultimo smoothie al mango.

Giornata completa di sole. Ci alziamo di prima mattino per raggiungere a piedi il vicino molo di Bali Hai, da dove prendiamo il motoscafo veloce per Koh Larn (200THB a persona, per 15-20 minuti di traversata).Koh Larn è una  piccola isola tropicale situata a breve distanza da Pattaya (7km), caratterizzata da foreste, spiagge bianche e acque turchesi.  Le imbarcazioni raggiungono Na Baan Pier, il porticciolo del villaggio principale, o direttamente la spiaggia Tawae Beach, la più grande ed attrezzata dell’isola. Arriviamo a Na Baan Pier, nel rilassante villaggio principale Ban Ko Lan ove si trovano alloggi, bar, negozi, servizi e un mercato. Ci fermiamo nell’ottimo bar-ristorante Pookai Cafè & Reasturant per colazione.  Indi, al negozio vicino al porto,  noleggiamo due scooter fino alle ore 16:00, al prezzo di 200THB cadauno. Gli scooter sono il mezzo ideale, se si vogliono esplorare più spiagge e più punti dell’isola. Le stradine, immerse ne verde, sono ben asfaltate e connettono piccoli villaggi,  spiagge e templi. Visitiamo ad ovest Tawae Beach e Tien Beach. Tawae Beach è una meravigliosa baia incorniciata dalla foresta, con ampia spiaggia di sabbia bianca e mare limpido, attrezzata con lidi e con un lungomare pieno zeppe di ristoranti, bar e negozi. La baia può essere ammirata anche dall’alto da uno splendido punto panoramico lungo la strada. Tien Beach è un altrettanto bellissima baia, più piccola, più selvaggia, con una collina rocciosa e foreste alle spalle, con pochi lidi e pochi ristoranti. A sud visitiamo Koh Larn Nual Beach, spiaggia più appartata, immersa nella natura con acqua cristallina. Altre spiagge (non visitate) sono Samae Beach, Thonglang Beach, Ta yai Beach, ecc.. Trascorriamo la giornata prevalentemente tra Tien Beach e Tawae Beach,  tra tuffi, smoothies, sole e massaggi, preferendo per pranzo l’area di Tawae Beach, particolarmente ricca di ristoranti di pesce freschissimo a buon prezzo, con piatti tipici rappresentati da zuppe ed insalate di frutti di mare, gamberi grigliati, calamari fritti, pesce alla griglia o al vapore con lime e peperoncino.  Dopo mangiato in uno dei tanti ristoranti di pesce sul lungomare, visitiamo velocemente il tempio buddista del villaggio Ban Ko Lan ed il Tempio panoramico del Grande Buddha. Esausti, ritorniamo al porto del villaggio, restituiamo gli scooter, paghiamo i biglietti per il ritorno con motoscafo veloce. Ritorniamo a piedi in hotel ove ci rilassiamo per un paio d’ore in piscina. Di sera prendiamo un tuk-tuk (100THB) per visitare il Pattaya Night Market, situato su Pattaya Sai Song Rd (parallela a Beach Rd), a circa 2km dall’hotel. Il mercato, coperto, pulito ed ordinato, ospita tante bancarelle con abiti, scarpe, valigie, tessuti, gioielli, souvenir, ecc.. Passeggiando lungo la strada Pattaya Sai Song Rd, ci fermiamo per mangiare al vicino discreto Ristorante Kiss Food  Drinks (8-00). Torniamo in hotel col tuk-tuk. Prima di rientrare, ci soffermiamo nella tranquilla area fronte mare dell’hotel, occupata  da chioschi con cibo da strada. Prendiamo l’ultimo smoothie al mango, e seduti su un muretto, perdiamo lo sguardo tra il mare e le luci lontane dei grattacieli.

16° giorno: giornata nuvolosa. Con taxi privato (1000THB) raggiungiamo l’aeroporto di Bangkok in circa 1,5-2ore. Dopo la colazione e gli ultimi acquisti, decolliamo con ITA Airways alle ore 12.15 da Bangkok. Raggiungiamo Roma alle ore 17 locali.