Indice del diario di viaggio
Guarda anche il diario di viaggio in Thailandia -PARTE II-
Informazioni utili
Percorso: Bangkok – Hua Hin – Ayutthaya – Lopburi – Sukhothai –Lampang – Chiang Mai – Pattaya – Bangkok
Clima Luglio: soleggiato a Hua Hin, Pattaya, Ayutthaya e Lopburi, Soleggiato con qualche piovasco di tardo pomeriggio-sera a Sukkhothai e Lampang, nuvoloso con frequenti e brevi rovesci a Chiang Mai durante l’intera giornata. La “famigerata” pioggia del periodo monsonico (giugno-ottobre) non ha mai creato alcun problema di percorso, se non dei brevi rallentamenti.
Compagnia aerea: prenotazione on line su Skyscanner, 2mesi prima di partire, con compagnia ITA-Airways,
Treni: tratte Lopburi-Pthisanulok e Chiang Mai-Bangkok prenotati dall’Italia on line 12Go.asia, in notevole ritardo (1 mese prima del volo).
Taxi e tuk-tuk: contattati in loco, mediante reception hotel, agenzie o per strada, anche con applicazione Grab da scaricare sul cellulare
Hotel: prenotati da casa on line su Booking e/o Agoda
Carte telefoniche: è possibile acquistare un eSIM virtuale on line prima del viaggio (Holafly), oppure si può optare per la classica SIM card fisica da acquistare negli aeroporti, nei 7-Eleven o nei negozi dei principali operatori (come AIS, TrueMove H e DTAC). La prima scelta è sicuramente più comoda in quanto permette di ridurre i tempi ed evitare di cambiare la SIM card.
Assicurazione medica: è buona abitudine fare sempre un’assicurazione medica laddove la sanità è privata e i costi dell’assistenza medica e dei medicinali sono elevati (Europ Assistance, Heymondo, ecc, tutte più o meno equivalenti). Noi abbiamo optato pet Europ Assistance,
Soldi: da cambiare in parte in aeroporto, in parte nei vari exchange presenti ovunque. E’ opportuno cambiare una buona somma di denaro e pagare in contanti dal momento che raramente sono accettate carta di debito o credito.
Visto: non necessario per soggiorni turistici < 60giorni.
Passaporto: con validità residua di 6mesi dalla data di ingresso.
Medicinali: portare i classici cortisonici, antistaminici, antipiretici, antibiotici e probiotici. Non necessaria alcuna vaccinazione. I livelli igienico-sanitari sono alti.
Regole templi: nei templi si accede in silenzio, senza scarpe, con spalle e gambe coperte. Sono ben accette donazioni in caso di ingresso libero.
Cibo: delizioso e vario; cibo occidentale reperibile pressoché ovunque, pertanto non vi sono difficoltà se si viaggia con figli piccoli.
1°-2° giorno: Volo per la Thailandia con pomeriggio e sera soft a Bangkok
Volo diretto Roma-Bangkok con compagnia ITA Airways (11ore, 15.10-8.10) . Decollo con ritardo di ameno 1 ora, volo discreto, anche se gli spazi dell’aereo sono adatti alle sardine, cibo decente, intrattenimento sufficiente, minime turbolenze. Atterriamo all’aeroporto di Bangkok-Suvarnabhumi alle 9 circa ora locale. Raggiungiamo entro le 10 il Rembrandt Hotel Bangkok, distante 26km di taxi (300THB) dall’aeroporto. L’Hotel Rembrandt Bangkok con grattacielo, piscina e ristorante, è situato a pochi passi dalla stazione Asok BTS Skytrain, dalla stazione metro MRT Sukhumvit e da alcuni centri commerciali, come il Terminal 21. Dopo il check-in anticipato e una rapida perlustrazione dell’hotel, sprofondiamo nel letto per rialzarci nel pomeriggio verso le 17. Prendiamo un tuk tuk e facciamo un giro per la trafficatissima Chinatown di Bangkok, prima di raggiungere l’Asiatique The Riverfront (11:00-00:00) un famoso centro commerciale e di intrattenimento, situato, all’aperto, lungo il fiume Chao Phraya. L’Asiatique è una delle destinazioni turistiche più popolari della città, che offre una combinazione di shopping, ristoranti, bar, attrazioni e spettacoli dal vivo. Il sito comprende anche una riproduzione dell’imbarcazione storica della Thoon Kramom, una barca a vela che nel XIX° secolo veniva usata per il commercio tra Siam ed Europa. Tale nave, a tre alberi, nota come Sirimahannop Tall Ship, è ormeggiata permanentemente sul lungofiume e ospita un ristorante e un bar a bordo. Nel centro sono presenti anche diverse attrazioni, come Mystery Mansion, una giostra con circuito su veicoli sospesi con effetti luci, suoni e atmosfera da casa infestata, l’Asiatique Sky, una ruota panoramica che offre una vista spettacolare sulla città e sul fiume, il Jurassic World, con ambienti tematici con riproduzioni di dinosauri in movimento, effetti speciali, suoni e luci che creano un’esperienza molto coinvolgente. Tra gli spettacoli ricordiamo il Muay Thai Live, che racconta la storia della Muay Thai, l’arte marziale tradizionale thailandese, con esibizioni acrobatiche, combattimenti e coreografie molto interessanti. L’atmosfera è vivace e rilassata, soprattutto la sera quando la zona prende vita con luci e musica. Gustiamo una buona cena all’Happy Fish (11-00), ottimo ristorante all’aperto del Warehouse 8, con vista fiume e della nave precedentemente citata. Dopo una piacevole passeggiata, prendiamo un piccolo traghetto all’Asiatique Riverfont Pier 1 e scendiamo alla fermata Oriental più a nord. Da qui in meno di dieci minuti a piedi (500metri), raggiungiamo lo Sky Bar, un cocktail-bar situato su una spettacolare terrazza al 64° piano dell’hotel State Tower Bangkok, nel quartiere Si Lom. Lo Sky Bar (8:00-1:00) è uno dei bar panoramici più iconici di Bangkok, offrendo una delle migliori viste sulla città, sia di giorno che di notte. Da qui si può godere di una vista a 360 gradi della capitale thailandese, con un occhio di riguardo al fiume Chao Phraya e agli altri grattacieli della città. L’atmosfera è elegante e sofisticata, con un arredamento minimalista, che permette agli ospiti di concentrarsi sulla vista incredibile. Molti visitatori vengono qui anche solo per scattare foto e godersi l’esperienza visiva, ma con tempo molto limitato, data la pressione degli addetti ad invitare gli ospiti ad accomodarsi per consumare qualcosa. Dopo aver bevuto un drink, a prezzi esageratamente elevati, torniamo sulla strada e prendiamo, oramai stanchi, un tuk-tuk per l’hotel.
3° giorno: In auto verso Hua Hin tra mercati galleggianti, grotte e templi
giornata completa di sole. Dopo buona colazione in hotel, ci trasferiamo con taxi privato a Hua Hin, a sud-ovest di Bangkok, distante 200km e circa 3ore d’auto dalla capitale. Paghiamo 1800THB, un ottimo prezzo considerando la visita di alcune tappe lungo il percorso: Tha Kha Floating Market, Tham Khao Luang, Wat Boonthawi (Wat Tumklaeb), Wat Tham Chaeng. Il mercato galleggiante di Tha Kha (sab-dom 6-12, ingressso gratuito), è situato in un’area rurale del distretto di Amphawa, a circa 1 ora da Bangkok, circondata da piantagioni di cocco, frutteti e canali secondari. Tha Kha è più piccolo e meno turistico rispetto ai vicini e più famosi mercati galleggianti di Damnoen Saduak o Ampawa, ma in compenso la sua visita offre un’esperienza più autentica e rilassante. Tha Kha rimane infatti uno dei pochi mercati ancora frequentati da residenti e contadini locali, che portano i loro prodotti direttamente al mercato mediante barche a remi. Inoltre la visita è gratuita anche sé è consigliabile avventurarsi con un giro in barca (200THB a persona) tra i canali d’acqua secondari, immersi nella natura e nella vita rurale thailandese. E’ possibile ordinare frutta, verdura, cibo locale, noodle soup, pad thai, pollo fritto, papaya salad, mango sticky rice, dolci, succhi freschi, frutti di mari, banane grigliate, pannocchie, ecc… direttamente dalle barche o dalle bancherelle a terra. I cibi vengono cucinati freschissimi e al momento, su padelle a fuoco lento, soprattutto da simpatiche nonnine. Col sole i contrasti di colore dell’area sono spettacolari.
Dopo l’esperienza (sicuramente da consigliare rispetto alla bolgia turistica degli altri mercati), ci dirigiamo al Tham Khao Luang, una spettacolare grotta-santuario buddista, situata 5 km a nord di Phetchaburi, sulla collina di Khao Luang, raggiungibile dalla zona storica del Phra Nakhon Khiri Historical Park. Dall’ingresso occorre salire per un breve tratto coperto dalla foresta ed abitato da macachi. Poi si discende mediante ripidi scalini nella maestosa grotta carsica, ricca di anfratti, stalattiti e stalagmiti. La grotta è illuminata da una grande apertura naturale da cui entra la luce, e comprende una sala centrale alta fino a 100metri. Essa contiene 170 statue di Buddha tra cui due maestose statue ritraenti rispettivamente il Buddha seduto, la più importante posta direttamente sotto il fascio di luce naturale, ed il Buddha sdraiato, situata più al buio, lungo 4metri e coperta da fiori di loto ed offerte. Si ammirano inoltre piccoli stupa, altarini, nicchie con statue. La visita è suggestiva e spirituale con una durata di circa 1-1,5h. Sulla via del ritorno, a pochi passi dall’area parcheggio del Tham Khao Luang, vi è un complesso templare autentico, particolare e poco turistico, il Wat Boonthawi (Wat Tumklaeb). Il tempio, che può essere abbinato al Tham Khao Luang, è visitabile prettamente all’esterno; l’accesso agli interni è infatti limitato o chiuso. Il Wat Boonthawi colpisce per le sue strutture con decorazioni lignee tradizionali, colorate e raffinate, alcune delle quali costruite su scogliere calcaree e immerse nella foresta. Dall’ampio cortile ove vi sono gli edifici principali (Ubosot e Viharn), si giunge ad uno splendido lago artificiale, ricco di pesci, fiancheggiato da abitazioni in legno in tipico stile tradizionale thailandese, e delimitato da colline carsiche e foresta. Il complesso comprende anche alcuni chedi, sale e abitazioni dei monaci, sentieri nella natura che portano a piccoli santuari, diverse statue, campane e una piccola grotta. La grotta Tumklaeb (Tham Kleap), che si trova accanto al complesso principale, ai piedi della collina, contiene piccole statue del Buddha, ed è considerata un luogo sacro per la meditazione e il raccoglimento. L’area è abitata da colonie di macachi non aggressivi, che zampettano indisturbati incuriositi dai rari ospiti. Il tempio rappresenta un’oasi di pace che abbiamo utilizzato anche per riposarci un po’, a ridosso del lago, in compagnia delle scimmie. Dopo la visita (<1h) riprendiamo il tragitto verso sud. Notiamo lungo la strada, diverse fattorie e soprattutto punti vendita di zucchero di palma, uno dei prodotti locali più celebri della zona. Indi arriviamo nel distretto di Cha-am, al Wat Tham Chaeng (6-21, gratuito), una meta che unisce maestosità artistica, valore spirituale e bellezza naturale. Il tempio si erge sullo sfondo di colline carsiche che creano un panorama naturale ideale per foto e contemplazione. La struttura principale del tempio è un’impressionante ed elaborata statua del Naga (serpente sacro), alta 31metri, lunga 227metri, avvolta in 9 spirali, verniciata in colori intensi (soprattutto verde-blu evocativi delle ali dello scarabeo, ma anche giallo e rosso), che fa rimanere qualsiasi visitatore a bocca aperta. I Naga, nella mitologia induista e buddista, sono esseri semidivini con il corpo di serpente e con una o più teste, che collegano il mondo umano a quello divino, agendo da guardiani spirituali. Essi proteggono il Buddha, i templi e i fiumi sacri, e simboleggiano anche trasformazione e rinascita. La statua del Naga al Wat Tham Chaeng, rappresenta un percorso di purificazione spirituale. L’attraversamento di ogni spirale, simboleggia il passaggio o la rinascita verso un livello superiore di consapevolezza. Dopo la visita (durata <1h), raggiungiamo il nostro hotel situato lungo la costa tra Cha-am e Hua Hin. Hua Hin è una piacevole località balneare posta ad ovest del Golfo del Siam, poco soggetta alla pioggia della stagione monsonica. Soggiorniamo al The Palayana Hua Hin, un resort tropicale con ottime camere, grande piscina a sfioro, splendidi giardini e spiaggia privata. Dopo aver mangiato qualcosa al discreto ristorante dell’hotel, ci dedichiamo al relax e al gioco, in spiaggia ed in piscina. Dopo pausa in camera, raggiungiamo con taxi chiamato dall’hotel, il mercato di Hua Hin. Il mercato appare non particolarmente attraente con bancarelle di street food e di abbigliamento poco interessanti. Lungo la strada principale del mercato troviamo, tuttavia, un buon ristorante con terrazzo: il Ko Bar & Restaurant, ove mangiamo discretamente. Dopo aver concordato con un tassista di nome Nong, incontrato lungo la strada, il percorso e il prezzo (1000THB) per le escursioni del giorno dopo, ritorniamo in hotel con taxi utilizzando il servizio Grab.
4° giorno – Parco Nazionale di Sam Roi Yot tra mare, foreste, grotte, templi, natura selvaggia e silenzi d’acqua
Giornata completa di sole. Dopo buona colazione in hotel, ci muoviamo, all’orario prestabilito (8:00), con il taxi di Nong, verso la grotta di Phraya Nakhon. facente parte del Parco Nazionale Khao Sam Roi Yot, situato 50km a sud di Hua Hin (circa 1ora d’auto). Si giunge prima al piccolo villaggio di pescatori Bang Pu, incastonato tra montagne carsiche coperte da foreste e un’estesa spiaggia argillosa, selvaggia e soggetta alle maree. Dopo aver comprato il biglietto per l’entrata nel Parco (200THB a persona, bambini 100 THB), bisogna raggiungere la spiaggia di Laem Sala da cui si diparte il sentiero per l’area delle grotte. Dal momento che tale spiaggia non è raggiungibile con l’auto, ci sono due opzioni per approdarvi: a piedi oltrepassando una collina attraverso un sentiero in salita della durata superiore ai 30minuti, o con battelli a pagamento (circa 200THB a persona) ormeggiati a riva. Per salire sui battelli bisogna considerare di attraversare e sprofondare nella sabbia argillosa e di bagnarsi fino alle cosce. Tale opzione è tuttavia largamente preferibile, sia perché è essa stessa una bella esperienza, sia per risparmiare le energie, dato ché, una volta raggiunta la spiaggia di Laem Sala, per arrivare alle grotte, è necessario intraprendere un ulteriore sentiero di scale di pietra con un dislivello di 430 metri. Dopo circa 15minuti di battello, approdiamo alla spiaggia di Laem Sala; passeggiamo in acqua, poi sull’ampia spiaggia, poi su un tratto sabbioso pianeggiante alberato e pieno di scimmie, poi iniziamo a salire. Il sentiero si inerpica nella foresta abitata da saltellanti scimmie Langur dagli occhiali. Lungo il sentiero si incontra una piccola terrazza caratterizzata da uno spettacolare panorama sul mare, sugli isolotti vicini, sulla foresta e sul paesaggio carsico della riserva. Dopo quasi 1ora di lenta e faticosa salita, resa ancor più impegnativa dalla forte afa, un vento costante e rinfrescante preannunzia la discesa verso la sudata meta, la Phraya Nakhon Cave. Si discende prima verso una gigantesca grotta con apertura supero-laterale, contenente varie stalattiti e stalagmiti, poi si prosegue verso un’ancor più impressionante cavità con luce penetrante attraverso un’ampia apertura della volta. I raggi di luce illuminano un piccolo caratteristico tempio, il Kuha Kharuehat, costruito alla fine del XIX secolo, in occasione della visita del re Chulalongkorn il Grande (Rama V). Il tempietto buddista dona alla viscerale meraviglia naturale un tocco di sacro, creando un paesaggio unico, dalla bellezza surreale. Alberi e vegetazione varia prosperano all’interno delle grotte, amplificandone la spettacolarità. Dopo l’esplorazione affrontiamo in scioltezza il ritorno, largamente in discesa. Prima di risalire sul battello, ci fermiamo nell’unico bar–ristorante dell’area, circondato dalla pineta a ridosso della spiaggia, dove si possono mangiare piatti di pesce e/o bere qualcosa di rinfrescante. Ritorniamo in mare, riprendiamo la barca, ci risporchiamo i piedi nell’argilla. Una volta usciti dalla spiaggia melmosa, raggiungiamo il villaggio e ci laviamo i piedi in un apposita area con piccole vasche di acqua corrente. Di fronte alla spiaggia sono situati diversi ristorantini, chioschi e negozietti. Avvertiamo il nostro autista e mangiamo qualche piatto di pesce insieme. Dopo il pranzo, ci dirigiamo a pochi chilometri di distanza, verso un altro incredibile punto del Parco Sam Roi Yot: il Bueng Bua. Si tratta di una estesa area paludosa, delimitata da una scenografica barriera di montagne carsiche coperte da foreste, caratterizzata da uno stagno, ricoperto da fiori di loto e bassa vegetazione, abitato da molte specie di uccelli e pesci. Dall’area vicina alla biglietteria (i ticket non sono da rifare in quanto validi in ogni attrazione del Parco), partono delle escursioni su piccole barche a motore (max 3 persone), che si inoltrano per circa 1ora lungo lo stagno. I paesaggi, il silenzio e i volatili sono i protagonisti di questo spettacolare sito, inspiegabilmente poco turistico. La piccola imbarcazione raggiunge un’area ove si diparte una lunga passerella di legno costruita sullo stagno, che può essere percorsa a piedi. Camminando lungo la passerella, è consigliabile raggiungere la terrazza di osservazione ove ammirare un panorama notevole. Rispetto alla vastità e alla bellezza del luogo, tuttavia, il tempo disponibile è molto limitato. Finita la visita, il nostro gentile autista Nong, si ferma spesso lungo il ciglio della strada per consentirci di ammirare altre aree naturalistiche del Parco. Sulla via del ritorno, ci fermiamo all’ultima tappa pattuita con Nong, lo splendido tempio Khao Takiap, situato nel paesino omonimo, pochi km a sud di Hua Hin. Il Wat Khao Takiap comprende due aree religiose: una parte buddista thailandese e una parte cinese, entrambe molo suggestive e panoramiche. Il Tempio buddista, situato sulla sommità della cosiddetta “collina delle Scimmie” o “collina delle Bacchette”, risulta particolarmente suggestivo per il panorama sul mare, per i colori sgargianti e contrastanti, e per l’abbondante presenza di macachi. Esso comprende una grande statua dorata del Buddha, una ripida scalinata, la sala principale circondata da campane, enormi ficus e piccole cappelle e pagode. Il Tempio cinese, situato più in basso, sul versante nord della collina e più vicino al mare, è un santuario taoista con pagode riccamente decorate e colorate (con rosso e dorato prevalenti), lanterne e statue di divinità cinesi che guardano verso il mare. Le statue principali raffigurano Guanyin, la dea della misericordia dalle mille braccia, Pu Tai, il protettore dei bambini e dei poveri, draghi e leoni guardiani. Situata alla base della collina Khao Takiap, praticamente sulla spiaggia stessa, completa il complesso un imponente statua dorata del Buddha in piedi, alta circa 20 metri, che guarda verso il mare, nel gesto di benedire e proteggere il mare e i pescatori. Alquanto stanchi ritorniamo in hotel per prenderci qualche ora di relax e gioco in piscina. Di sera col taxi di Nong (150THB) ci rechiamo al Market Village Hua Hin per una breve visita. Ceniamo discretamente in un vicino ristorante cinese sulla strada, all’aperto, a buffet, con prezzo fisso e con possibilità di cucinare i cibi scelti. Infine ci concediamo un massaggio in una delle tante sale presenti nei paraggi del Market Village (prezzo medio 300bath). Concordiamo con l’autista il trasferimento dell’indomani via Bangkok (dal momento che dovevamo recuperare il cellulare di nostra figlia dimenticato all’Hotel Rembrandt), per poi ritornare in hotel e finire la serata sulla spiaggia.
5° giorno – Da Bangkok ad Ayutthaya: tra templi antichi, Buddha dorati e tramonti senza tempo
giornata completa di sole. Dopo colazione alle 8.00 circa, partiamo con taxi privato per Bangkok (circa 200km-3ore d’auto, 1800 THB). Ritirato il cellulare all’Hotel Rembrandt, contattiamo un autista con l’app Grab e ci accordiamo al prezzo di 800THB, per il trasferimento ad Ayutthaya, situata 80km a nord di Bangkok, per 1-1,5ore d’auto. Ayutthaya è una città storica della Thailandia, adagiata lungo il fiume Chao Phraya, famosa per le sue rovine archeologiche e i templi antichi. La città fu capitale del Regno dal 1350 al 1767, data in cui fu distrutta dai birmani. Nel periodo di massimo splendore fu un crocevia commerciale per mercanti provenienti da Cina, Giappone, India, Persia ed Europa e divenne un simbolo culturale del Paese. Arriviamo all’Ayutthaya Retreat prima delle 14, orario di check-in. Nell’attesa, approfittiamo per comunicare con il disponibilissimo giovane gestore/proprietario dai capelli biondo-rame, per testare la cucina locale del Resort e per esplorarne la struttura autentica e rilassante. Il Resort è infatti caratterizzato da edifici in legno teak in stile tradizionale, con tetti spiovente e pavimenti in legno, che affacciano su uno stagno centrale di acqua verde. Coesistono ampi spazi aperti, curati giardini, una discreta piscina e una piccola area massaggi con prezzi nella media (da 300 a 400THB all’ora). La posizione del Resort è tuttavia lontana dal centro (circa 2,5km); pertanto per spostarsi è necessario noleggiare bici, scooter o prendere un tuk tuk. Dedichiamo la fascia pomeridiana 16-18, alla visita con tuk-tuk dei templi più distanti dal Resort: il Wat Phanan Choeng Worawihan (8-17, ingresso libero) e il Wat Yai Chai Mongkhon (8-18, 20THB). Il Wat Phanan Choeng Worawihan è un tempio buddista risalente al 1324, affacciato sulla sponda orientale del fiume Chao Phraya. Esso comprende tre strutture principali: la Viharn, la Ubosot ed un piccolo Santuario Cinese. La Viharn principale è un alto edificio caratterizzato internamente da maestose colonne e da superfici laccate in rosso con decorazioni in foglia d’oro, che ospita uno spettacolare Buddha seduto, rivestito d’oro, di 19 metri d’altezza, che rappresenta tra le più antiche ed impressionanti statue sacre della Thailandia. La sua visione d’impattto lascia letteralmente impietriti. La Ubosot (sala delle ordinazioni) custodisce tre statue del Buddha realizzate rispettivamente in oro, in una lega di oro, argento e rame, e in stucco con foglia d’oro. Il santuario Cinese è invece un piccolo edificio a due piani, riccamente decorato, situato a ridosso del fiume, nella parte posteriore del complesso, e dedicato alla divinità cinese della compassione, Guanyin, e alla principessa cinese Soi Dok Mak. Segue il Wat Yai Chai Mongkhon, un antico monastero buddista risalente al 1357. Il tempio sorge in un’area verde punteggiata da alberi e palme, racchiuso da mura basse con ingressi a forma di portali, spesso ornati da statue di guardiani (naga). La struttura più iconica del complesso è costituita dall’imponente Chedi o Stupa centrale, a forma di campana, costruito nel 1592, che si staglia per 62metri tra il cielo azzurro e il tramonto arancione. La Chedi, costruita in mattoni rossi e sormontata da una punta dorata (chatra), presenta lati decorati da nicchie contenenti statue di Buddha. La struttura sorge su un basamento a pianta quadrata, caratterizzato da 4 chedi minori posti in corrispondenza dei punti cardinali, a rappresentare il Monte Meru, la montagna sacra centro dell’universo, dimora delle divinità della mitologia induista/buddista. La Viharn (Sala delle Immagini Sacre), cui si accede tramite una ripida e panoramica scalinata, ospita numerose statue di Buddha seduto, mentre la Ubosot (sala dell’Ordinazione), posta di fronte alla Chedi principale, custodisce una delle statue di Buddha più venerate del Regno: il Phra Phuttha Chai Mongkhon. Ai piedi dei chedi, file ordinate di statue del Buddha, avvolte in stoffa gialla o arancione, creano un effetto armonioso e maestoso. Nell’area nord-orientale del complesso si può ammirare la Viharn Phra Phutta Sayat, che custodisce un imponente Buddha sdraiato. Il tempio è ancora attivo, pertanto si notano facilmente monaci vestiti con abiti color zafferano, camminare silenziosamente o meditare all’ombra degli alberi della bodhi. Nel tempio non c’è fretta, né rumore, solo il brusio del vento, il movimento delle foglie, il canto degli uccelli. Al tramonto la luce dorata riflette sui mattoni antichi, tingendoli prima d’oro e poi d’ambra, le ombre si allungano, cominciano a sentirsi le cicale, il tempo si ferma. Tra i templi visitati ad Ayutthaya, questo è stato il nostro preferito per l’atmosfera suggestiva e spirituale, calda al tramonto, profumata di incensi e fiori di loto. Sulla via del ritorno, visitiamo dall’esterno il Wat Kasattrathirat Worawihan, affascinante tempio buddista del XVII-XVIII secolo, situato sulla sponda occidentale del fiume Chao Prhaya, caratterizzato da chedi e da edifici sacri molto rifiniti e decorati. In hotel ci rilassiamo in piscina. Di sera decidiamo di raggiungere a piedi (500 metri dal Resort), attraverso la buia stradina parallela alla via principale e delimitata dai canali d’acqua, il vicino bellissimo ristorante Baan Raksna Cafe. Tuttavia al nostro arrivo alle ore 20.30, troviamo le cameriere che avevano appena chiuso e stavano per andarsene in scooter. Tre di loro vedendoci in difficoltà con una bambina al seguito ci invitano a salire in scooter. Ci accompagnano al Mong Doo Ruea, un ristorante situato lungo il fiume, su U.Thong Rd, distante 2,5km dal nostro alloggio e aperto fino alle 23. Il ristorante è stato una grande sorpresa con cibo delizioso, ottimo rapporto qualità/prezzo, buona varietà di scelte (anche europee) e con una suggestiva terrazza affacciata sul fiume con vista sul tempio Wat Kasattrathirat Worawihan. Ritorniamo a piedi per una piacevole passeggiata, anche perché obbligati per l’assenza di tuk-tuk e/o taxi sulla strada.
6° giorno: Ayutthaya in libertà; templi iconici, scooter, fiume e tramonti dorati
giornata completa di sole. In solitaria, di buon mattino visito a piedi il tempio Wat Pom Yai (Long Po Tee), contiguo al Resort, situato lungo un canale e immerso nelle risaie. Il tempio presenta uno splendido portale d’ingresso, un ampio cortile e diversi edifici decorati. Dopo l’esplorazione delle risaie circostanti, ritorno nel Resort per la colazione, buona, servita sui tavoli affacciati sul laghetto della struttura. Chiediamo in reception, informazioni su dove noleggiare due scooter e ci viene consigliato il negozio di noleggio “ Tony”, situato a pochi km di distanza dal Retreat. Raggiungiamo il negozio con tuk tuk contattato dal Retreat stesso. Per 400 THB noleggiamo due scooter per l’intera giornata fino alle 22. Gli scooter ci consentiranno una maggiore libertà di movimento ed un maggiore refrigerio legato alla ventilazione. Guidare uno scooter ad Ayutthaya è abbastanza semplice e sicuro dato il traffico limitato, specie nelle aree più turistiche. Riserviamo la mattinata all’esplorazione del Parco Storico di Ayutthaya. Come prima tappa visitiamo il Wat Mahahat (8-18, 50THB), uno dei templi più importanti dell’antica capitale, risalente al XIV° secolo. Il sito comprende una torre centrale (prang) in stile khmer, diversi chedi, rovine di sale di preghiera (viharn), statue del Buddha, e l’iconica testa di Buddha avvolta dalle radici di un Banyan, che è diventata il simbolo del Parco stesso. Dopo la visita (<1h) esploriamo il contiguo Bueng Phra Ram Park, uno splendido parco pubblico immerso nel verde con templi, giardini, alberi, ponti e passerelle delimitanti laghi e canali. Varani, rane, pesci gatto, aironi, gazzette, minah, scoiattoli, farfalle, libellule, cicale, ecc.. abitano quest’ambiente. Tra i templi presenti ricordiamo il più recente Prasat Sang e diverse templi solitari antichi, come il Wat Pong, il Wat Sangkhapat, il Wat Langkha Khao, ecc… Usciti in direzione ovest del parco, visitiamo il suggestivo Wat Phra Ram (8-18, 50THB), risalente al XIV° secolo, caratterizzato da un alto e decorato prang centrale in stile khmer, con nicchie contenenti statue di Buddha, da chedi minori, rovine di sale di preghiera, mura perimetrali in mattoni rossi. Dopo la visita torniamo indietro e ci riposiamo in uno dei bar vicini al’ingresso del Wat Mahahat. Indi recuperiamo gli scooter, passiamo per il Wat Ratchaburana (8-18, 50THB) risalente al XV° secolo, con la sua imponente torre che ammiriamo dall’esterno. Raggiungiamo i vicini Wat Phra Si Sanphet (8-18, 50THB) e il Wiharn Phra Mongkhon Bophit (8-16.30,gratuito). Il Wat Phra Si Sanphet è il tempio reale più importante dell’antica Ayutthaya, celebre per la sua simmetria ed imponenza. Costruito nel XV° secolo dal re dell’epoca, è caratterizzato da 3 grandi chedi bianchi in mattoni e stucco, allineati su un’unica piattaforma, che custodiscono le ceneri di 3 re di Ayutthaya. L’area comprende anche chedi minori, resti di sale di preghiera, mura perimetrali, ampi spazi aperti, palme ed alberi secolari. Accanto al Wat Si Sanphet, si erge il Wiharn Phra Mongkhon Bophit, uno dei templi più venerati della Thailandia, risalente al XV° secolo, poi ricostruito nel XVII° secolo e poi restaurato in tempi moderni. Attualmente si presenta con un edificio con tetto spiovente a più livelli, in stile tradizionale, con belle decorazioni e sculture in legno, che racchiude una sala di preghiera contenente colonne e una monumentale statua del Buddha in posizione seduta, dell’altezza di 12,5metri, realizzata in bronzo e rivestita di foglie d’oro. Dopo la visita raggiungiamo il Coffee Old City, accogliente ristorante situato di fronte al Wat Mahahat. Il locale è molto carino, il personale è gentile, il menù è ampio con opzioni occidentali, il cibo è ottimo, i prezzi nella media. Dopo pranzo raggiungiamo il Mercato galleggiante di Ayutthaya, distante 4km ad est dal Parco storico. L’ingresso è a pagamento (200THB a persona) e comprende un piacevole tour in barca di una decina di minuti. Si tratta di un villaggio turistico ricostruito, pieno di negozi e street food, che offre degli interessanti angoli fotografici e dei prodotti a buon prezzo. Nonostante l’assenza di autenticità, ci siamo comunque divertiti nel passeggiare, nel fare shopping e nello scattare foto. C’è anche la possibilità di fare un giro sul dorso degli elefanti che però abbiamo evitato. Ritorniamo in hotel per una pausa rilassante in piscina. Prima però, in solitaria, raggiungo con lo scooter, a 3km di distanza dal Retreat, lo spettacolare Wat Chaiwatthanaram (8-18, 50THB), un antico tempio situato sulla riva occidentale del fiume Chao Prhaya, in un’area tranquilla e silenziosa rispetto ai templi centrali. Il Wat Chaiwatthanaram, risalente al 1630, presenta un’architettura in stile khmer, simile a quella di Angkor Wat in Cambogia. La struttura, celebre per la sua simmetria e maestosità, comprende un Prang centrale di 35 metri, chedi angolari, resti di galleria coperta con statue di Buddha, una sala di preghiera (viharn) in rovina. Il tempio è molto fotogenico, specie al tramonto, quando le luci dorate e ramate colorano i mattoni antichi e le ombre delle rovine si allungano. Dopo aver visitato con spirito contemplativo tutta l’area, esploro con lo scooter il lungofiume, sulla strada U.Thong Rd, all’altezza del magnifico chedi bianco e dorato Sri Suriyothai. Con i colori del tramonto, il lungofiume, punteggiato da maestosi alberi e templi sacri, dona senso di pace, bellezza e nostalgia. Una volta tornato in hotel, mi aggiungo al resto della famiglia che dopo la piscina si stava godendo un buon massaggio body con olio. Tutto purtroppo scorre velocemente e dopo il massaggio e la doccia, riprendiamo gli scooter per raggiungere l’ottimo ristorante vista fiume Baan Ploen View, con musica dal vivo, ampia scelta di bevande e di cibi sia locali che internazionali. Dopo mangiato riportiamo gli scooter al noleggiatore e ritorniamo in hotel col tuk-tuk.
7° giorno – Da Ayutthaya a Sukhothai passando per Lopburi, la città delle scimmie
giornata completa di sole. La giornata è incentrata sul trasferimento a Sukhothai, nel nord della Thailandia. Sukhothai (l’alba della felicità) è considerata la culla della civiltà thailandese, il centro artistico religioso e filosofico della regione, capitale del primo Regno di Sukhothai dal XIII al XIV secolo. Rispetto ad Ayutthaya, Sukhothai è spesso percepita come più tranquilla e immersa nella natura, essendo circondata da laghi, colline, risaie e paesaggi mozzafiato. Sukhothai tuttavia, non ha una stazione treni; pertanto per raggiungerla, utilizziamo un taxi da Ayutthaya fino a Lopburi (70km-1h), poi il treno veloce prenotato dall’Italia da Lopburi a Phitsanulok (3h), poi di nuovo un taxi da Phitsanulok fino a Sukhothai (70km, circa 1h). Dopo buona colazione di buon mattino, il gentilissimo gestore del Retreat ci prenota in pochi minuti un taxi a buon prezzo (800THB) per Lopburi, compreso di due fermate ai templi di Phra Prang Sam Yot e Wat Phrasi Rattana Mahathat. Partiamo da Ayutthaya alle 7.45, ed in meno di 1ora, raggiungiamo Lopburi, la “città delle scimmie”, cosiddetta per l’alta concentrazione di macachi liberi che imperversano per le strade e per i templi cittadini. Tuttavia, anche le scimmie non amano alzarsi troppo presto al mattino, dal momento che durante la nostra visita, ne vedremo soltanto una sgranchirsi la schiena su un tetto di un palazzo. Visitiamo prima il Phra Prang Sam Yot (Santuario delle 3 Cime, 7-17, 30-50THB) noto anche come il Tempio delle Scimmie. Il Tempio fu costruito dal re Khmer Jayavarman VII nel XIII° secolo. Architettonicamente presenta tre maestosi prang (torri) allineati in stile Bayon khmer, finemente decorati, collegati da corridoi. I 3 prang rappresentano la Trimurti induista (Brahma, Vishnu, Shiva) poi riadattati al Buddhismo Mahayana. La visita è breve (30min) dal momento che l’area esplorabile è molto limitata, e senza scimmie perde notevolmente di fascino. Di maggiore impatto, e sicuramente più interessante, più spirituale e silenzioso, è invece il Wat Phra Si Rattana Mahathat, situato di fronte all’ingresso della stazione ferroviaria. Si tratta di un’area archeologica immersa nel verde, delimitata da grandi ficus ed alberi di frangipane, caratterizzata da strutture in laterite e mattoni in stile Khmer-Ayutthaya. Il sito comprende un Prang centrale, che rappresenta il cuore del centro religioso, antichi chedi, resti di mura e di sale di preghiera (viharn). Dopo la visita (<1h), proseguiamo per la piccola incantevole stazione di Lopburi, che all’ingresso accoglie i visitatori con un treno d’epoca restaurato, situato sotto un gigantesco ficus, e con simpatiche statue di scimmie. In meno di 3 ore, dopo un viaggio particolarmente oscillante attraverso campagne e distese di risaie, raggiungiamo la stazione di Phitsanulok. Dalla stazione di Phitsanulok, con taxi chiamato con l’applicazione Grab, raggiungiamo in circa 1ora il nostro alloggio a Sukhothai, il Legendha Sukhothai Historical Park Resort, situato a 2km dall’ingresso del famoso Parco Storico medievale. L’hotel è un boutique resort dallo stile unico, immerso in un ambiente che ricorda un antico villaggio thailandese, con alberi giganteschi, canali, ponte e un’architettura tradizionale. L’hotel è fornito di un ottimo ristorante affacciato sul canale Mae Rampan, il Nam Khang Restaurant che propone cucina sia thailandese che internazionale, con atmosfere tradizionali allietate da piccoli spettacoli serali di musica e danza. Le camere sono belle, spaziose e dotate di ogni comfort, la piscina è spettacolare, lo staff sempre disponibile. Vi è anche un divertente ponte tibetano sul canale e una Spa che non abbiamo utilizzato, il tutto con un rapporto qualità/prezzo eccellente. E’ stato indubbiamente la nostra migliore esperienza di soggiorno in Thailandia. Un altro elemento particolare della struttura è la sua posizione contigua con l’area immersa nella natura del tempio Wat Chang Lom, raggiungibile a piedi a pochi passi di terra rossa. Lo visitiamo appena dopo il check-in e dopo aver mangiato nel ristorante dell’hotel. Detto anche “Tempio circondato da elefanti”, il Wat Chang Lom (6-18, ingresso libero), risalente alla fine del XIV° secolo, è caratterizzato da un Chedi o Stupa in mattoni rossi in stile cingalese, poggiante su una base quadrata circondata da 32 sculture di elefanti. Allo stato, le statue appaiono notevolmente danneggiate dal tempo. Il chedi simboleggia il cammino verso l’illuminazione, con la sua forma che ascende verso il cielo, rappresentando l’ascesa spirituale del monaco o del devoto che cerca la liberazione dal ciclo della sofferenza (samsara). Intorno allo stupa ci sono le fondamenta di un colonnato di laterite che un tempo fungeva da riparo per i fedeli. Ad est dello stupa si trovano ulteriori resti appartenenti ad una grande viharn (sala delle assemblee). Il tempio è situato al di fuori delle mura della città vecchia e l’ingresso è gratuito. Dopo la visita torniamo in hotel e ci dedichiamo al relax-gioco in piscina per la restante parte del pomeriggio. La piscina presenta anche un’area con getti idromassaggio molto piacevoli. Di sera mangiamo nuovamente al ristorante dell’hotel e, sotto il portico del ristorante affacciato sul canale, sperimentiamo per la prima volta la pioggia monsonica che trasformerà la serata in uno dei momenti più magici, giocosi e romantici del viaggio.
8°giorno – Sukhothai, la culla della Thailandia: templi antichi, stagni di loto, prima pioggia monsonica e silenzio sacro
giornata nuvolosa con schiarite e qualche rovescio prettamente pomeridiano e serale. Breve passeggiata mattutina nel verde, in solitaria, con la visita di alcune interessanti rovine fuori dalle mura, come Wat Thraphang Thong Lang, Wat Yah Kron e Wat Ton Makham. Dopo aver consumato in hotel la migliore colazione del viaggio, con un merito particolare ai Kanom krok o dolcetti di cocco, ci dirigiamo con tuk-tuk (150THB) all’ingresso principale (porta est) del Parco Storico di Sukhothai. Noleggiamo tre bici fino alle 17 (totale: 150THB), in uno dei negozi posti di fronte all’ingresso. Il Parco Storico di Sukhothai si suddivide in una zona centrale (lunedi-venerdi e domenica: 6.30-19.30, 100THB, sabato: 6-30-21 con illuminazione serale), una zona ovest (8-16.30, 100THB) e una zona nord (8-17.30, 100THB). Ci sono poi una serie di templi disseminati anche a sud e ad est della zona centrale. Iniziamo col visitare l’area centrale, quella più famosa e meglio conservata, ove si trovano i templi principali del Regno di Sukhothai. Esplorare il Parco con la bici, oltre ad essere divertente e piacevole per la superficie pianeggiante ed asfaltata delle vie di collegamento, consente di visitare più templi e più aree. Il Parco di Sukhothai è il trionfo dell’acqua; laghi, stagni, canali d’acqua verdissima, spesso coperti da colorati fiori di loto, disegnano un labirinto di giardini punteggiati da meravigliosi templi e da enormi alberi secolari, come ficus e palme. La prima fermata è al Wat Mahahat, il centro spirituale e politico dell’antico Regno, caratterizzato da un chedi/stupa centrale contenente reliquie del Buddha Il Chedi è circondato da 8 stupa minori, da maestose statue del Buddha (di cui una centrale in posizione seduta e due laterali in piedi –Phra Attharot-), da un colonnato in pietra, da alcune torri (prang) e da un impressionante albero ramificato di ficus. Proseguiamo per il meraviglioso Wat Si Sawai, un’antico santuario khmer trasformato in tempio buddista, caratterizzato da tre imponenti torri (prang) estremamente scolpite, che ricordano quelle cambogiane di Angkor Wat. Proseguiamo per il Wat Sa Si, situato in un isoletta nel mezzo di uno stagno accessibile tramite un ponticello di legno. Il tempio molto suggestivo, è caratterizzato da un tipico chedi a forma di campana, da un colonnato e da una notevole statua centrale del Buddha seduto. Segue il Wat Trapang Ngoen, piccolo tempio con statua del Buddha che comprende la cosiddetta Sala delle Ordinazioni (Ubosot). Tale struttura è situata su un piccolo isolotto al centro dello stagno più esteso, accessibile attraverso un ponte di legno, da cui si può contemplare la bellezza e la pace del luogo. Dopo la visita dell’area centrale, usciamo dalla Porta nord e ci spostiamo con le bici (<1,5km) verso la zona nord della città antica, ove sono conservati i templi più affascinanti di tutto il sito. Il tempio più famoso e mistico è sicuramente il Wat Si Chum o “Tempio dell’Albero della Bodhi” ( l’albero dell’illuminazione sacro al Buddismo), situato in una radura silenziosa immersa nella natura tropicale. Costruito nel XIII secolo, il tempio è caratterizzato da una maestosa cappella aperta superiormente (a forma di dodecagono), cui si accede attraverso un portale stretto e alto. La stuttura custodisce, avvolgendola, un’impressionante statua alta 15metri e larga 11, raffigurante il Buddha nella tipica posizione del Bhumisparsha Mudra, seduto e in meditazione. Il Buddha (Phra Achana) presenta un volto calmo, sereno e sicuro, e una mano destra affusolata che tocca il ginocchio. Accanto al tempio si può inoltre ammirare un gigantesco albero di mango di 200anni di età, di 20x6metri. Prima dell’ingresso si trovano diversi interessanti negozietti di prodotti artigianali ed alcuni bar. Segue il Wat Phra Phai Luang, tempio molto antico in stile khmer, caratterizzato da uno splendido prang decorato ben conservato, da rovine di chedi e di mura, e da diverse statue del Buddha. Proseguiamo lungo il ponte di legno sul canale che conduce al piccolo tempio Hor Phra Phutthasiri Marawichai, decorato e dipinto con colori oro, rosso e bianco. Lungo la via del ritorno verso sud, ci soffermiamo ad ammirare il Wat Sorasak, antico tempio con chedi a campana circondato da elefanti scolpiti. Ritornati nell’area noleggio bici, moglie e figlia preferiscono ritornare in hotel con tuk tuk per il pranzo. Dopo breve riposo, in solitaria con la bici, raggiungo il Wat Chetupon e poi la zona ovest di Sukhothai, distante circa 3km dalle mura perimetrali della porta ovest. Il Wat Chetupon è un tempio poco turistico, con grande cappella quadrata con 4 nicchie contenenti ciascuno un Buddha in posizione diverse. La zona ovest appare deserta, silenziosa e spirituale, adatta per escursioni e meditazione; si sviluppa tra colline coperte da foresta, affascinanti templi in rovina ed incantevoli viste panoramiche. I templi principali della zona ovest sono il Wat Saphan Hin, il Wat Chang Rop, il Wat Khao Phra Bat Noi, il Wat Pa Mamuang, il Wat Chedi Ngarm, ecc… Il più importante è il Wat Saphan Hin (Tempio del Ponte di Pietra), raggiungibile attraverso un breve ma ripido sentiero di grosse pietre levigate poste a gradino (300 metri circa). In cima si trova una maestosa statua di Buddha in piedi, alta 12,5metri che domina la collina. Il tempio ha un aspetto naturale e selvaggio, appare spettacolare secondo molti all’alba, ed offre un notevole panorama sulla valle circostante e sugli altri templi del Parco. Dopo una breve pausa meditativa sul paesaggio della pianura di Sukhothai, procedo per il Wat Chang Rop, raggiungibile mediante un breve sentiero in salita. Il tempio, immerso nella foresta, è caratterizzato da un chedi circondato da elefanti e da rovine varie. Infine visito il Wat Chedi Ngarm col suo chedi completamente immerso nel verde e raggiungibile sempre con una breve salita. Esausto decido di ritornare verso l’ingresso est del Parco Storico, non prima di aver mangiato un casco di dolci piccole banane comprate da una bancarella lungo la strada. In prossimità dell’area noleggio, prima di restituire la bicicletta, mi rilasso con due ottimi smoothies, al mango e all’anguria, vicino ad un chiosco sulla strada, situato di fronte al Wat Traphang Thong. Il Wat Traphang Thong o “Tempio del Lago d’Oro“, è un pittoresco tempio buddista che merita una visita, anche perché rappresenta l’unico tempio attivo della area antica di Sukhothai. Il tempio sorge su un’isola artificiale circondata da uno stagno, accessibile mediante un lungo ponte di legno abbellito da decine di lanterne gialle. Il tempio comprende uno spazio verde con alte palme, un maestoso ficus sacro, alcune statue, un antico chedi in stile cingalese e una sala delle ordinazioni di più recente costruzione. Prima delle 17 restituisco la bici e ritorno in hotel in tuk-tuk. Di fronte all’hotel vi è una casa con una scritta Rent Car e Taxi, e mi accordo con la proprietaria per il trasferimento Sukhothai-Lampang (200km, 3h) della mattina seguente con auto privata, per l’ottimo prezzo di 1500THB. Raggiungo il resto della famiglia in piscina. Sul tardo pomeriggio le nuvole si addensano e il vento comincia a scuotere gli alberi. Il fruscio delle foglie prelude la pioggia che comincia a cadere sull’acqua tiepida della piscina e sui nostri corpi bagnati, prima leggera poi sempre più fitta, fredda e nebbiosa, in un tamburellare costante e ipnotico, che dona una sensazione viva, primordiale di contrastante calma ed eccitazione. Dopo un po’di tempo, però, lasciamo la piscina e torniamo in camera. Il tempo rimarrà piovigginante per la serata. Ceniamo al ristorante dell’hotel, con spettacolino musicale di sottofondo, assaggiando alcuni piatti thailandesi deliziosi, sempre presentati con cura e fantasia.

